Operazione congiunta di Carabinieri e Guardia di Finanza, nella mattinata di oggi, martedì 5 maggio, a Vercelli. I militari del Comando Provinciale dell’Arma e i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Vercelli, su richiesta della locale Procura.
Il provvedimento riguarda oltre 135mila euro, ritenuti profitto dei reati di peculato, riciclaggio e autoriciclaggio contestati a tre persone. Due degli indagati farebbero parte della dirigenza di un’associazione a scopi benefici, attiva nell’organizzazione di eventi per la raccolta di fondi destinati anche al sostegno di strutture ospedaliere di rilievo nazionale impegnate nella cura di bambini affetti da malattie oncologiche.
La Procura della Repubblica di Vercelli ha disposto anche perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, con l’ausilio del cash dog della Guardia di Finanza di Domodossola. Gli accertamenti hanno riguardato inoltre la sede dell’associazione e un locale adibito a negozio, dove venivano venduti prodotti del territorio per raccogliere fondi in favore dello stesso ente.
La misura cautelare reale è stata richiesta dopo l’esame degli elementi raccolti dai Carabinieri della Compagnia di Vercelli e dell’analisi della documentazione bancaria svolta dal Nucleo P.E.F. della Guardia di Finanza. Secondo quanto emerso, sarebbero state riscontrate irregolarità nella gestione finanziaria dell’associazione, iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore e riconosciuta tra gli enti beneficiari del 5 per mille.
Dall’approfondimento dei conti correnti, secondo gli investigatori, sarebbe emersa una rilevante distrazione del denaro raccolto: somme che, invece di essere destinate agli scopi benefici previsti dallo statuto, sarebbero state utilizzate per finalità personali e per spese voluttuarie.
La diffusione del comunicato è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Vercelli, nel rispetto delle disposizioni del Decreto Legislativo n. 188/2021. Resta ferma la presunzione di non colpevolezza delle persone sottoposte a indagini preliminari, da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.



















