“Non lasciamo nessuno indietro”: è questo il messaggio forte dell'incontro promosso dall'Ats del Vco in collaborazione con Ciss Ossola e l'associazione Vigezzo Ti Aiuta dedicato all'analisi delle nuove forme di povertà e marginalità sociale nel territorio ossolano. Un fenomeno spesso silenzioso, che si nasconde dietro la normalità quotidiana di famiglie, lavoratori e persone che fino a pochi anni fa non avrebbero mai immaginato di trovarsi in difficoltà. L'appuntamento, che si è svolto all'ex Ospedale Trabucchi di Malesco, ha aperto una riflessione concreta sui cambiamenti sociali ed economici che stanno colpendo l'Ossola. Attraverso gli interventi di educatori e operatori sociali, l'iniziativa ha acceso i riflettori su un disagio spesso invisibile, nascosto dietro situazioni quotidiane apparentemente normali. Difficoltà economiche, isolamento sociale, fragilità famigliari e dipendenze sono stati alcuni dei temi affrontati durante il pomeriggio, con l'obiettivo di sensibilizzare la comunità e promuovere una maggiore consapevolezza su fenomeni che coinvolgono un numero crescente di persone.
Nel corso dell'incontro è emersa l'importanza di fare rete tra servizi sociali, associazioni e territorio, per intercettare tempestivamente i bisogni e offrire supporto a chi vive situazioni di vulnerabilità. “L'iniziativa ha preso forma grazie alle opportunità offerte dai fondi Pnrr, che pongono un accento fondamentale sulla promozione di eventi culturali capaci di accendere i riflettori sul tema delle povertà - spiegano le relatrici dell'incontro Valentina Broggio (educatrice) e Lara Iani (educatrice Ciss) – non si tratta solo di erogare servizi, ma di stimolare una riflessione collettiva su una realtà spesso invisibile”.
Nuove povertà, un fenomeno multidimensionale: “Oggi la povertà ha mutato volto – spiegano – non è più solo una questione di mancanza di reddito, ma un fenomeno multidimensionale. Ci riferiamo alle povertà relazionali e digitali, che escludono intere fasce di popolazione, e alle solitudini silenziose dei nostri anziani. Esiste poi una nuova precarietà economica: quella di chi un lavoro ce l'ha, ma si scontra con un costo della vita divenuto insostenibile”. Un fenomeno crescente anche sul nostro territorio: “I dati sono inequivocabili – dicono – le richieste di supporto ai servizi sociali sono aumentate di circa il 30% rispetto agli anni passati. È un segnale d'allarme che trova riscontro anche nel mondo del volontariato, costantemente impegnato in una ricerca faticosa di risorse per rispondere ai bisogni sempre più urgenti e complessi”.
Le categorie più vulnerabili sul territorio ossolano e vigezzino sono le famiglie: “Il nostro territorio riflette dinamiche sociali delicate. Le fasce più esposte sono indubbiamente le famiglie, schiacciate tra incertezze economiche e carichi di cura e i grandi anziani che rappresentano la memoria della nostra comunità ma che oggi sono i più fragili di fronte all'isolamento sociale. In questo scenario le connessioni e le sinergie tra i vari attori del territorio sono fondamentali: senza una visione condivisa e un'azione corale, non si riesce ad andare lontano e a incidere realmente sulla qualità della vita delle persone”, proseguono. “Vorremmo – concludono le relatrici – che passasse l'idea che la povertà è, innanzitutto, un fatto culturale ed educativo. Affrontarla significa fare cultura, informare la comunità e dare a ciascuno gli strumenti per conoscere e agire. Solo attraverso “azioni di senso” condivise possiamo costruire una comunità resiliente e solidale”. Quello di Malesco è stato il primo di una serie di incontri di sensibilizzazione che si svolgeranno sul territorio sul territorio ossolano. “Sono incontri di consapevolezza e responsabilizzazione importanti – le parole del primo cittadino di Malesco, Enrico Barbazza – purtroppo anche sul nostro territorio vi sono situazioni difficili che grazie all'aiuto dei servizi sociali e dei volontari vengono sostenute e risolte. È giusto che chi sta bene aiuti il prossimo”.

















