Una nuova vita per l’ex asilo di Colloro, frazione di Premosello Chiovenda, che torna a essere un punto di riferimento per la comunità e per i visitatori della Valle Ossola. Nel pomeriggio di sabato 7 novembre si è svolta la cerimonia di inaugurazione del nuovo ostello e del Mu.Ba., il Museo della Biodiversità Alpina, realizzati grazie alla riqualificazione dello storico edificio.
L'intervento, dal valore complessivo di circa 900mila euro, è stato finanziato attraverso i fondi del Pnrr, nell'ambito del programma dedicato alla rigenerazione dei piccoli siti culturali e patrimoniali. Un progetto che punta a valorizzare il territorio, offrendo nuove opportunità di accoglienza turistica e servizi per i residenti.
Al taglio del nastro, insieme al sindaco di Premosello Chiovenda Elio Fovanna, erano presenti anche il vicepresidente della Provincia del Verbano Cusio Ossola Rino Porini e il sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte Alberto Preioni, intervenuto in rappresentanza dell'amministrazione regionale.
“Un edificio che custodisce tanti ricordi e che ora finalmente torna a essere un luogo di accoglienza, incontro e conoscenza, riscoprendo le tradizioni, la cultura e l'ospitalità della gente di montagna”, ha sottolineato il vicepresidente della Provincia Rino Porini, esprimendo il proprio apprezzamento per il risultato raggiunto. “Complimenti a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo importante intervento al servizio della collettività”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Elio Fovanna, che ha evidenziato l'importanza di aver portato a termine un progetto significativo per il futuro della frazione. “Con grande soddisfazione oggi presentiamo questo lavoro”, ha dichiarato il primo cittadino.
Il percorso per arrivare all'inaugurazione non è stato privo di difficoltà. Dopo la revoca dell'appalto alla prima impresa per i ritardi accumulati, i lavori sono stati affidati alla Edil Mavi di Torino. Un ulteriore rallentamento si è verificato durante l'estate, quando l'incendio che a luglio ha minacciato l'abitato di Colloro ha imposto una sospensione del cantiere per circa due settimane. Una situazione eccezionale che ha portato alla concessione di una proroga per il completamento dell'intervento.
La nuova struttura ricettiva dispone di 16 posti letto, distribuiti in due camerate da sei posti ciascuna e due camere matrimoniali. Sono inoltre presenti spazi comuni, una zona ristoro e un'area lavanderia, pensati soprattutto per rispondere alle esigenze degli escursionisti che frequentano i sentieri della zona e il vicino Parco Nazionale della Val Grande.
“Gli spazi sono stati pensati per dare supporto agli amanti del trekking, escursionisti che vogliono fermarsi in zona per più giorni e necessitano di ambienti accoglienti”, ha spiegato la consigliera comunale Maddalena Manera, che ha seguito da vicino tutte le fasi del progetto.
La riqualificazione ha previsto anche la realizzazione di un piccolo spazio destinato alla vendita di prodotti tipici, con una funzione che va oltre la promozione turistica. “Un servizio per i turisti ma anche per i residenti”, ha sottolineato Manera. L'obiettivo è infatti quello di offrire un punto di riferimento anche ai circa 150 abitanti della frazione, attraverso una sorta di piccolo emporio di paese.
Particolare attenzione è stata riservata al Museo della Biodiversità Alpina, uno spazio dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio naturale che circonda Colloro.
“Il Mu.Ba. è un luogo dove si potrà scoprire l'ambiente che circonda Colloro. Tramite un'applicazione, i visitatori e le guide alpine potranno conoscere meglio le vie, i sentieri e i boschi che attorniano la frazione”, ha illustrato ancora Maddalena Manera.
Alla realizzazione dei contenuti digitali ha contribuito anche il Parco Nazionale della Val Grande, mettendo a disposizione informazioni e dati utili per approfondire la conoscenza dell'ambiente montano.
Con l'inaugurazione dell'ostello e del museo, Colloro recupera così un edificio legato alla memoria di generazioni di residenti, trasformandolo in una struttura capace di coniugare turismo sostenibile, valorizzazione ambientale e servizi alla comunità. Un investimento che guarda al futuro senza dimenticare le radici e le tradizioni del piccolo borgo ossolano.


















