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Attualità | 22 ottobre 2026, 11:01

Quando la Svizzera divenne terra di rifugio per i bambini dell'Ossola VIDEO

Si chiudeva il 23 ottobre 1944 l'esperienza della Repubblica partigiana. Storie di Resistenza ricordate oggi in due momenti diversi: la presentazione di un libro a Domodossola e un filmato dedicato a Gisella Floreanini, primo ministro donna durante i Quaranta giorni di libertà

Quando la Svizzera divenne terra di rifugio per i bambini dell'Ossola VIDEO

Si concludeva oggi, 23 ottobre, la storica esperienza della Repubblica dell'Ossola, iniziata il 10 settembre e finita quando i fascisti - il 23 ottobre 1944 -  tornarono in città.

Una Repubblica che fu in grado darsi, in piena guerra, un'organizzazione articolata, che vide la nascita di una Giunta provvisoria di Governo . Un’esperienza passata alla storia come i ‘Quaranta giorni di libertà’, che la città ossolana ha ricordato proprio nei giorni scorsi con una discreta partecipazione di gente ma pochi sindaci presenti.

Una storia che è oggi anche materia di approfondimento perché in questi giorni si ricordano gli anni della Resistenza, pur con due approcci diversi.

Il primo è la presentazione del libro del dottor Carlo Bava, verbanese. Venerdì 23 ottobre, alle ore 18.30, al Caveau Unipol in Corso Ferdinando Dissegna 8 a Domodossola si parlerà di ‘’Un paltò fuori stagione’’, libro ambientato tra settembre 1944 e maggio 1945:  racconta di una drammatica storia di fuga attraverso il confine tra Verbano e Canton Ticino, seguita da un’accoglienza in Svizzera ricca di imprevedibili sfaccettature. Al centro della narrazione ci sono Delfo e Luigi, padre e zio dell’autore, due fratelli costretti ad affrontare le difficoltà e i pericoli di un territorio sconvolto dalla guerra. Attraverso il loro viaggio, il romanzo restituisce la dimensione umana di una tragedia collettiva, dando voce alla paura, alla sofferenza e al coraggio di chi fu costretto ad abbandonare tutto per cercare la salvezza.

Al  tempo stesso un altro scrittore ha dedicato, su You tube, un breve filmato con immagini di Domodossola ai ‘’Quaranta giorni di libertà’’ visti però attraverso i ‘'Treni della felicità’’ , partendo dal libro scritto da Viola Ardone, che richiama quell’esperienza che vide molti bambini dell’Ossola, trovare rifugio in Svizzera per sottrarsi al ritorno dei tedeschi dopo la fine della Repubblica. Momenti che erano stati raccontati da Paolo Bologna nel suo libro ''Il paese del pane bianco'', che racchiudeva ricordi e testimonianze di alcuni dei circa 2500 bambini ospitati da famiglie svizzere.

Il filmato di cui dicevamo è opera invece del villadossolese Stefano Scacchetti, da anni emigrato in Spagna per motivi di lavoro, ma assolutamente attaccato alla sua terra, ed autore di due libri sulla Resistenza: ‘’Prigionieri’’ e ‘’Ribelli’’.

Nel filmato lanciato su You Tube, Scacchetti parte dal libro di Ardone per ricordare come il primo vero treno di bambini fu proprio quello voluto da Gisella Floreanini durante la Repubblica partigiana. ‘’Nacque proprio a Domodossola il primo treno della felicità - spiega Scacchetti – . Era l’ottobre ’44 e a progettarlo fu proprio Gisella Floreanin, allora 38enne e prima donna ministro con un incarico governativo in Italia''.

Il filmato di Scacchetti ha come sfondo i marciapiedi dei binari della stazione di Domodossola, dove centinaia e centinaia di bambini salirono sul treno per cercare sicurezza nella vicina e neutrale Svizzera.

Due iniziative diverse ma con un solo scopo: ricordare la storia.

Renato Balducci

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