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Domodossola | 19 ottobre 2026, 19:00

Calice, “Occhio al quartiere”: gruppo WhatsApp nato per affrontare la paura dei furti

Circa 240 membri per condividere segnalazioni e tenere alta l’attenzione sulla sicurezza. Il promotore Egidio Bernardi: “Non vogliamo fare ronde, ma sensibilizzare le persone e tutelare la borgata”

Calice, “Occhio al quartiere”: gruppo WhatsApp nato per affrontare la paura dei furti

Un gruppo WhatsApp per condividere segnalazioni, prestare maggiore attenzione a ciò che accade intorno alle proprie abitazioni e cercare di rispondere alla crescente preoccupazione per i furti. Si chiama “Occhio al quartiere” ed è nato a Calice, dove negli ultimi tempi diversi episodi nelle abitazioni hanno alimentato il timore tra i residenti, soprattutto in una zona in cui vivono molte persone anziane.

A promuovere l’iniziativa è Egidio Bernardi, che ha aperto il gruppo partendo da appena tre partecipanti. Oggi gli iscritti sono circa 240. “L’ho creato per mettere in contatto le persone e permetterci di condividere quello che vediamo - spiega Bernardi -. Siamo partiti in tre e, nel tempo, il gruppo è cresciuto fino ad arrivare a circa 240 membri".

L’idea è quella di creare una rete di attenzione tra vicini, in un territorio che, secondo Bernardi, presenta alcune caratteristiche che possono favorire la fuga di chi commette furti. “Essendo vicini allo svincolo, siamo un po’ un porto di mare: se arrivano e fanno i colpi in mezz’ora se ne vanno”.

La preoccupazione non è nuova. Già lo scorso anno, dopo un furto nell’abitazione di un residente, alcuni abitanti avevano cercato di capire come affrontare il problema. Le telecamere avevano ripreso parzialmente un’automobile e le fisionomie di alcune persone, ma le immagini non avevano consentito, secondo quanto riferito da Bernardi, di chiarire completamente l’accaduto.

"Nel tempo - racconta Bernardi - si sono susseguite segnalazioni di movimenti ritenuti sospetti e nuovi episodi. La situazione sarebbe diventata particolarmente preoccupante nelle ultime settimane, con intrusioni avvenute anche in presenza degli inquilini. Due settimane fa sono venuti anche da me. Hanno piegato la rete e forzato la porta-finestra intorno alle 20.30, mentre eravamo in casa. Siamo usciti per cercare di raggiungerli, ma erano già spariti”.

Tra gli episodi segnalati da Bernardi c’è anche quello che ha coinvolto una donna di 84 anni, in casa con il figlio disabile. “Sono entrati nell’abitazione, hanno rovistato e portato via alcuni oggetti - racconta -. La cosa che spaventa è pensare a cosa sarebbe potuto succedere se la signora li avesse incontrati mentre si trovavano in casa”.

Il promotore del gruppo prosegue: "Nella notte tra venerdì e sabato, inoltre, il figlio di una donna che si trova in una struttura assistenziale è andato a controllare l’abitazione di famiglia, dopo aver letto le segnalazioni circolate nel gruppo. Ha trovato la finestra del bagno rotta e la casa messa a soqquadro. Sono anche altri gli episodi nella stessa borgata".

Le segnalazioni raccolte dai residenti riguardano inoltre altre zone del territorio, tra cui l’area del Tigros e del Cinema 1 a Domodossola, oltre a Crevoladossola. Si tratta di episodi che richiedono verifiche puntuali, ma che contribuiscono ad alimentare il senso di preoccupazione tra gli abitanti.

La richiesta è quella di mantenere alta l’attenzione e valutare possibili strumenti di prevenzione: "Abbiamo già avuto mesi fa un confronto con l’amministrazione comunale e con la polizia locale - spiega - nel corso del quale si è discusso anche della possibilità di installare sistemi di videosorveglianza e intensificare i passaggi delle pattuglie, tenendo conto delle risorse disponibili e dell’ampiezza del territorio da presidiare". Lo stesso dicasi per le forze dell'ordine che operano sul territorio: "Sappiamo che polizia e carabinieri stanno facendo il possibile - spiega - anche in rapporto a mezzi e uomini disponibili, ma la preoccupazione tra i residenti è lo stesso molta".

Il gruppo WhatsApp non vuole però trasformarsi in uno strumento di controllo diretto o in un’iniziativa di giustizia fai da te. “Non abbiamo mai voluto arrivare a fare le ronde. Non siamo nelle condizioni di farlo e non possiamo pensare di farci giustizia da soli. Vorremmo semplicemente sensibilizzare le persone, aiutarci a prestare attenzione e trovare il modo di tutelare maggiormente la borgata”.

Un’attenzione particolare è rivolta agli anziani, che possono sentirsi più vulnerabili di fronte a episodi di questo tipo. L’obiettivo, sottolinea Bernardi, è fare in modo che i cittadini possano sentirsi meno soli, condividendo informazioni utili e rivolgendosi alle forze dell’ordine quando necessario.

Un’iniziativa analoga potrebbe prendere forma anche a Villadossola. In particolare, alcuni cittadini della zona del Villaggio si stanno facendo promotori della creazione di un gruppo simile, con l’intento di favorire la collaborazione tra residenti e condividere segnalazioni per una maggiore attenzione alla sicurezza del quartiere.

Miria Sanzone

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