Le biblioteche italiane confermano il loro ruolo di punto di riferimento non solo per la lettura, ma anche per la vita sociale delle comunità. A frequentarle con maggiore costanza sono soprattutto i giovani, che le scelgono sempre più spesso come spazi di studio, incontro e condivisione.
È quanto emerge dall'ultima indagine "Aspetti della vita quotidiana" dell'Istat, secondo cui nel 2025 il 15,1% degli italiani con almeno tre anni di età ha visitato una biblioteca almeno una volta. Tra gli utenti più assidui spiccano i ragazzi tra 11 e 24 anni: quasi uno su tre frequenta regolarmente questi spazi e il 19,8% dichiara di andarci anche per incontrare gli amici.
Naturalmente il prestito dei libri resta il servizio più utilizzato, scelto da oltre la metà degli utenti (50,9%), mentre il 36% frequenta le biblioteche per leggere o studiare, una quota che supera l'80% tra i giovani di età compresa fra 20 e 24 anni. Più di un utente su cinque, inoltre, le utilizza per cercare informazioni o consultare materiali.
La ricerca evidenzia anche una buona continuità nella frequentazione. Chi sceglie la biblioteca lo fa mediamente nove volte all'anno: il 41,5% vi si reca almeno sei volte, mentre quasi un terzo supera le dieci visite annuali.
Secondo Laura Ballestra, presidente dell'Associazione italiana biblioteche (Aib), il settore ha ormai recuperato i livelli precedenti alla pandemia. A fare la differenza è l'evoluzione del ruolo delle biblioteche, diventate veri e propri spazi pubblici aperti alla comunità, capaci di affiancare ai servizi tradizionali attività culturali, iniziative educative e occasioni di aggregazione.
Negli ultimi anni le biblioteche hanno inoltre ampliato i propri servizi, integrando strumenti digitali senza rinunciare alla dimensione umana. Cataloghi online, consultazione digitale e assistenza ai cittadini convivono con la promozione della lettura e con progetti rivolti a scuole, famiglie e territori.
Resta però aperta la questione delle risorse. I finanziamenti del Pnrr destinati alla digitalizzazione e all'abbattimento delle barriere hanno rappresentato un impulso importante, ma per garantire continuità ai servizi servono investimenti strutturali da parte di enti locali e istituzioni. Secondo l'Aib, solo così le biblioteche potranno continuare a rinnovarsi, arricchire il patrimonio librario e valorizzare il lavoro dei bibliotecari, considerati il cuore del sistema culturale italiano.














