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Ambiente | 30 ottobre 2021, 12:04

''Bene gli aiuti agli allevatori, ora affrontiamo il problema dei lupi''

Preioni (Lega): ''La situazione rischia di sconvolgere il futuro dell'allevamento in Piemonte''

''Bene gli aiuti agli allevatori, ora affrontiamo il problema dei lupi''

“Soddisfatto dei sostegni necessari dati agli allevatori, ma questi dovrebbero essere accompagni da una radicale revisione nell’approccio di un problema, quello del lupo, che rischia di sconvolgere il futuro dell’allevamento in Piemonte. Ormai i branchi dilagano in pianura e si spingono ai margini delle città. Pertanto dovremmo lasciare da parte certi buonismi e varare finalmente quel piano di contenimento che come Lega Salvini Piemonte chiediamo fin dall’inizio della legislatura’’

Così parla Alberto Preioni, presidente del gruppo Lega in Regione dopo la pubblicazione del bando regionale per finanziare i risarcimenti dei danni causati alle greggi e per coprire le spese per la difesa del bestiame.

Azione di contrasto sul modello di quella già adottata dalla Francia e da altri Paesi europei dell’Arco Alpino e che coinvolge la polizia provinciale, le guardie venatorie e gli stessi cacciatori.

 “Misure concrete – commenta il presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte Alberto Preioni – che dimostrano ancora una volta quanto questa maggioranza, di cui la Lega è la prima forza, si stia adoperando per aiutare gli imprenditori che devono combattere la loro battaglia quotidiana contro i lupi. Allevatori che troppo spesso sono stati lasciati soli, preferendo piuttosto inseguire le favolette pseudo ambientaliste della sinistra integralista. La verità è che oggi rischiamo di condannare le nostre terre alte alla desertificazione, perché senza interventi concreti sempre più margari decideranno di abbandonare gli alpeggi per dedicarsi ad altre attività. Il Piemonte non può permetterselo, perché i nostri allevatori sono i primi custodi delle nostre montagne. E noi saremo sempre al loro fianco”.

La misura varata dall’Assessorato all'Agricoltura prevede un indennizzo per i capi predati tra il primo giugno e il 30 novembre di quest’anno, riconoscendo contributi a chi si doterà di recinzioni per il ricovero notturno degli animali o di cani da guardia, a chi provvederà in prima persona o attraverso i suoi famigliari o personale addetto alla custodia delle bestie e a chi installerà dissuasori e sensori attorno alle aree di pascolo. Inoltre viene garantisce una copertura dell’80% per le spese veterinarie per i capi feriti, del 50% per i costi di rimozione e smaltimento delle carcasse e un indennizzo forfettario per il risarcimento delle perdite subite dalla produzione.

 

Renato Balducci

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