Domodossola ha celebrato il 25 Aprile, Festa della Liberazione, con una partecipata cerimonia in piazza Matteotti, momento simbolico per ricordare la fine dell’occupazione nazifascista e la riconquista della libertà.
A tenere l’orazione ufficiale è stato Giovanni Antonio Cerutti, direttore della Fondazione Achille Marazza di Borgomanero, che ha invitato a riflettere sul valore attuale della Resistenza. Un tema, quello della memoria, che secondo Cerutti deve essere trasmesso soprattutto ai giovani, considerati portatori di valori e interlocutori fondamentali per mantenere viva la consapevolezza storica. Il 25 Aprile, ha sottolineato, resta una ricorrenza imprescindibile nella costruzione dell’identità repubblicana, accanto ad altre date fondamentali della storia italiana.
Durante la cerimonia, promossa dal Comune, il sindaco Lucio Pizzi ha richiamato il pensiero di figure simbolo dell’antifascismo come Piero Calamandrei e Sandro Pertini, ribadendo l’importanza di custodire e tramandare la memoria. È il messaggio lanciato dal sindaco di Domodossola, Lucio Pizzi, nel corso della cerimonia del 25 Aprile in piazza Matteotti.
“Il 25 Aprile – ha sottolineato – non è soltanto una data da ricordare, ma un momento fondamentale per riflettere sui valori che hanno permesso al nostro Paese di ritrovare la libertà e la democrazia”. Un passaggio che richiama il sacrificio di chi ha vissuto la Resistenza in prima persona.
Il sindaco ha poi evidenziato l’importanza della memoria storica: “Abbiamo il dovere di trasmettere questi valori ai più giovani, affinché comprendano fino in fondo il significato della libertà e dell’impegno civile”.
Nel suo intervento, Pizzi ha richiamato anche figure simbolo dell’antifascismo italiano, sottolineando come il loro esempio rappresenti ancora oggi un punto di riferimento: “Le parole e il pensiero di uomini come Pertini e Calamandrei continuano a indicarci la strada, ricordandoci che la libertà va difesa ogni giorno”.
Un discorso che ha ribadito il senso profondo della ricorrenza, tra memoria storica e responsabilità verso il presente.
È intervenuto anche il senatore di Italia Viva Enrico Borghi, che ha richiamato i valori della Resistenza e mette in guardia sui nuovi scenari di guerra.
Un richiamo forte ai valori della Liberazione e alla necessità di difendere la libertà anche nel presente. È il messaggio lanciato dal senatore ossolano Enrico Borghi (Italia Viva) durante la cerimonia del 25 Aprile a Domodossola.
“Questa terra – ha sottolineato – è uno dei simboli più profondi della libertà conquistata con il sacrificio di tanti uomini e donne. La nostra Costituzione nasce proprio da quelle storie, dal coraggio dei partigiani e dalla sofferenza di chi ha lottato per restituire dignità al Paese”.
Borghi ha quindi collegato la memoria storica all’attualità internazionale: “Oggi non possiamo permetterci di considerare la libertà come qualcosa di acquisito per sempre. I conflitti che stanno attraversando l’Europa e il mondo ci ricordano quanto sia fragile e quanto sia necessario continuare a difenderla ogni giorno”.
Un intervento che ha ribadito il valore del 25 Aprile non solo come ricorrenza storica, ma come riferimento attuale per le nuove generazioni: “La Liberazione non è solo memoria, ma responsabilità collettiva. Sta a tutti noi trasmettere questi valori e tenerli vivi nel tempo”.
Tra i momenti più significativi, la presenza della giovane Sara Zaretti, originaria di Villadossola, promotrice del progetto “Sui vostri passi”, poi sostenuto dalla Pro Loco di Domodossola. La sua partecipazione ha portato in piazza una testimonianza diretta e personale: il bisnonno, Dante Zaretti, fu comandante partigiano della Brigata Matteotti. Sara ha voluto rendere omaggio ai protagonisti della Resistenza distribuendo una lettera aperta dedicata al suo antenato e a tutti coloro che hanno lottato per la libertà.






















































