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Politica | 07 luglio 2026, 15:25

Infiltrazioni mafiose e libertà di stampa: il Pd Piemonte deposita un Ordine del Giorno dopo le aggressioni ai giornalisti

La capogruppo Gianna Pentenero presenta un documento in Consiglio regionale dopo i fatti di Chivasso. Contestata la delibera del Csm: "Escludere il Nord dagli uffici ad alta densità mafiosa è un suicidio istituzionale"

Gianna Pentenero

Gianna Pentenero

Il Piemonte e l'intero Nord Italia si trovano oggi di fronte a una criminalità organizzata silente ma economicamente potentissima, capace di infiltrarsi capillarmente nel tessuto produttivo. Davanti a questa pervasività, la libertà di stampa e il diritto di cronaca non sono solo diritti costituzionali, ma rappresentano il primo e più irrinunciabile presidio di legalità sul territorio".

L’ha dichiarato Gianna Pentenero, presidente del Gruppo Partito Democratico nel Consiglio regionale del Piemonte, che ha depositato un Ordine del Giorno che mette al centro il sostegno alla legalità e la tutela assoluta del lavoro dei giornalisti.

L'iniziativa nasce a seguito della gravissima sparatoria avvenuta lo scorso 30 giugno a Chivasso e della successiva, brutale aggressione subita dai cronisti Federico Gottardo (La Repubblica) e Caterina Stamin (La Stampa), presi di mira mentre documentavano l'accaduto sul posto.

"I fatti di Chivasso non sono un episodio isolato, ma l'ennesimo segnale d'allarme di una realtà certificata da storiche inchieste giudiziarie: le mafie sono radicate in modo strutturale in tutte le province piemontesi. I dati parlano chiaro: al Nord si concentra ormai il 42% delle segnalazioni di operazioni sospette a livello nazionale e oltre il 27% degli indagati per corruzione e concussione. Eppure, ci troviamo a dover combattere anche contro una pericolosa sottovalutazione istituzionale".

Pentenero contesta nel suo documento anche la recente delibera del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) dello scorso 11 marzo, che ha escluso i territori del Nord dall'elenco degli uffici giudiziari considerati ad "alta densità mafiosa".

"Escludere regioni come il Piemonte, la Lombardia e l'Emilia-Romagna da questa classificazione è, come denunciato da Don Luigi Ciotti e dall'associazione Libera, un errore culturale e un suicidio istituzionale. Si rischia di far passare il messaggio distorto che le mafie siano un problema esclusivamente meridionale, proprio mentre la Procura Generale del Piemonte lancia l'allarme su un'economia mafiosa che si muove sotto traccia e stringe accordi con operatori economici del territorio".

"I giornalisti che operano nelle aree periferiche e nei territori segnati dalle infiltrazioni mafiose sono vere e proprie sentinelle di legalità, troppo spesso esposte in prima linea senza adeguate tutele," prosegue la Presidente del Gruppo PD. "L'aggressione di Chivasso è un atto intimidatorio contro l'intera categoria e contro il diritto dei cittadini a essere informati".

Esprimendo piena solidarietà ai cronisti aggrediti e aderendo al presidio della legalità promosso oggi a Chivasso dall’Ordine dei Giornalisti e dall’Associazione Stampa Subalpina, Pentenero illustra gli impegni concreti richiesti alla Giunta Regionale attraverso l'atto ispettivo:

  • Azioni sul territorio: Continuare a sostenere gli Enti Locali piemontesi nella formazione del personale, nella sensibilizzazione dei cittadini e nel riutilizzo sociale dei beni confiscati.
  • Potenziamento dei presidi: Sollecitare il Governo nazionale per un incremento numerico e una valorizzazione economica delle Forze dell'Ordine in Piemonte.
  • Scudo contro le querele temerarie: Impegnare la Giunta a farsi parte attiva presso l'esecutivo nazionale affinché vengano approvate senza indugio norme a tutela dei giornalisti dalle querele temerarie, in linea con i requisiti dell'Unione Europea.

"Il Piemonte vanta una tradizione importante e unica in Italia nel supporto ai testimoni di giustizia e nella lotta alla criminalità organizzata. Oggi dobbiamo rilanciare questo impegno. Non permetteremo che il silenzio e l'intimidazione vincano sulla verità e sulla trasparenza. La Regione deve fare la sua parte per difendere chi, ogni giorno, rischia in prima persona per garantire la nostra democrazia," ha concluso Pentenero.

comunicato stampa m.t.

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