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Vigezzo | 26 ottobre 2026, 15:44

Festa a Malesco per i vent'anni del Museo Archeologico della Pietra Ollare

Nel fine settimana una serie di iniziative gratuite ha riunito nel borgo vigezzino numerosi esperti

Dal 2006 il museo del Parco Nazionale Val Grande racconta la storia più antica della Valle Vigezzo attraverso la pietra che ne ha plasmato economia, saperi e paesaggio. Il Museo Archeologico della Pietra Ollare del Parco Nazionale Val Grande ha compiuto vent'anni. Aperto a Malesco nel 2006, il museo è diventato in due decenni un punto di riferimento per conoscere il patrimonio archeologico della Valle Vigezzo e il legame millenario tra le sue comunità e la pietra ollare. 

Il ventennale è stato celebrato con un fine settimana di iniziative gratuite, aperto sabato 24 ottobre dal convegno "La parola agli esperti", ospitato al cinema teatro di Malesco. A cura del Parco Nazionale Val Grande, con il coordinamento scientifico della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, la giornata ha riunito una ventina tra archeologi, geologi e archeobotanici che in questi anni hanno studiato i reperti vigezzini. Un'occasione rara per vedere il lavoro di ricerca che sta dietro alle vetrine, e per scoprire come anche l'oggetto più semplice, interrogato con metodo, racconti risorse, vita quotidiana, scambi e riti di chi ha abitato la valle. 

La sessione del mattino, dedicata alle risorse della valle, è partita dalla materia prima: l’intervento del geologo Giovanni Capulli ha illustrato le caratteristiche della pietra ollare, roccia rara e tenera; Lucia Mordeglia ha presentato una matrice di fusione in pietra ollare dell'età del Bronzo e Nadia Botalla Buscaglia i recipienti ricavati da questa pietra. Fabio Spagiari ha approfondito il tema delle cesoie come strumento sospeso tra lavoro quotidiano e ritualità, mentre Angelo Moro ha raccontato le antiche scarpe chiodate per andare in montagna. Il pomeriggio ha dato voce agli oggetti della vita materiale: le fibule e il costume leponzio (Fulvia Butti), gli anelli con gemme (Gabriella Tassinari), il vasellame in vetro (Giuseppina Spagnolo) e i bicchieri intagliati a mola (Elena Poletti Ecclesia), gli argenti e i bronzi da tavola (Stefania Ratto), la ceramica da mensa e a pareti sottili (Angela Deodato, Anna Lorenzatto), le olpi da vino (Elisa Lanza), gli orecchini «a cestello» (Francesca Garanzini e Paola Comba), fino alle monete, «spiccioli per l'aldilà» (Federico Barello).

Comunicato Stampa - l.b.

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