Le api: storia di un declino?

Alcune importanti flessioni nella Giornata mondiale dell'Ambiente

"È il momento della natura: le api sentinelle ambientali". Si apre così uno studio di Arpa, uscito oggi, non a caso, che è la giornata mondiale dell'ambiente.

 

 

Oggi è la giornata mondiale per l'ambiente, dedicata al tema del drammatico declino della biodiversità del pianeta. Circa un milione di specie viventi (su un totale stimato di circa 8,7 milioni) è minacciato di estinzione con un ritmo tale da far ritenere gli scienziati che siamo di fronte alla sesta grande estinzione di massa. Molti ecosistemi sono stati distrutti, degradati, frammentati e solo una piccola percentuale è rimasta intatta.

Il motto scelto per l’edizione 2020 È il momento per la natura ci vuole ricordare che la crisi della biodiversità è una preoccupazione non solo urgente, ma anche esistenziale.

 

Le api: storia di un declino?

L’ape domestica, Apis mellifera allevata dall’uomo da migliaia di anni ha il suo areale di origine in gran parte dell’Europa, Africa, Medio Oriente e alcune aree dell’Asia centrale. Una singola colonia di questa specie è capace di impollinare miliardi di fiori in un’area di 30 km quadrati. Da questi piccoli insetti, insieme agli altri apoidei selvatici e in misura minore da altri insetti che trasportano il polline da un fiore all’altro (detti “pronubi”) come i Lepidotteri, dipendono lo stato e molti equilibri ecologici degli habitat naturali e l’80% della produzione alimentare in Europa.

Il valore economico di questo fondamentale servizio di impollinazione risulta fino a dieci volte maggiore rispetto al valore del miele prodotto. Negli ultimi 40 anni si è assistito ad un forte e progressivo declino, sia delle colonie allevate che degli impollinatori selvatici, con ripercussioni sulle altre specie animali e vegetali e sull’apicoltura stessa.

Tra le cause principali di questo declino c’è l’utilizzo di prodotti fitosanitari in agricoltura che causa avvelenamenti, riconoscibili da api tremolanti con le convulsioni, incapaci di volare, eliminate dagli alveari dalle compagne e l’indebolimento delle colonie nel contrasto di avversità naturali come l’acaro Varroa che si insinua negli apiari. Anche i cambiamenti intervenuti nella gestione agronomica delle aziende agricole hanno portato alla diminuzione della diversità floristica, con ricadute sulla disponibilità di risorse di nettare, polline e melata, essenziali per la nutrizione e lo sviluppo delle api.

Durante questa primavera in Piemonte si sono registrati spopolamenti e morie maggiori di quanto osservato normalmente, nonostante gli alveari siano più popolosi e attivi per le abbondanti fioriture.
Alcune colture, nonostante i divieti della legge regionale, sono state trattate in piena fioritura o con melata sulle foglie, una secrezione attrattiva per le api causata da punture di afidi (ad esempio nel nocciolo).
Dati e aggiornamenti possono essere visionati sul sito dell'associazione di apicoltori Aspromiele.

L'attività di Arpa Piemonte

Arpa Piemonte, insieme a Ispra e Università degli Studi di Torino, sta seguendo un progetto, finanziato dal Ministero dell'Ambiente, di sperimentazione delle misure del Piano d’Azione Nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari per la tutela della biodiversità, in cui si effettuano monitoraggi della biodiversità in risaie e vigneti gestiti con metodo biologico o con trattamenti convenzionali.

Tra le diverse specie di flora e fauna monitorate figurano gli Apoidei e la flora utile per gli impollinatori che vengono censite in ciascun campo sperimentale lungo percorsi stabiliti sui bordi e tra i filari delle colture annotando le specie vegetali in fioritura, fonti di nettare, polline e melata per gli impollinatori e le specie nutrici per le farfalle.

I primi risultati mostrano che, complessivamente, nelle aziende a conduzione biologica è stato rilevato un maggior numero di individui di api e di specie floristiche utili rispetto a quelle in cui vengono effettuati i trattamenti fitosanitari.

Sono stati effettuati anche campionamenti di polline raccolto dalle api in apiari siti in prossimità dei campi selezionati, in cui sono stati ritrovati residui di fungicidi, insetticidi, erbicidi e acaricidi confermando in questo modo il ruolo di  ‘sentinelle ambientali’ delle api, in quanto con la loro attività di volo e bottinatura su un gran numero di piante vengono a contatto con eventuali contaminazioni chimiche fornendo indicazioni sullo stato ambientale.

Oggi è la giornata mondiale per l'ambiente, dedicata al tema del drammatico declino della biodiversità del pianeta. Circa un milione di specie viventi (su un totale stimato di circa 8,7 milioni) è minacciato di estinzione con un ritmo tale da far ritenere gli scienziati che siamo di fronte alla sesta grande estinzione di massa. Molti ecosistemi sono stati distrutti, degradati, frammentati e solo una piccola percentuale è rimasta intatta.

Il motto scelto per l’edizione 2020 È il momento per la natura ci vuole ricordare che la crisi della biodiversità è una preoccupazione non solo urgente, ma anche esistenziale.

 

Le api: storia di un declino?

L’ape domestica, Apis mellifera allevata dall’uomo da migliaia di anni ha il suo areale di origine in gran parte dell’Europa, Africa, Medio Oriente e alcune aree dell’Asia centrale. Una singola colonia di questa specie è capace di impollinare miliardi di fiori in un’area di 30 km quadrati. Da questi piccoli insetti, insieme agli altri apoidei selvatici e in misura minore da altri insetti che trasportano il polline da un fiore all’altro (detti “pronubi”) come i Lepidotteri, dipendono lo stato e molti equilibri ecologici degli habitat naturali e l’80% della produzione alimentare in Europa.

Il valore economico di questo fondamentale servizio di impollinazione risulta fino a dieci volte maggiore rispetto al valore del miele prodotto. Negli ultimi 40 anni si è assistito ad un forte e progressivo declino, sia delle colonie allevate che degli impollinatori selvatici, con ripercussioni sulle altre specie animali e vegetali e sull’apicoltura stessa.

Tra le cause principali di questo declino c’è l’utilizzo di prodotti fitosanitari in agricoltura che causa avvelenamenti, riconoscibili da api tremolanti con le convulsioni, incapaci di volare, eliminate dagli alveari dalle compagne e l’indebolimento delle colonie nel contrasto di avversità naturali come l’acaro Varroa che si insinua negli apiari. Anche i cambiamenti intervenuti nella gestione agronomica delle aziende agricole hanno portato alla diminuzione della diversità floristica, con ricadute sulla disponibilità di risorse di nettare, polline e melata, essenziali per la nutrizione e lo sviluppo delle api.

Durante questa primavera in Piemonte si sono registrati spopolamenti e morie maggiori di quanto osservato normalmente, nonostante gli alveari siano più popolosi e attivi per le abbondanti fioriture.
Alcune colture, nonostante i divieti della legge regionale, sono state trattate in piena fioritura o con melata sulle foglie, una secrezione attrattiva per le api causata da punture di afidi (ad esempio nel nocciolo).
Dati e aggiornamenti possono essere visionati sul sito dell'associazione di apicoltori Aspromiele.

L'attività di Arpa Piemonte

Arpa Piemonte, insieme a Ispra e Università degli Studi di Torino, sta seguendo un progetto, finanziato dal Ministero dell'Ambiente, di sperimentazione delle misure del Piano d’Azione Nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari per la tutela della biodiversità, in cui si effettuano monitoraggi della biodiversità in risaie e vigneti gestiti con metodo biologico o con trattamenti convenzionali.

Tra le diverse specie di flora e fauna monitorate figurano gli Apoidei e la flora utile per gli impollinatori che vengono censite in ciascun campo sperimentale lungo percorsi stabiliti sui bordi e tra i filari delle colture annotando le specie vegetali in fioritura, fonti di nettare, polline e melata per gli impollinatori e le specie nutrici per le farfalle.

I primi risultati mostrano che, complessivamente, nelle aziende a conduzione biologica è stato rilevato un maggior numero di individui di api e di specie floristiche utili rispetto a quelle in cui vengono effettuati i trattamenti fitosanitari.

Sono stati effettuati anche campionamenti di polline raccolto dalle api in apiari siti in prossimità dei campi selezionati, in cui sono stati ritrovati residui di fungicidi, insetticidi, erbicidi e acaricidi confermando in questo modo il ruolo di  ‘sentinelle ambientali’ delle api, in quanto con la loro attività di volo e bottinatura su un gran numero di piante vengono a contatto con eventuali contaminazioni chimiche fornendo indicazioni sullo stato ambientale.

 

 

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