“La richiesta della coalizione di centrosinistra del Verbano Cusio Ossola di coinvolgere i comuni nel dibattito sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole merita una riflessione seria. Su un tema così delicato, che riguarda la crescita e la formazione dei nostri ragazzi, non servono contrapposizioni ideologiche, ma responsabilità, trasparenza e rispetto dei ruoli”. Così, in una nota, il gruppo Noi Moderati Vco.
“Noi Moderati VCO ritiene che le famiglie – prosegue la nota - debbano essere protagoniste dell’educazione dei propri figli, non semplici spettatrici di decisioni prese da altri. La scuola ha un compito fondamentale: insegnare il rispetto, contrastare il bullismo, promuovere relazioni sane e trasmettere valori di responsabilità. Nessuno mette in discussione l’importanza di questi obiettivi. Ma è altrettanto necessario che i genitori siano informati sui contenuti dei progetti, sui professionisti coinvolti e sulle modalità con cui vengono affrontati temi delicati come la sessualità. Il consenso informato non può essere liquidato come un ostacolo burocratico. È uno strumento che tutela il diritto delle famiglie a conoscere e partecipare alle scelte educative che riguardano i propri figli”.
Proseguono da Noi Moderati: “I comuni del Vco, soprattutto quelli più piccoli e montani, devono concentrarsi sui bisogni concreti delle comunità: servizi, sostegno alle famiglie, sicurezza, scuola e opportunità per i giovani. Possono certamente favorire il dialogo tra istituzioni scolastiche, genitori e servizi sociosanitari, ma senza trasformarsi in protagonisti di campagne politiche su questioni che richiedono equilibrio e rispetto delle competenze. Il confronto democratico è legittimo e necessario. Tuttavia, l’educazione dei minori non deve diventare terreno di scontro tra schieramenti politici. Noi Moderati Vco sostiene una scuola autorevole, libera di educare al rispetto e alla responsabilità, ma anche capace di dialogare con le famiglie, garantendo informazione, trasparenza e attenzione all’età degli studenti. Perché il futuro dei nostri ragazzi si costruisce insieme alle famiglie, non contro di esse”.














