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Attualità | 09 maggio 2026, 12:00

Pista Canza-Vannino, il Comune di Premia ricorre al Tar contro la Regione

Gli uffici torinesi hanno bocciato il progetto di sistemazione del tracciato: il comune antigoriano perderebbe il finanziamento

L'alpe Vannino

L'alpe Vannino

Si va al Tribunale Amministrativo Regionale per la pista tra Canza e l’Alpe Vannino. Un ‘braccio di ferro’  legale che vede opposti il Comune di Premia e la Regione Piemonte. Oggetto del contendere: il finanziamento per l’adeguamento e la sistemazione della pista che da Canza, frazione di Formazza, sale al Vannino. Territorio in comune di Formazza, ma dove Premia è proprietaria di alcuni alpeggi, tra cui proprio il Vannino.  

Nel bando regionale Premia era arrivata quarta, garantendosi il finanziamento al quale avrebbe contribuito con 100 mila euro, metà a cario suo e metà a carico del comune di Formazza.

La Regione aveva detto sì al Comune antigoriano, che era stato inserito nel bando sulla viabilità agro-silvo-pastorale per l’accesso e la gestione degli alpeggi. Un importo massimo, per Premia, di 240 mila euro.  

L'amministrazione comunale aveva approvato il progetto e lo aveva depositato: i tecnici della Regione avevano compiuto il sopralluogo sulla pista che sale all’alpeggio. Dopo il sopralluogo erano arrivate alcune osservazioni e richieste di chiarimenti. Un tira e molla che ha visto, lo scorso marzo, gli uffici di Piazza Piemonte rigettare la domanda del Comune ossolano che ha presentato a sua volta delle controdeduzioni, senza però riuscire a smuovere la Regione.

Inevitabile il ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la 'bocciatura' della Regione.

’Uno degli uffici regionali ci ha contestato il mancato rispetto delle pendenze della pista – spiega il sindaco Fausto Braito -  , senza però tener conto che il tracciato già esiste e che la normativa dice che ‘dove è possibile ti attieni alla nuove disposizioni’.  Lo abbiamo spiegato bene alla Regione ma nonostante questo ci hanno respinto il progetto, che ci era stato approvato da un ufficio ma ci è stato bocciato da un altro’’.

Renato Balducci

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