'Ndrangheta in Piemonte, Cirio: "Pentito di Rosso? Volevo giunta nuova, ma FdI ha indicato altro" [VIDEO]

Anche la Regione, come FdI, valuta di costituirsi parte civile nell'eventuale processo

TORINO -

"Andiamo avanti a testa alta, consapevoli che la sfida è importante, ma che la lotta alla criminalità organizzata si realizza nei fatti, con la quotidianità e con la nostra azione concreta”. Così presidente del Piemonte Alberto Cirio commenta l’arresto dell’ex assessore regionale alla Legalità Roberto Rosso, coinvolto in un’inchiesta della Guardia di Finanza sull’Ndrangheta.

Rosso è finito in manette con l'accusa di voto di scambio politico-mafioso. “Il messaggio - ha aggiunto il governatore - deve essere chiaro: chi vuole governare con noi il Piemonte non può avere nessun tipo di neppur casuale contatto con questo tipo di ambiente”, ha aggiunto.

Per il momento le deleghe di Rosso all'immigrazione, semplificazione e diritti civili verranno prese dal governatore, che questa mattina gli ha revocato subito l'incarico. Proprio sulla sua nomina in  giunta Cirio "scarica" però la responsabilità sugli alleati di Fratelli d’Italia. "Sono stato chiaro - ha detto - fin dall'inizio volevo una giunta tutta nuova perché questo era il mio obiettivo e l’ho anche segnalato a tutte le forze politiche e a tutti i gruppi consiliari. Avrei preferito persone senza esperienza politica, senza troppo retaggio politico di anni di attività. Fratelli d’Italia ha pensato di indicare un altro modo".

"Non è una questione di pentimento - ha poi aggiunto - se uno avesse avuto anche il benché minimo sospetto non solo non lo nominava assessore, ma non ci avrebbe neanche preso il caffè". Questa mattina Giorgia Meloni, dopo aver espulso Rosso da Fratelli d'Italia, ha annunciato che il suo partito si sarebbe costituito parte civile nell'eventuale processo a carico dell'ex candidato a sindaco di Torino. Una possibilità che sta valutando anche la Regione Piemonte. "Bisognerà vedere gli sviluppi processuali e capire - ha precisato il governatore - qual è la fondatezza di questa situazione, ma non lo escludo assolutamente. L'immagine della nostra Regione vuole essere fresca e pulita, che sono convinto stiamo riuscendo a dare nei fatti al Piemonte".

Attualmente Rosso è eletto in Consiglio Regionale e come capogruppo in Comune a Torino: la revoca di entrambe le deleghe non è automatica. L'iter prevede la notifica alla Prefettura, che a suo volta la comunica al Ministero degli Interni, a cui spetta l'ultima parola.

Redazione
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