‘’C'è una frontiera dove i lavoratori italiani non sono al centro dello scontro politico, né sono accusati di comprimere i salari. Lontano dalle tensioni che infiammano il confine lombardo, le sfide tra Piemonte, Valle d'Aosta e Vallese riguardano piuttosto la mobilità transfrontaliera e il nuovo regime fiscale. Una realtà che conta circa 3.000 pendolari e racconta una storia diversa’’. E’ quanto sottolinea in un servizio la Tv Svizzera italiana. Che analizza il fenomeno del frontalierato che in alcune zone di confine alimenta tensioni, distribuite su molti settori: dalle code ai valichi al dumping salariale, dalla tassa sulla salute ai ristorni.
‘’Ma spostando l’attenzione più a ovest, lungo il confine tra Vallese, Piemonte e Valle d’Aosta, il clima cambia radicalmente. Gli scambi quotidiani non mancano e il nuovo accordo sulle tasse si fa sentire anche qui, eppure la pressione sociale che domina il dibattito a Lugano o Chiasso è quasi impercettibile’’ dice la Tv Svizzera che fa un approfondimento sulla situazione del frontalierato tra Vallese-Piemonte-Valle d’Aosta.
Un’analisi che poggia anche sulle dichiarazioni di Pasqualino Gallicchio, presidente di Unia Vallese e responsabile del patronato Ital-Uil locale. Che dice che “in Vallese non si registra la stessa pressione che caratterizza il Ticino, né sui salari, sotto forma di dumping, né sui residenti. I titolari di un permesso G sono generalmente accettati e integrati”.
In Vallese, secondo Pasqualino Gallicchio, ‘’non emerge un fenomeno strutturale di “sostituzione” dei residenti con frontalieri assunti a salari inferiori. I lavori che fanno oggi i frontalieri sono lavori che gli svizzeri non fanno più”
Un nodo resta però il Sempione, sul quale confluisce l’intera mobilità. Mobilità che in questi ultimi anni ha visto disagi soprattutto nelle ore di punta in cui si spostano i frontalieri. Secondo il sindacalista, ad esempio, ‘’il treno delle 17.25 da Briga a Domodossola è utilizzato da circa 1.800 frontalieri: quando il collegamento ha problemi, come attualmente, la ricaduta sulle persone è pesante ed immediata’’.
Ma pone l’accento anche sui tempi allungati – causa lavori sulla linea – che portano ad allungare di un’ora il raggiungimento di Milano. Il servizio della Tv Svizzera italiana rimarca come il corridoio ferroviario sia una priorità anche per la politica.
Infine l’analisi è sul nuovo accordo fiscale tra Svizzera e Italia. In Vallese. ‘’le criticità assumono soprattutto la forma della burocrazia: l’applicazione delle nuove regole fiscali, la dichiarazione dei redditi in Italia per i “nuovi” frontalieri, lo scambio di dati e la necessità di assistenza da parte dei Centri di assistenza fiscale (Caf) e commercialisti. L’accordo è stato approvato ma non tutto funziona”.











