Fondo di solidarietà comune, UNCEM insoddisfatta: "Non sufficiente, e la perequazione è da ripensare"

TORINO -

Uncem è stata la prima e unica Associazione di Enti locali a denunciare, a Capodanno, il taglio grave del Fondo di Solidarietà comunale per migliaia di Enti italiani; un taglio che arriva anche al 5%.

Due giorni fa i Comuni hanno visto ripartiti 100 milioni di euro, ulteriori rispetto al fondo 2020, che aumentano i trasferimenti statali, ma che di fatto non arrivano a sanare i tagli. E così, tra Comuni grandi che ci guadagnano (già dalla perequazione prevista nella legge di bilancio),altri piccoli ci perdono. Anche quelli da 5mila e 15mila abitanti soffrono molto.

Da QUESTO LINK è possibile risalire alle cifre per tutti i comuni della provincia.

"Il modello di riparto dell'Fsc è totalmente da ripensare e l'ho ripetuto nei giorni scorsi al Sottosegretario agli Interni Variati - afferma Marco Bussone, Presidente Uncem - Il taglio che i Comuni hanno registrato a inizio anno non viene completamente colmato con l'ulteriore trasferimento di qualche giorno fa. I 100 milioni di euro aggiuntivi sono peraltro il reintegro di quanto tolto, con destrezza, nel 2014. 560 milioni di euro in meno. Che ora verranno restituiti ai Comuni in tre annualità. Eppure il sistema fa acqua".

"I Comuni con fondo di solidarietà negativo, cioé che non prendono risorse ma che le devono 'restituire' allo Stato, sono moltissimi e molti piccoli. È un'effetto perverso di un calcolo complesso fatto sulla base di incasso di Imu di seconde case e altre fonti, che rimangono in troppi casi non realmente coperte per effetto di evasione in aumento delle imposte. Ai Comuni Uncem promette l'azione su Governo, Parlamento e soprattutto sui tecnici del Ministero dell'Interno per rivedere totalmente sistema di assegnazione delle risorse e perequazione. Che va fatta sull'ambito, comprendendo più Comuni, guardando a un sistema territoriale che si muove insieme".

Redazione
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