Turismo, l'Ossola ha il vantaggio di essere rimasta indietro

“Quale turismo e quale futuro vogliamo? Uno sviluppo bruciante e destinato a bruciare? Oppure, uno sviluppo lento, meno esplosivo, ma anche più duraturo? “

Ossola -

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni di un lettore.

Circolarità. La cosa sbalorditiva, a mio avviso, è la mancanza di consapevolezza. Ci sono regioni (vd. Trentino) che si ritengono per opinione comune, all'avanguardia: ma in cosa? Nel turismo e nello sfruttamento delle risorse della montagna?

Tutti quelli che frequentano (anche) quei posti avranno avuto modo di ammirare cosa significa questo tipo di sfruttamento, nelle annate (non lontane) in cui manca neve naturale: camion di neve trasportata, giro del Sellaronda perfettamente innevato (a discapito di risorse idriche ed energetiche al lumicino),con accanto turisti che passeggiano in pantaloni corti e bestie al pascolo (io ero tra i turisti in pantaloni corti, al 31/12, a 2050 mt); polle per l'accumulo di acqua da sparare in inverno, che si moltiplicano nel territorio...

Questo, per mia opinione, è il passato della montagna, ora che la cultura di massa si sta orientando, pian piano (sono passaggi molto lenti, ma inesorabili) verso una maggior consapevolezza ecologica.

Queste regioni avranno (e dovranno avere) modo di reinventarsi, adeguandosi ai cambiamenti climatici e all'assenza di neve: quando anche le temperature saranno troppo alte per sparare (anche se c'è già qualcuno che pensa agli additivi quale soluzione per la neve artificiale). Si dovrà reinventare il turismo: si deve reinventare il turismo, già oggi! Qualcosa già si muove: neve naturale, ciaspole per tutti, scialpinismo per chi vuole impararlo, enogastronomia, turismo estivo negli scarponi e nelle scarpette da arrampicata; biciclette; ecc...

Le montagne che amiamo tutti, dell'Ossola, hanno un vantaggio enorme, che non è il lupo: è l'essere rimaste indietro, ovvero, adesso, trovarsi per incantesimo avanti a tutte. L'Ossola ha snobbato il turismo perché aveva altre risorse: le cave, le centrali elettriche. Viveva di quello, oltre che dell'economia agricola di montagna. Ora si è giustamente percepito il turismo come risorsa e si può puntare ad esso, bisogna farlo: ma quale turismo? Quello della neve a tutti i costi, alle modeste quote degli impianti di zona? O quello -meno dispendioso, ma ugualmente e paradossalmente anche più proficuo, perché con costi gestionali inferiori- della natura selvaggia, che la gente cerca sempre più? La natura integrale, preservata, salvata, ha un'attrattiva enorme. Chi lo ha compreso?

Chi lo vuole "sfruttare"? Tutti: ma alcune regioni sono ormai oltre e per arrivare a questo obiettivo, devono tornare indietro. Certo: costa di più iniziare dal piccolo, dalle iniziative dei privati: dagli alloggi, dalle guide turistiche che si qualifichino, dalla ristorazione intelligente e d'avanguardia, che si qualifichi per accogliere gente disposta a pagare molto per mangiare bene... invece che invocare e attendere le iniziative delle pubbliche amministrazioni.

Io confido in quello: non nel lupo (che, peraltro, è parte di quella natura selvaggia che attira),bensì in chi comprenda la fortuna che ha l'Ossola. La fortuna della "cenerentola", rimasta indietro, che possa risvegliarsi principessa, senza essersi sporcata di tutti gli errori che hanno condotto la ricchezza (effimera e destinata a trasformarsi) delle regioni giudicate con miopia "avanti". Queste regioni dovranno fare un passo indietro per restare al passo coi tempi che cambiano. L'Ossola deve - solo! - andare avanti con i ritmi della natura, senza forzature e con l'intelligenza delle genti locali che sappiano cogliere e coltivare questa primaria ricchezza, partendo da piccole, diffuse iniziative.

Senza scendere nel dettaglio "strada sì, strada no; funivia sì, funivia no" per il Devero, penso che sia importante riflettere su questo. Quale turismo e quale futuro vogliamo qui, a Devero e in Ossola? Uno sviluppo bruciante e destinato a bruciare e consumare e consumarsi? Chi arricchirà questo turismo? Pensiamoci! Oppure, uno sviluppo lento, meno esplosivo, ma anche più duraturo?

Quest'ultimo è forse il più solido e, la sua "sfortuna" è che richiede più iniziativa dei privati e meno supporto del pubblico. Quant'è -oggi- il coraggio e l'avvedutezza della gente Ossolana, che in passato ha dimostrato l'avanguardia di una Repubblica democratica ante litteram? Io spero molto e so che è molto!

Matteo A. Rubino

 

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