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Politica | 02 luglio 2026, 12:10

Piemonte, le opposizioni unite contro il gioco d'azzardo patologico: "Dati allarmanti, la giunta intervenga"

Pd, Movimento 5 Stelle, Stati Uniti d’Europa e Alleanza Verdi Sinistra chiedono una legge che aiuti a contenere "un'emergenza sociale davanti alla quale la regione non può più voltarsi dall'altra parte"

Piemonte, le opposizioni unite contro il gioco d'azzardo patologico: "Dati allarmanti, la giunta intervenga"

“Il fenomeno del gioco continua a crescere senza sosta in Italia e in Piemonte. Negli ultimi anni è esploso anche il gioco online, con conseguenze socio-sanitarie sempre più preoccupanti. Oggi, di fronte a dati che colpiscono drammaticamente i più giovani e i più fragili, siamo pronti, con  la rete delle associazioni e degli amministratori, per dare al Piemonte una nuova normativa condivisa”. Lo affermano i rappresentanti regionali delle opposizioni riuniti in una conferenza insieme ai portavoce delle associazioni, dei coordinamenti e delle realtà territoriali che da anni si spendono in prima linea, con competenza e dedizione, in questa fondamentale battaglia di civiltà.

Ad aprire il momento di riflessione è Domenico Rossi, segretario regionale del Partito Democratico, che afferma: “Siamo di fronte a dati che impongono una riflessione a tutti i livelli. Gli italiani spendono più di tutti in Europa per il gioco e siamo tra i Paesi che gioca di più al mondo. C’è un problema di eccesso di offerta che genera una domanda che non esisterebbe, con conseguenze socio-sanitarie che pagano giovani e fasce deboli. La regione deve fare la sua parte e noi siamo disponibili a superare le attuali criticità attraverso un lavoro condiviso in commissione e in aula”. Rossi ricorda come la società civile si fosse già mobilitata “raccogliendo migliaia di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare, purtroppo bocciata senza appello dall'attuale maggioranza”. Ora, con altre due proposte di legge già depositate, l'esponente Dem chiarisce l'obiettivo politico: “Le opposizioni sono pronte a lavorare per farle confluire in un'unica proposta unitaria e rivedere l'attuale normativa, dimostrando lo stesso spirito costruttivo avuto finora per rimediare ai danni fatti dal centrodestra”.

L'urgenza di riscrivere le regole è dettata da numeri spaventosi, portati all'attenzione da Gianna Pentenero (Partito Democratico): “Avevamo una legge all’avanguardia approvata durante la giunta Chiamparino, una norma che ha fatto scuola, ma la scelta di Cirio e della sua maggioranza di smantellare quell'impianto normativo virtuoso, di fare un passo indietro, ha provocato conseguenze disastrose. Nella classifica elaborata da Libera sul livello di protezione garantito dalle normative regionali, infatti, il Piemonte è oggi collocato nelle ultime posizioni, con soli quattro indicatori positivi su otto, contro gli otto registrati da regioni come Toscana e Friuli Venezia Giulia. Alla luce di tali elementi,regione Piemonte ha il dovere di esercitare pienamente le proprie competenze in materia di tutela della salute, politiche sociali e governo del territorio”.

La consigliera regionale Sarah Disabato (Movimento 5 Stelle) guarda al futuro evidenziando come “il gioco d'azzardo tra gli studenti abbia raggiunto nel 2025 il valore più alto mai registrato. Ben un milione e seicentomila studenti, ovvero il 64% della popolazione scolastica nella fascia 15-19 anni, hanno giocato almeno una volta nella vita e quasi un milione e mezzo lo ha fatto nell'ultimo anno”. Il dato sconcertante però è quello sul coinvolgimento di minorenni e pre-adolescenti: “l'11% dei ragazzini tra gli 11 e i 13 anni dichiara di aver scommesso negli ultimi dodici mesi. Una vera e propria emergenza sociale davanti alla quale la regione non può più voltarsi dall'altra parte. La legge regionale resta peraltro inattuata in alcune parti fondamentali, a partire dall’analisi mirata degli effetti generati dalla norma, che abbiamo chiesto a più riprese alla giunta Cirio senza mai ottenere risposta. Questioni affrontate anche dalla proposta di legge M5S - a firma Coluccio - che prevede di reintrodurre le previsioni normative della legge del 2016. Regole che avevano permesso di portare a casa risultati positivi nel contrasto al gioco d’azzardo patologico”.

Sui profili di rischio e sulle abitudini di gioco si è concentrata anche Vittoria Nallo (Stati Uniti d’Europa): “Non esiste un altro settore che sia cresciuto così tanto nel nostro Paese come quello del gioco d’azzardo. La raccolta totale annua nel 2004 era di 34 miliardi di euro, lo scorso anno siamo arrivati a 165 miliardi di cui 9,9 spesi in Piemonte - circa 2.300 euro pro capite - con un incremento costante dal 2020 ad oggi. Non solo, i pazienti con dipendenza in carico ai servizi socio-sanitari sono in costante aumento. L’emergenza è sotto gli occhi di tutti, ignorarla e procrastinare un intervento non significa fare il bene del Piemonte bensì quello delle lobby del gioco”. 

Infine, Alice Ravinale (Alleanza Verdi e Sinistra) ha sottolineato l'importanza di sostenere la prevenzione e la cura con un quadro normativo solido e di quanto l’allentamento dei vincoli su questo tema favorisca la criminalità organizzata. “Tutti i proclami della destra su sicurezza e legalità si schiantano di fronte a questo dramma sociale, frutto di una precisa scelta politica. Il settore del gioco d’azzardo rappresenta uno dei canali più redditizi per le mafie, con margini elevatissimi che favoriscono riciclaggio e infiltrazioni nell’economia legale. In Piemonte la presenza di organizzazioni criminali che utilizzano il gioco come leva di controllo economico è ormai un elemento strutturale. Secondo i numeri del dossier di Libera “Azzardomafie” sono nove i clan coinvolti nel gioco d’azzardo in Piemonte, tra i numeri più alti in Italia. Le opposizioni sono pronte a fare la loro parte per scrivere insieme una legge che contrasti questo fenomeno e che torni a difendere la salute  davvero i cittadini piemontesi, soprattutto di quelli più fragili”.

Comunicato Stampa - l.b.

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