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Politica | 11 giugno 2026, 17:00

Domodossola, l'attacco di Partecipazione Attiva: "Giovani dimenticati per dieci anni"

I consiglieri Virgili e Capristo: "Nessun investimento serio per le nuove generazioni. Risse ed episodi di violenza si risolvono anche con opportunità concrete di crescita"

Domodossola, l'attacco di Partecipazione Attiva: "Giovani dimenticati per dieci anni"

“Da circa dieci anni il nostro comune è amministrato dallo stesso sindaco. Anni durante i quali ai giovani non è stato dedicato un solo progetto strategico, un investimento significativo, una visione per il futuro". Lo denunciano, in una nota, i consiglieri comunali di Domodossola Alberto Virgili e Domenico Capristo, componenti del gruppo Partecipazione Attiva.

“Nessun serio investimento - sottolineano i consiglieri - nella cultura, nello sport, nella musica, nei luoghi di aggregazione e nelle opportunità di crescita per le nuove generazioni. Dieci anni di immobilismo che hanno lasciato centinaia di ragazzi senza punti di riferimento e senza occasioni per esprimere talento, energie e creatività. Oggi assistiamo con preoccupazione a episodi di violenza, risse e degrado che coinvolgono sempre più spesso i giovani del nostro territorio. Sarebbe troppo semplice indignarsi di fronte alle conseguenze senza interrogarsi sulle responsabilità più che di chi ha governato per un decennio. Le risse e gli episodi di violenza non si risolvono soltanto con controlli e sanzioni: spesso è più efficace offrire opportunità concrete di partecipazione, responsabilizzazione e crescita. Una comunità non cresce da sola. I giovani non possono essere abbandonati per dieci anni e poi accusati di non avere valori, prospettive o senso civico”.

“Le istituzioni - proseguono Virgili e Capristo - hanno il dovere di creare opportunità, promuovere la partecipazione, sostenere lo sport, la cultura e l'educazione. Non si può continuare a scaricare ogni responsabilità sulle famiglie, sulla scuola o sulle forze dell'ordine. Chi governa una città di ventimila abitanti da quasi un decennio deve assumersi la responsabilità politica delle proprie scelte e delle proprie omissioni. L'attuale amministrazione ha scelto di non farlo. Questo è il vero problema. Noi crediamo che sia arrivato il momento di cambiare rotta. I giovani non sono un costo da ignorare, ma la risorsa più importante di una comunità. Investire su di loro significa investire sul futuro del nostro comune. Dopo circa dieci anni di promesse e assenze è giunto il momento di chiedere il conto di questo fallimento e di pretendere un progetto diverso per la nostra città”.

l.b.

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