Un incontro diretto, durato circa un’ora e mezza, per chiedere lo stop ai test di volo degli elicotteri Leonardo in Ossola. È quanto avvenuto giovedì 23 aprile tra il Comitato Ossola “Ferma il riarmo” e il presidente del gruppo Altair, alla presenza anche di due responsabili di Eliossola.
Durante il confronto, i rappresentanti del Comitato hanno consegnato una lettera ufficiale ribadendo le ragioni della loro iniziativa. "Non si tratta di una campagna contro Eliossola o Altair – spiegano – ma di una presa di posizione per obbligare Leonardo Spa a interrompere i rapporti con Israele e il suo esercito". Particolare contrarietà è stata espressa nei confronti dei test di volo degli elicotteri da combattimento.
Secondo quanto riferito dal Comitato, gli interlocutori avrebbero mostrato apertura sul piano dei principi, pur sollevando due criticità principali: da un lato le possibili ricadute occupazionali – stimate in alcuni posti di lavoro all’interno di Eliossola – e dall’altro i dubbi sull’efficacia concreta dell’azione proposta.
Osservazioni alle quali il Comitato ha replicato sottolineando come, all’interno di un gruppo che conta oltre 400 dipendenti e numerose società controllate, eventuali esuberi potrebbero essere gestiti senza particolari difficoltà. Quanto all’efficacia, i promotori evidenziano come l’iniziativa si inserisca in un contesto nazionale più ampio di mobilitazioni contro Leonardo Spa, citando campagne legali e proteste anche da parte di lavoratori della multinazionale.
Nel documento consegnato, il Comitato richiama inoltre il Codice Etico di Eliossola e i principi del Global Compact, evidenziando la necessità di evitare qualsiasi coinvolgimento, anche indiretto, in violazioni dei diritti umani. Viene quindi chiesto al gruppo Altair di sospendere o annullare ogni rapporto contrattuale con Leonardo Spa legato alla produzione o al supporto di sistemi d’armamento, finché resteranno attivi i legami con Israele.
Tra le motivazioni, i firmatari citano anche le accuse internazionali rivolte al governo israeliano e le iniziative giudiziarie in corso, oltre ai richiami alla normativa italiana sull’esportazione di armamenti.
Il Comitato ha ribadito la propria determinazione nel proseguire la mobilitazione, annunciando nuove iniziative e il coinvolgimento degli amministratori locali. "I test – sottolineano – hanno anche ricadute ambientali e acustiche, oltre a rappresentare un potenziale rischio per la sicurezza". A tal proposito viene ricordato l’incidente del 2010 a Preglia di Crevoladossola, quando precipitò un elicottero militare durante una fase di test.
"Siamo comunque soddisfatti del confronto – concludono – perché il dialogo resta uno strumento fondamentale. Ma continueremo a portare avanti questa battaglia: non possiamo cercare la vita con una mano e toglierla con l’altra, non possiamo disgiungere pace e lavoro".














