Legittima difesa nel luogo di lavoro

DOMODOSSOLA -

Qualche giorno fa avevo introdotto (dopo aver spiegato cosa si intende nel bel paese per legittima difesa, e a quali aberranti “varianti sul tema” siamo stati costretti ad assistere da parte dei nostri governanti a tal proposito) un importante argomento: come ci si dovrebbe comportare in caso di effrazione nella propria abitazione, vale a dire, quali sarebbero i comportamenti da seguire per una corretta legittima difesa ma, soprattutto, cosa fare e cosa non fare per avere le maggiori possibilità di cavarsela con efficacia e sicurezza nelle situazioni di emergenza abitativa.

Veniamo ora a indicare, nel modo più semplice possibile e limitatamente ad alcuni casi (diversamente ci vorrebbero decine di pagine),come comportarsi nel malaugurato caso di una effrazione criminale nel proprio luogo di lavoro.

A differenza delle abitazioni, i luoghi di lavoro possono presentare molteplici scenari, non solo come nel proprio domicilio, limitati alle caratteristiche del proprio domicilio (su uno o più piani, con muri divisori o spazi aperti ecc) ma comunque destinati al solo utilizzo della vita di tutti i giorni in famiglia, ma a seconda, oltre che dalla tipologia di attività commerciale o professionale, anche del settore in cui si opera.

Ed è proprio , in primis, la coscienza della tipologia di commercio nella quale l’attività è impegnata, che può far variare di molto la corretta reazione da parte della o delle vittime presenti sul posto di lavoro nonché il la percentuale di rischio che l’attività presenta.

Mi spiegherò meglio, in quanto è di FONDAMENTALE importanza, ai fini di una eventuale corretta reazione al crimine in atto, la conoscenza della percentuale di rischio che ovviamente può variare a seconda del tipo di attività.

Di norma molto difficilmente il titolare di una attività è armato, come di norma è alquanto difficile se non improbabile ottenere il porto d’armi per difesa personale adducendo come motivazione il semplice possesso e la gestione di un’attività commerciale comune, come ad esempio, un bar, un ristorante, un negozio di abbigliamento, calzature, panetteria, alimentari , accessori ecc.

In questo caso, di norma, a parte certe eccezioni dovute al grande giro di affari ma soprattutto anche alla zona in cui si opera, il rischio di rapina, seppur sempre presente (e si andrà sempre peggio ve lo assicuro) è, per la tipologia di merce esitata , ridotto.

In questo caso, per essere tranquilli, oltre ad un efficiente sistema di allarme collegato con le forze dell’ordine (che comunque in caso di rapina molto difficilmente sarà in grado di fermare l’attività criminale dati i tempi di intervento),sarà necessario avere una buona assicurazione che copra i danni derivanti dal furto di merce (in ore notturne) o di contanti durante le ore di lavoro.

Il primo consiglio (e credetemi, non vi sto consigliando di fare i conigli e piegarvi passivamente ad ogni richiesta dei criminali) è il seguente, di fronte ad un arma da fuoco, impugnata da un soggetto criminale eccitato magari da sostanze stupefacenti o alcool o, a distanza ravvicinata, armato di coltello (a tale distanza se ben maneggiato più pericoloso e devastante di una pistola),non fate gli eroi, non reagite, sopratutto se siete a breve distanza.

Non avanzate verso il rapinatore, non insultatelo, cercate di calmarlo collaborando (brutto da dire per chi addestra operatori a reagire con efficacia nelle situazioni più disperate) e consegnate il denaro arretrando lentamente..nella quasi totalità delle situazioni il criminale avendo pochissimo tempo, diversamente che in un effrazione notturna in abitazione, prenderà il denaro e fuggirà nel più breve tempo possibile, e cosi eviterete i rischi di reazione pericolosissima da parte del rapinatore.

E’ mio compito consigliarvi al meglio, per salvarvi la vita, anche se ingiusto, non credo vogliate sacrificare la vostra vita e affetti per una piccola somma di danaro.

Ho detto che il consiglio non appena datovi è brutto da leggere e da assimilare, ma ricordate, non essendo operatori professionisti, non essendo abituati al pericolo, non essendo abituati a leggere lo scenario e ad anticipare le mosse di soggetti criminali, ogni vostra reazione IN QUESTO CASO vi porterebbe conseguenze devastanti.

Ricordiamoci dell’omicidio avvenuto poche settimane fa in un bar in centro Italia ad opera del famigerato latitante Igor, nel video si vede chiaramente la vittima che, nonostante avesse un fucile puntato, si avvicinava cercando di strapparlo dalle mani del criminale, provocando cosi lo sparo che gli ha tolto la vita.

Anche il professionista più preparato di fronte ad un arma puntata, con il dito sul grilletto, evita di muoversi per evitare la detonazione che potrebbe essere fatale.

Questa affermazione merita una precisazione, nei nostri Corsi avanzati, è procedura testare la reazione ad un pericolo cronometrando l’estrazione rapida da fondina della pistola ingaggiando con un colpo la sagoma a 6 mt, ebbene per farvi ben comprendere, di norma se l’operatore, (percepito il biip del cronometro simulante l’emergenza),estrae la pistola e colpisce il bersaglio entro 1,5 secondi, di norma, in un conflitto a fuoco, ha circa il 95% di possibilità di sopravvivenza.

Personalmente, dopo anni di pratica e addestramento, riesco a spuntare un tempo notevolmente più basso (si veda video allegato),estraendo e colpendo il bersaglio in media in 0.70 (settanta centesimi di secondo) e avendo come record 0.59 (cinquantanove centesimi di secondo),bene, io stesso, dovessi trovarmi con una pistola puntata con il criminale con il dito sul grilletto non muoverei un muscolo (fino ad una eventuale distrazione o cambio di posizione da parte del criminale) per un semplice motivo che vi farà capire il perché del mio consiglio..al muscolo flessore del dito indice che impegna il grilletto bastano 0.20 secondi (venti centesimi di secondo!) per contrarsi e far partire il colpo…

Credo ora capirete il perche del mio consiglio di non muovervi.

Detto ciò veniamo ad esaminare la situazione nel caso voi siate in possesso di un dispositivo (perfettamente legale ed illustrato nell’articolo) atto a lanciare del capsicum (peperoncino rosso) in gel alla distanza max di 9 mt.

In questo caso, ma solo nel caso in cui il soggetto criminale sia armato di coltello o bastone, e ad una distanza superiore ai 6 metri, potete, avendone il tempo ed essendovi esercitati a farlo, sparare con tale dispositivo il gel contaminante mirando al viso.

Tale prodotto si incollerà al viso naso e occhi del criminale ed agirà in circa 3 secondi, rendendolo completamente cieco ed inibendogli la piena capacità di respirazione (avete mai provato a toccarvi gli occhi dopo aver maneggiato un peperoncino rosso?..bene, moltiplicate per 10 tale effetto..) per un tempo di circa 30 minuti (senza avere alcun effetto letale) in più tale gel non vi contaminerà a differenza delle classiche bombolette spray che provocando una nuvola ad una distanza di max 2 mt verrà a contatto con i vostri occhi con le nefaste conseguenze che ben immaginerete.

In ogni caso, il titolare di un attività, vittima di una rapina, a differenza della abitazione dovrà, prima di reagire, ASSOLUTAMENTE ESSERE CONSCIO della eventuale presenza di clienti, al fine di non mettere a rischio, in caso di reazione, la loro incolumità.

Per lo stesso motivo quando addestriamo nella nostra Accademia, operatori professionali in tattiche S.W.A.T. , il primo pensiero che l’operatore deve avere, è di identificare TUTTI I SOGGETTI PRESENTI sul luogo dell’intervento PRIMA DI AGIRE al fine di non mettere in pericolo nessun civile innocente presente con la propria giusta reazione al crimine.

Una volta colpito con successo il criminale (nei casi prima illustrati, evitate di estrarre tale strumento sotto la minaccia di un arma da fuoco puntata),potrete, avendo l’accortezza di non colpirlo sul viso contaminandovi con la sostanza urticante, procedere all’arresto legandogli i polsi dietro la schiena e le caviglie con delle comuni fascette autobloccanti di plastica da elettricista, acquistabili in ogni ferramenta, dello larghezza minimo di 1 cm.

Tale procedura immobilizzerà rendendolo innocuo l’aggressore e vi darà tutto il tempo di attendere l’arrivo delle forze dell’ordine.

Abbiamo esaminato fino ad ora il caso più semplice ma, come immaginerete, tale situazione può presentarsi ancora più drammaticamente complicata alle vittime, soprattutto se il luogo di lavoro implica una tipologia di merce in vendita di valore.

Consideriamo un attività di gioielleria, ove normalmente si vendono oggetti in oro e argento, orologi costosi e di marca, pietre preziose, il tutto spesso esposto in vetrina e all’interno del negozio, oppure di valori bollati.

In questo caso i rischi di rapina, soprattutto in zone “calde” aumentano notevolmente e di conseguenza i titolari, a volte armati, per poter reagire con efficacia, dovrebbero essere tenuti a seguire Corsi Professionali di preparazione a tale evento.

In ogni caso è assolutamente consigliabile preparare se stessi ed il proprio personale a reagire a tali situazioni.

Certamente non potrete chiedere ai vostri collaboratori di rischiare per reagire attivamente a tale minaccia, (nel caso la reazione dovrà essere da parte del titolare),ma potrete preparare il personale ad una reazione passiva, essendo già sufficiente essere certi che in tale situazione i propri collaboratori possano mettersi in posizione di sicurezza lascando libero lo scenario da rischi di danni collaterali inaccettabili.

Nel fortunato caso l’attività commerciale sia provvista di bussola (ingresso dotato di DUE porte antiproiettile bloccabili a distanza dal titolare del negozio),si potrà, una volta identificati come sospetti i soggetti che suonano chiedendo di entrare, bloccare la seconda porta di ingresso avendo l’accortezza di lasciare aperta la prima che da sulla strada.

Attenzione, consiglio ciò per evitare che, a causa di semplice sospetto, si possa prefigurare a danno del titolare, bloccando entrambe le porte ed impedendo ai soggetti di uscire, il reato di sequestro di persona!!(siamo in Italia ricordiamocelo).

Diverso è il caso di manifesta minaccia, vale a dire la CERTA identificazione dei soggetti criminali armati in procinto di entrare, in quel caso sarà obbligo bloccarli nella bussola attendendo l’arrivo delle forze dell’ordine.

Ma sappiamo che spesso cosi non avviene..a volte i criminali sono soggetti ben vestiti, che carpiscono la fiducia della vittima rivelandosi solo all’interno del locale.

In questo caso i consigli sono i seguenti: ipotizzando una minaccia a mano armata, a distanza ravvicinata, nella quale voi siate i soggetti minacciati, avendo un arma puntata, seppur armati non reagite immediatamente!..qualora siate preparati, mantenete il sangue freddo ma date l’impressione di essere assolutamente spaventati, addirittura in panico, arretrando tranquillizzate il criminale dicendo che gli darete tutto, fategli capire che ha il totale controllo della situazione, ciò lo tranquillizzerà e lo metterà in condizione di calare parzialmente le difese spingendolo a compiere la rapina nel più breve tempo possibile, spesso potrà avvenire che, una volta non più considerati come soggetto atto ad una reazione, possa rivolgere la sua attenzione a presenti, minacciandoli spostando l’arma verso le altre vittime, ed è in quel momento che voi dovrete riprendere in mano la situazione, l’estrazione dell’arma dovrà essere fulminea, l’arma andrà portata in modo da permetterne un estrazione rapida, puntatela direttamente verso il soggetto criminale comunicando a gran voce di lasciare cadere la sua arma, NON INSULTATELO, troppo spesso l’insulto scatena la reazione violenta nel criminale che vede di colpo perdere il vantaggio sulla vittima e si rende conto di non avere davanti un agnello sacrificale, e ciò è sempre mal digerito, se a ciò aggiungete feroci insulti assolutamente giustificati dalla situazione ingiusta e dalla rabbia malamente repressa, la frittata è fatta!!

Avrete cosi due vantaggi tattici enormi, il primo: avrete il controllo sul delinquente puntandogli addosso l’arma e non essendo più sulla sua linea di tiro, il secondo: anche il criminale più spietato si renderà immediatamente conto di quanto la situazione si sia rovesciata a suo danno, proverà una sorta di corto circuito mentale, realizzando di essere passato da predatore a preda e ciò vi permetterà, se manterrete il sangue freddo e la linea di mira fissa sul criminale, di risolvere senza dovere fare fuoco.

A tal proposito, una volta allineati gli organi di mira (mirino a fuoco e tacca di mira, ne parleremo meglio nei prossimi articoli) tenete il dito fuori dal grilletto, per evitare di far partire inavvertitamente il colpo (solo i professionisti hanno la necessaria perizia di poter mettere il dito sul grilletto in emergenza e di controllarne lo scatto in modo sicuro ed efficace, tagliando cosi i tempi di eventuale ingaggio,) solo in caso di reazione violenta del soggetto criminale (esplosione di rabbia girando di scatto verso di voi l’arma per cercare di ingaggiarvi) potrete in una frazione di secondo (parliamo di circa 30 centesimi di secondo) impegnare lo scatto mettendo il dito sul grilletto.

Ovviamente per fare ciò dovrete detenere l’arma già carica CON IL COLPO IN CANNA, per evitare di perdere tempo prezioso nella procedura di inserimento del colpo in canna.

In questo caso, nostro malgrado saremo costretti ad aprire il fuoco, ovviamente ESSENDO CONSCI DI NON AVERE NESSUN INNOCENTE SULLA VOSTRA LINEA DI TIRO, NEPPURE ALLE SPALLE DEL CRIMINALE al fine di evitare di attingere per errore i vostri collaboratori o clienti innocenti.

Nella malaugurato caso di ingaggio, è buona norma doppiare il colpo, ciò garantisce un maggior effetto “stopping power” per fermare la minaccia.

Qui mi fermo, non perché non voglia proseguire nelle spiegazioni tecniche e tattiche, ma perché reputo di difficile assimilazione da parte del lettore che non sia un minimo addestrato a maneggiare un arma, comprendere la complessità delle azioni corrette da eseguire in tale terribile situazione.

Ribadisco che ogni cittadino armato, sia nella propria abitazione, sia sul proprio luogo di lavoro, dovrebbe essere in grado di pianificare reazioni RAZIONALI e TATTICAMENTE CORRETTE per poter prevenire simili delittuosi eventi.

Per questo è ASSOLUTAMENTE CONSIGLIABILE, per i cittadini che vogliano armarsi, seguire Corsi Professionali che mettano in grado il possessore di un arma, di utilizzarla al meglio, con la sicurezza necessaria ed indispensabile, e con la capacità di poter affrontare simili situazioni con la certezza di un corretto ed efficace comportamento che limiti al massimo i rischi derivanti da imperizia, panico, impreparazione ed incapacità.

In ogni caso, MAI E POI MAI dovrete ingaggiare un criminale che, una volta compiuta la rapina, si volti per andarsene concludendo cosi di fatto la sua azione criminale ingiusta che da attuale diventa esaurita.

In quella situazione ricordate che,nel caso di abbattimento, verreste immediatamente incriminati per omicidio volontario, e verreste di fatto catapultati in un inferno sia legale sia umano dal quale difficilmente vi riprendereste.

Infatti spesso è capitato addirittura di leggere che in alcune situazioni, dopo un tentativo di “spaccata di vetrine” anche andato a buon fine con sottrazione di preziosi, il titolare armato, uscito dal negozio, abbatteva alle spalle i rapinatori che si davano alla fuga.

Questa è una situazione nella quale MAI DOVRETE METTERVI, ricordando che, allo stato attuale, nel nostro paese la legge, come da me spiegato negli articoli precedenti, sancisce il diritto alla legittima difesa solo quando la minaccia “è ingiusta e attuale”.

Ed è proprio dalla considerazione che una parte dell’opinione pubblica ha dell’onesto cittadino armato, che trarrò spunto,nella prossima pubblicazione, per illustravi e fare chiarezza, sui REALI DATI circa la tanto paventata equazione “armi ai cittadini = maggior criminalità dilagante”.

Nei prossimi articoli parleremo infatti dei falsi preconcetti “più armi uguale più morti “ sul possesso delle armi da parte dei privati cittadini, confutandolo con i dati reali delle nazioni più civilizzate.

Didascalia foto : Dimensioni (Lxlxa): 120 x 85 x 25 mm (4.7 x 3.3 x 1.0 pollici)
Peso (carico): 120 g (4.2 once)
Autonomia massima: 3 m (13 piedi)
Distanza di sicurezza: 0,6 m (2 piedi)
Funzionamento: pressione sul grilletto
Contenuto: 2 cariche piene gel irritante
Agente irritante: 10% di OC (capsico)
Velocità di carica: 50 m/s, 180 km/h (112 MPH)
Peso dello scatto (pressione sul grilletto): 3 kg (6.6 lb)
 

Franco Antonioli
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