L'allenatore dell'Ornavassese: “Io e i ragazzi siamo sempre in contatto. Il calcio ci aiuta a stare vicini"

Fusè non si spinge ad azzardare pronostici su cosa accadrà nelle prossime settimane

ORNAVASSO -

“Io e i ragazzi ci sentiamo spesso, siamo sempre in contatto. Il calcio ci aiuta a stare vicini anche se in questo momento siamo distanti”. Il rapporto di gruppo, in una squadra di calcio, va sempre oltre lo spogliatoio e mister Adolfo Fusè lo sa bene, soprattutto in un periodo in cui le vite di tutti cambiate molto rispetto a poche settimane fa.

Poi c'è il campo, dove la sua Ornavassese ha disputato sei mesi di buonissimo livello, fino a raggiungere il quarto posto a pari merito con la Crevolese. “Eravamo partiti con l'obiettivo dei play-off, ma la nostra rosa doveva essere diversa, perché abbiamo perso giocatori di categoria come Korelic e Pappalardo, oltre al brutto infortunio di Franzetti” afferma il mister.

“Con questi presupposti e una rosa molto ringiovanita, avremmo dovuto valutare come avrebbero risposto i giovani. Il loro impatto è stato buono e, nonostante queste defezioni importanti, dopo aver affrontato tutte le squadre, abbiamo capito che l'obiettivo era alla nostra portata e, anzi, avremmo potuto fare anche qualcosa in più, ma vedo il bicchiere mezzo pieno”. Fusè non si spinge ad azzardare pronostici su cosa accadrà nelle prossime settimane: “L'ultima parola spetta alla Federazione, noi non abbiamo competenze in merito” conclude.

“Stiamo vivendo un periodo molto particolare e il calcio, com'è giusto che sia, passa in secondo piano. L'unica certezza è che siamo tutti dilettanti, in squadra abbiamo studenti e lavoratori e non possiamo essere paragonati ai professionisti che si allenano e giocano tre partite a settimana”.

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