Bimba siriana morì a Domodossola, guardia condannata

BERNA -

È stata condannata per lesioni colpose, tentata interruzione di gravidanza e inosservanza di prescrizioni di servizio la guardia di confine svizzera accusata di aver causato, con la sua condotta, l’aborto di una donna siriana durante le operazioni di respingimento in Italia. L’episodio era successo nel 2014. La corte del Tribunale militare ha condannato oggi il militare a sei mesi di detenzione, pena sospesa. La donna siriana, allora 22enne e al settimo mese di gravidanza, perse il bambino che aveva in grembo appena scese dal treno alla stazione di Domodossola, dove con altri 36 siriani era stata rimandata dalla polizia di confine svizzera. Il gruppo era entrato in Svizzera su un  treno notturno diretto a Parigi: al confine franco-elvetico di Vallorbe (VD) venne respinto e rimandato in Italia, dove la donna si sentì male partorendo una bimba morta. La famiglia siriana ottenne asilo politico in Italia, la bimba venne sepolta nel cimitero di Domodossola.

Renato Balducci
Ricerca in corso...