Covid-19 e Imprese: quali le soluzioni di sostegno attuabili nel breve periodo?

Milano -

on solo emergenza sanitaria. Le imprese Italiane stanno per pagare caramente il prezzo di una gestione non proprio ottimale del problema Covid-19, che sta provocando serie ripercussioni sul tessuto economico e sociale del nostro Paese.

Diego Pizzicaroli, Presidente della Confederazione ASSO, pensa che ci siano elementi reali di sostegno alle aziende che sin da subito possono essere messi in atto per evitare danni irreparabili per l’economia nazionale.

“Abbiamo sentito dire, nei giorni scorsi, che l’adozione di misure drastiche e coercitive come la creazione di zone rosse prima e di una zona emergenziale allargata all’intero Paese poi, e la necessità di divieti più o meno stringenti, sono necessarie per evitare la trasmissione del coronavirus, e questo è vero, perché il nostro sistema sanitario – come quello di nessun Paese – non sarebbe in grado di sopportare un flusso di milioni di malati.

D’altro canto, per l’economia italiana, le conseguenze potrebbero essere ancora più devastanti considerato il numero dei lavoratori attualmente fermi e quello delle Imprese che, con il blocco delle attività, stanno perdendo commesse e fatturati.

Grazie anche ad una comunicazione spesso contraddittoria da parte delle Istituzioni, il nostro Sistema imprenditoriale sembrerebbe condannato senza possibilità di appello.

Sembrerebbe, dico, perché ritengo ci siano più di una formula per venire in soccorso alle Imprese, soprattutto quelle più piccole che stanno già risentendo del contraccolpo dato dal blocco delle attività.

Le imprese ormai si muovono non più su base locale ma a livello nazionale e chi ha un’attività in Lombardia può avere fornitori e clienti in Umbria, o in Sicilia e, a cascata, risentire dei mancati guadagni ed andare in crisi. Ecco perché è fondamentale che le misure di salvaguardia per le Imprese siano pensate e messe in atto considerando il tessuto economico nazionale in modo globale e studiando le possibili ricadute su tutta la penisola.

Pensare in modo “sistemico” ci permetterebbe anche di poter distribuire le opportunità che, sembra brutto a dirsi, si stanno sviluppando, ad esempio, in campo farmaceutico e delle forniture ospedaliere. Ricordiamo che l’Italia è il primo produttore europeo di farmaci con un giro d’affari di oltre 25miliardi di euro ed il settore farmaceutico è quello che ha aumentato di più l’occupazione negli ultimi 5 anni a beneficio soprattutto dei giovani under 35.

Ora, se la CONSIP – come sta accadendo – deve gestire l’emergenza di acquistare un numero importante di presidi ospedalieri ed apparecchiature per l’isolamento e la ventilazione polmonare assistita, per centinaia di milioni di Euro, perché invece di affidare la commessa ad un’unica Impresa (che, ovviamente, ringrazia),come è insito nelle modalità CONSIP, non ha pensato di fissare dei parametri tecnici e di prezzo e permettere agli ospedali di rifornirsi dove gli è più comodo distribuendo, così, l’impegno finanziario fra più imprese commerciali e produttrici? In questo momento storico la ripartizione del lavoro e la distribuzione dei ricavi sarebbe fondamentale per salvaguardare occupazione e fatturati.

E guardiamo proprio la Cina, che con comportamenti rigidi e soprattutto con una comunicazione univoca sta arginando la diffusione del virus. Lì le Imprese possono beneficiare di un intervento diretto da parte dello Stato, che finanzia materialmente i crediti commerciali; un intervento che consente alle Imprese di continuare a produrre – pur con le limitazioni del caso – ma di non perdere quella redditività indispensabile per mantenere l’occupazione e non fermare l’economia.

Un’altra importante e vitale immissione immediata di liquidità, senza per altro gravare sul Bilancio, sarebbe lo sblocco, senza esitazioni, dei Crediti vantati dalle Imprese verso la Pubblica Amministrazione. Una soluzione di respiro a costo zero

Sarebbe anche il momento giusto, da parte dello Stato, di avere un atteggiamento più elastico e meno coercitivo, anche al fine di attenuare l’ansia che sta attanagliando i nostri Micro, Piccoli e Medi Imprenditori, attuando, ad esempio, una compensazione definitiva di crediti e debiti, in coordinamento con l’Agenzia delle Entrate e gli Enti Contributivi.

Ovviamente, ci sarebbero anche altre soluzioni di sostegno logiche e di facile attuazione che si potrebbero proporre ma che, speriamo, il Governo sia in grado di individuare e porre in atto senza paletti e sovrastrutture burocratiche che, come già avvenuto in passato, non permetterebbero mai alle Imprese di beneficiarne direttamente ed immediatamente”.

ASSO è la prima Confederazione di aziende a livello nazionale ad avere istituito, sin dalla sua costituzione, un Dipartimento di Tutela della Salute che non solo studia e monitorizza la situazione sanitaria ma cerca di individuare aree di intervento utili alle Imprese ed ai Professionisti. Un modo differente di approcciare i problemi della sfera economica che, anche se per i prossimi mesi ci vedranno modificare il nostro stile di vita, non devono far mancare la fiducia nella ripresa e nelle capacità imprenditoriali italiane.

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