Chi sono gli alunni ad alto potenziale cognitivo? Se ne è parlato a Preglia nel seminario 'La scuola educa al talento'

CREVOLADOSSOLA -

Chi sono gli alunni ad alto potenziale cognitivo e come riconoscere i loro bisogni educativi? Questo è stato il tema trattato all'Istituto "F.lli Casetti" di Preglia, venerdì 18 maggio, nel Seminario di formazione dal titolo "La scuola educa il talento". Relatrice la prof.ssa Maria Assunta Zanetti, professore associato e ricercatrice di Psicologia delle sviluppo del linguaggio e della comunicazione presso l'università di Pavia e direttrice del Laboratorio di ricerca e sviluppo del talento, del potenziale e della plusdotazione. Presente anche la dottoranda Rossella La Motta. Per rispondere alla domanda iniziale e cioè chi sono i bambini ad alto potenziale e come riconoscerli, in realtà le quattro ore di corso sono servite a fornire un'infarinatura generale di questo tema, purtroppo ancora poco conosciuto tra i docenti e a livello sociale. Di certo i bambini ad alto potenziale non sono tutti uguali e in loro sono presenti le stesse differenze individuali di tutti gli altri bambini. Ci sono però alcune caratteristiche, messe in evidenza dalla dottoressa Zanetti, che possono aiutare gli insegnanti ad individuarli e a proteggerli da pregiudizi e superficialità. Sì, perché spesso questi bimbi vengono scambiati per bambini con disturbi dell'apprendimento e sono ad alto rischio di sviluppare anche disturbi emotivo-comportamentali. La cronaca nazionale ha riportato alcuni esempi clamorosi, come quello di Daniele Doronzo, il diciassettenne di Barletta che voleva sostenere la maturità con un anno di anticipo per frequentare poi uno stage al CERN e bloccato dagli insegnanti che lo fermarono con un 7 in condotta.
Ecco perché è importante saper riconoscere alcuni segnali. La plusdotazione comporta talvolta difficoltà di tipo relazionale sia con i pari, che con gli insegnanti. Comprendere i bisogni di questi ragazzi e ragazze e sostenere le loro potenzialità limita il rischio di frustrazione e di abbandono scolastico. Molto significativo il fatto che è più facile individuare casì di plusdotazione nei maschi che nelle femmine per la tendenza delle bambine e poi delle ragazze di tenere dentro il disagio che comporta il non essere comprese, fino ad arrivare all'autoisolamento.

Numerosa la presenza di docenti arrivati da più istituti della Provincia, grande l'interesse e il desiderio di poter continuare questo importante percorso di formazione, come auspicato anche dal dirigente scolastico dell'Istituto Casetti, dott. Gaudenzio D'Andrea, da sempre attento alle tematiche dell'inclusione.

 

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