Cst, aumentate del 40% le richieste di beni necessari: cresce la povertà

Per la stragrande maggioranza sono italiani precari o in cassa integrazione, ma anche lavoratori autonomi in attesa del bonus

DOMODOSSOLA -

Nel Vco e nel Novarese per effetto dell'emergenza sanitaria c'è stato un incremento di persone che si rivolgono alle associazioni di volontariato per chiedere generi prima necessità. “Le richieste di beni alimentari sono incrementate più del 40% in pochissimi mesi – dice la direttrice Centro di Solidarietà e Sussidiarietà del Territorio di Novara e Vco Caterina Mandarini - di questi la stragrande maggioranza sono italiani, i cosiddetti 'workingpoor' cioè persone che hanno perso il lavoro perché precario, stagionali del turismo,o persone in cassa integrazione o autonomi in attesa del bonus”.

Alle associazioni arrivano anche richieste per prodotti di igiene personale e per la casa, per pagamenti di affitti, delle utenze, di materiale didattico per i bambini che vanno a scuola. “È evidente – dice Caterina Mandarini - aumento della povertà, e non parliamo degli indigenti, ma soprattutto per quella fascia di persone che con il lavoro riuscivano ad arrivare a fine mese più che dignitosamente, pagandosi cibo, casa e varie spese familiari”.

Al dramma dell'emergenza economica è strettamente legato il disagio psicologico. Molte associazioni hanno sviluppato gratuitamente un servizio nuovo di assistenza psicologica. “Si sono sviluppati da più parti servizi di supporto psicologico telefonico - spiega Caterina Mandarini - con la messa a disposizione di psicologi da parte di alcune associazioni, dato che l’emergenza covid sta diventando sempre di più anche un’emergenza psicologica e sociale, con un incremento dell’isolamento delle persone e delle difficoltà economiche, sono aumentati i casi di depressione e c’è stato un aumento dei casi psichiatrici”.

In questo periodo di emergenza molte associazioni hanno dovuto interrompere le loro attività– dice la direttrice del Cst Caterina Mandarini - pensiamo a quelle che hanno a che fare con gli anziani,con i centri diurni per disabili, a quelli che si occupano di cultura e quindi organizzano eventi, a quelli che si occupano di giovani e di educazione e non hanno potuto più svolgere la loro mission. A questo si aggiunga che buona parte dei volontari si trovano in una fascia di età considerata a rischio, infatti la maggioranza dei volontari, in particolare quelli che si trovano ad occuparsi dei servizi alle persone, sono pensionati (proprio perché hanno più tempo per dedicarsi al volontariato). Quindi non hanno più potuto svolgere anche attività di consegna a domicilio della spesa”.

Per questo periodo natalizio il centro servizio ha attivato on line un mercatino natalizio della solidarietà sul proprio sito ,per dare una vetrina alle associazioni che normalmente partecipavano con le loro bancarelle ai vari mercatini natalizi per vendere prodotti e raccogliere fondi.

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