Il punto di vista della crisi da Roma sino all'Ossola. Bernardino Gallo

DOMODOSSOLA -

"Il risultato elettorale del referendum va, naturalmente, rispettato, ma troppi, da Roma sino a noi, "mettono il cappello"  sull'evento dichiarandosi vincitori pur avendo, ciascuno,  posizioni e prospettive politiche incompatibili, anche se manca il dubbio che, come diceva Borges, che è sinonimo d'intelligenza La sintonia con la semplificazione referendaria , forse meglio definirla banalizzazione, è in perfetta sintonia con noi post postmoderni nell'era dei social, l'un contro l'altro armati, fatti  regredire mentalmente e politicamente ai monosillabi fondati sul quasi nulla come SI e NO, con la prospettiva arretrare ulteriormente  alle "monolettere": I - O. In queste dinamiche prevale la rabbia, pur giustificata dopo otto anni di crisi senza prospettive per molte categorie. A questo punto penso che sarebbe importante andare al voto nel più breve tempo possibile, ma non sarà molto presto e non prima dell'autunno. Necessita cambiare la legge elettorale dopo le decisioni  della Consulta sull'italicum per la Camera e per il Senato. Sui programmi è necessario mettere in campo le questioni importanti, che sono molte per affrontarle in gran parte in prospettiva ma alcune subito: "ascoltare i giovani, arrestare il declino e rilanciare le periferie, dare attenzione al SUD, aggredire la crisi, affrontare decisamente in Europa la questione migranti e la ripresa economica con la fine del "rigore" che la impedisce.  Bisogna fare presto perché la povertà avanza sempre di più in Italia come ci indica l'ISTAT qualche giorno fa. Un impegno particolare per bloccare le povertà, agevolare il ceto produttivo in modo incisivo e diffuso, alzare la voce in Europa ma con posizioni di forza. Chi potrebbe essere in grado di realizzare questa svolta radicale?  Non i 5 Stelle perché non ci c'è il tempo per  "addestrare le reclute", non Forza Italia che è minoritaria nel centro destra e con leader azzoppato dalla "severini",  non la Lega di Salvini che ha un programma da sfascia carrozze e fa l'occhiolino alla Le Pen. Forse e sottolineo forse, solo il PD. Però ho forti dubbi che sarà in grado di farlo perchè dovrebbe cambiare radicalmente per recuperare voti tra gli elettori perduti tra i quali i giovani. Poi ha troppo piombo di "fuoco amico" nelle ali e molti opportunisti che pensano solo alla loro pagnotta.  Probabile che nel PD vi sarà una redde rationem con probabili fuoriuscite. L'alternativa potrebbe essere anche un nuovo soggetto politico nel centro sinistra ma che non sia il PDRR ove le R starebbero per Renzi Rinato, in quanto questo voto segnala che  l'uomo solo al comando non è gradito sia a livello nazionale sia locale. Se lo ha compreso, potrebbe alche farcela oggi e con il voto in un prossimo futuro.  Infatti, in questi ultimissimi giorni, ha guadagnato due punti di gradimento mentre ne hanno perduti Salvini e Grillo.
In Europa la scelta è tra la pericolosa svolta nazionalista e reazionaria, una destra liberale e la sinistra riformista, in grande ritardo e difficoltà; sinistra che perde in USA e in Europa perchè non è più "sinistra"  avendo come supporters molto meno Popolo e più banche e finanza, come abbiamo visto plasticamente con la Clinton e potuto notare anche in Italia. dove manca o è al lumicino, una destra liberale.
Anche da noi, nella periferia dell'impero, come da tempo ci siamo autodefiniti come gruppo, il PD ha sostanzialmente tralasciati i veri interessi di innumerevoli categorie, privilegiato la conquista "manu militari" di posti di potere ove  ha insediato persone di stretta osservanza partitica, ubbidienti  e subordinati a una visione neo centralista di accorpamenti di dubbio risultato in economia e che non tengono conto della vera periferia e montagna che è l'alta Ossola. Hanno anche comprati gli autovelox che sono una vera e propria beffa rispetto alle esigenze reali del Popolo di questo territorio.

Sia chiaro che siamo per il rispetto del codice stradale. Questo comportamento, se non invertito di centottanta gradi, li condurrà ad una cocente sconfitta. Nelle istituzioni locali, assistiamo a un duro scontro tra fazioni e il comportamento generale, non è che ci discosta molto da tale pratica di occupazione di posti di "governo e sotto governo"  assegnando ai fedelissimi tutte le poltrone e sedie non solo nel proprio comune, ma anche in enti vari a partire  dalle Unione dei comuni montani e il CISS.  Il fatto che ci si è insediati con voti molto al di sotto del 50% degli elettori, non frena questi appetiti che stridono con l'esigenza di portare avanti politiche nell'interesse generale e non si se stessi e della propria fazione, senza un impegno non più rinviabile, coerente e necessario aprendo le porta alla cosiddetta società civile. Cosa dire?
Le Alpi meriterebbero rispetto e veder riconosciuta la specificità del territorio come risorsa per l’umanità, acqua, energia, materie prime, polmone verde europeo.
L'arroganza arriva anche al punto che alla riunione per l'ospedale unico non sia stato invitato il sindaco di Domodossola come mi è stato direttamente riferito.
Occorrerebbe una svolta con servizi pubblici e infrastrutture organizzati in modo diffuso, opposto e differente dal passato e che ripaghi, anche se parzialmente, le limitazioni, le sottrazioni e gli scippi. Se lo sfruttamento delle risorse e la protezione delle stesse e del territorio naturale, rientrano negli interessi  collettivi locali e sovra nazionali. Crediamo sia necessario lasciare cospicue risorse ai territori e   fare scelte  riguardanti servizi e attività fondamentali per arrestare il declino e riavviare lo sviluppo la produzione e il lavoro. Non si dovranno  fare più scelte corrispondenti a ristretti criteri centralisti pseudo economici, ma tenendo conto dei benefici  complessivi,  tutelando e premiando tali specificità  perchè,  senza questa logica di inversione di rotta e di riequilibrio,  autorizzeremo a realizzare i servizi solo nelle metropoli e grandi città; nella nostra realtà Novara e Torino. Con l'Unicum di Ornavasso, ammesso e non concesso che si procederà per questa strada, firmeremo solo salatissime cambiali per trenta anni senza nemmeno la garanzia di aver garantita adeguatamente l'urgenza e l'emergenza sui territori. Nel frattempo la sanità pubblica è sempre più minoritaria nel VCO e in crisi profonda soprattutto al San Biagio per scelta politica.
In questa logica confermo ancora tutta la mia indipendenza  e quella del gruppo accompagnata  dalla non collaborazione che daremo solo se richiesta seriamente e dedico questa riflessione
alle persone di buona volontà di ogni tendenza ma non accecati dal tifo di appartenenza".

Lettera firmata
Presidente gruppo FB SOS Ossola Cusio Verbano già presidente USSL 56 Ossola                                   Bernardino Gallo

Redazione on line
Ricerca in corso...