Dopo il successo di pubblico e gli ottimi riscontri della critica, il tour di “Caravaggio – A Rebel Rock Musical” sarà giovedì 30 aprile alle 21.00 al Teatro La Fabbrica di Villadossola, portando in scena un Caravaggio inedito: ribelle, provocatorio e per la prima volta raccontato in chiave rock. Un progetto ambizioso e travolgente, prodotto dalla Golden Ticket Company, che fonde musica e recitazione in una narrazione energica e intensa. Tra i protagonisti dello spettacolo c’è Fabrizio Rizzolo, autore insieme a Fulvio Crivello del libretto, delle liriche e della regia, oltre che interprete sul palco nel ruolo di Don Fernando.
Rizzolo, artista poliedrico con un percorso che attraversa musica, cinema e teatro, è nato ad Asti nel 1964. Dopo la formazione nel campo della recitazione e l’approfondimento dell’arte drammatica sotto la guida di Saverio Marconi, si è affermato anche come musicista e compositore, lavorando per artisti internazionali e collaborando con la Walt Disney. Negli anni Ottanta è stato conosciuto anche come Brian Ice, nome con cui ha ottenuto notorietà nel panorama europeo della musica elettronica. Nel tempo, ha alternato l’attività musicale a quella teatrale, partecipando a produzioni importanti come “Tutti insieme appassionatamente “con la Compagnia della Rancia, accanto a Michelle Hunziker e Luca Ward. Parallelamente ha lavorato anche nel cinema e in televisione.
Oggi, con Caravaggio, Rizzolo torna a raccontare il teatro musicale come un’esperienza completa, dove la musica non è semplice accompagnamento ma parte integrante della narrazione. "È una produzione giovane che ha sempre lavorato partendo dall’idea del musical legato al teatro – spiega – Quando ho scritto altre opere insieme a questa produzione abbiamo iniziato un viaggio che ha sempre tenuto conto sia della musica che del teatro. E Caravaggio coglie appieno questo dualismo".
Il cuore dello spettacolo sta proprio in questa fusione: "La musica è tanto presente, il rock nelle sue varie sfaccettature racconta i momenti della vicenda. E poi c’è il teatro, perché la parte recitata è davvero molto emozionante".
Il musical ripercorre la vita del pittore Michelangelo Merisi in una chiave narrativa che unisce realtà e ricostruzione scenica: "Racconta la vita un po’ romanzata, ma su fatti accaduti veramente, di un uomo stritolato tra il desiderio di esprimere il suo pensiero e la sua arte e quelli che erano i vincoli dell’epoca storica.
Rizzolo sottolinea come la Roma del Seicento, con le sue tensioni e le sue lotte di potere, non sia solo sfondo ma elemento vivo della storia: "Era un momento di grande rivoluzione, di scontri che vanno al di là dei dipinti di Caravaggio. Lui sfidava il potere e veniva stritolato. I suoi quadri venivano tolti dalle chiese, ma poi li acquistava sottobanco e li esponeva".
Il suo linguaggio pittorico era una provocazione continua, un attacco frontale alle rappresentazioni idealizzate: "Caravaggio era contrastante con il suo tempo. La sua arte metteva in crisi l’ipocrisia, mostrava la verità delle persone e della terra" dice Rizzolo.
Ed è qui che entra in gioco la scelta musicale. Secondo Rizzolo, non poteva esserci linguaggio più adatto del rock: "Il rock è la dimensione corretta con cui raccontare e accompagnare questa storia. Dal melodico al progressive, è un linguaggio adatto perché riesce a dare energia, tensione, emozione".
Un’energia che serve anche a sostenere una trama ricca e articolata: "Ci sono tantissime informazioni storiche, tanti personaggi e una storia gradevole, piena di ingredienti. La figura di quest’uomo è sempre con sullo sfondo un potere che lo voleva schiacciare".
Tra le frasi che più rappresentano lo spirito di Caravaggio, Rizzolo cita quella che nello spettacolo assume un significato quasi manifesto: "Tutti volevano angeli, volevano che venisse raccontato Dio nel cielo. Ma Caravaggio diceva che c’è più Dio in terra che nel cielo. Lui voleva raccontare la bellezza della nostra terra". Un’idea che emerge con forza anche in opere celebri e controverse come la “Morte della Vergine”, dove la Madonna fu rappresentata con il volto di una prostituta: "Un quadro provocatorio. E lui cercava sempre di rompere i vincoli, anche con i suoi turbamenti".
Per questo, secondo Rizzolo, Caravaggio non è solo un personaggio storico ma una figura ancora attuale. "Se ci fosse oggi un Caravaggio probabilmente sarebbe silenziato, o comunque troverebbe delle difficoltà. Era un personaggio scomodo e la sua libertà oggi darebbe fastidio, sarebbe una spina nel fianco".
Ed è proprio questa contemporaneità a rendere lo spettacolo così coinvolgente per il pubblico: "Le persone stanno parlando di questo musical come di una storia che appassiona, avvincente. Caravaggio è illuminante. Per lui era difficile trovare un equilibrio, lo stesso equilibrio che tutti noi oggi dobbiamo trovare nella vita". Un messaggio che attraversa i secoli e arriva fino alla quotidianità di oggi: "Siamo stritolati tra doveri, piacere e altro. Ecco perché la vicenda del personaggio parla ancora di noi".
Rizzolo, che nel corso della sua carriera ha attraversato più mondi artistici, rivendica con convinzione questa continua ricerca: "Mi piace continuare a sperimentare, continuare a vedermi in tanti ambiti, non solo quello musicale ma anche quello teatrale e altro".












