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Attualità | 16 febbraio 2024, 17:45

Una targa a Norma Cossetto, per non dimenticare tutte le tragedie delle guerre FOTO

La cerimonia questa mattina alla scuola media Bagnolini di Villadossola

Una targa a Norma Cossetto, per non dimenticare tutte le tragedie delle guerre   FOTO

Una breve cerimonia ha visto stamani lo scoprimento della targa in ricordo di Norma Cossetto, la studentessa italiana, nata in Istria in un villaggio nel comune di Visignano, uccisa dai partigiani jugoslavi di Josip Broz, meglio conosciuto come Maresciallo Tito, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943, nei pressi della foiba di Villa Surani.

La giovane istriana è diventata un simbolo storico tra le tante vittime di un massacro che ha sconvolto queste aree di confine della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia durante e subito dopo la seconda guerra mondiale.

La targa è stata posta vicino all’ingresso della scuola media statale ‘Bagnolini’ di Villadossola: sono stati proprio alcuni studenti della media a scoprirla. Alcune classi erano presenti alla cerimonia con gli insegnanti, assieme a diversi amministratori comunali di Villadossola, membri di alcune associazioni della città. E’ stato il parroco don Massimo Bottarel a benedire la targa dopo aver ricordato il genocidio ma anche le tragedie causate oggi dalle guerre, sottolineando l’importanza della partecipazione e l’impegno dei giovani nel non dimenticare.

L’importanza del ricordo è stata sottolineata anche dal sindaco Bruno Toscani e dal presidente del Comitato 10 Febbraio di Verbania, Fabio Volpe, e negli interventi del personale scolastico della scuola villadossolese. Volpi ha rimarcato come quella di Villadossola sia ‘’la 20 targa posata nel Vco a ricordo di Norma Cossetto. Siamo la provincia che ne ha di più’’.

I ragazzi delle Medie, che hanno letto i loropensieri e le loro considerazioni su queste tragiche pagine di storia, avevano preparato la giornata con approfondimenti sui fatti legati a quanto avvenne in quelle terre, incontrando anche Aldo Kregar, di Vogogna, arrivato in Ossola ancora bambino, pure lui in fuga dalla furia vendicativa dei partigiani del Maresciallo Tito.

Renato Balducci

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