In alpeggio a Quarazzola con gli yak

Il bovino tibetano è particolarmente adatto ai pascoli impervi e dà filo da torcere ai lupi in caso di aggressione

VANZONE -

Sta risalendo lentamente la valle Anzasca la numerosa mandria di Alex Marta, pastore nomade di professione.

Dopo aver seguito l’asse del fiume Toce gli animali sono stati guidati fino a Vanzone e da qui via verso la Val Quarazza e ancor più su a Quarazzola (1635 m).

Abbiamo raggiunto Gaia, la compagna di Alex, ed è lei che racconta: "Quest’anno, per la prima volta, al nostro arrivo in alpeggio monteremo una yurta, la tenda dei pastori nomadi mongoli, una sistemazione temporanea e rimovibile, a Qurazzola le vecchie baite sono andate tutte distrutte sia nell’alpeggio di sotto sia in quello superiore.

Quest’anno saliremo con una settantina di bovini mentre gli altri popoleranno gli alpeggi della val Tignaga. Una cinquantina di capre ci accompagna, per puro hobby e autoconsumo, avere del latte per la famiglia e le caprette come amiche delle nostre bimbe.

Fanno parte della mandria anche degli yak (il bue tibetano). I primi due yak sono arrivati da noi come “capriccio”, animali che ci piaceva avere... Poi abbiamo constatato quanto siano adatti ai terreni impervi e quanto abbiano un temperamento combattivo, utile anche a contrastare l'avvicinarsi del lupo. Sono anni che noi ne parliamo, che troviamo le sue tracce, che seguiamo il suo espandersi, e quest'anno la sua presenza stabile è innegabile. Abbiamo costituito una piccola muta di cani da guardiania, due maremmani e un pastore dell'asia centrale, muta che andremo ad infoltire
".

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