Falsa cittadinanza a 800 persone, tre giorni e settemila euro per diventare italiani: arresti a Domo, Ornavasso e Meina

L’indagine è partita da un esposto del sindaco di Macugnaga

Verbania -

Tre giorni di tempo e una spesa di settemila euro per diventare cittadini italiani. Un servizio all inclusive per un giro da 5 milioni di euro, scoperto dalla Squadra Mobile di Verbania con l’operazione Super Santos. I poliziotti all’alba di oggi hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, a Verbania e Vercelli, nei confronti di altrettanti brasiliani. Erano i titolari di agenzie d’affari abusive, con sedi nel Cusio, nel novarese e in Ossola: tre a Omegna, più una recentemente trasferita da Armeno, una a Ornavasso e una a Domodossola. Sono 800 le persone che hanno acquistato la nazionalità italiana utilizzando il sistema dello jure sanguinis, ovvero producendo certificati brasiliani e probabilmente falsi che provavano la discendenza da avi italiani.

L’agenzia abusiva si occupava di tutto: andava a prendere i clienti a Malpensa, li sistemava in alloggi dislocati in 35 comuni tra Vco e alto novarese, chiedeva la residenza all’anagrafe e poi la cittadinanza e quindi il passaporto. Non solo, li accompagnavano in gite ed escursioni sui laghi. Alla fine, i neo cittadini italiani si scattavano selfie sorridenti davanti ai municipi con i nuovi passaporti, da pubblicare sui social.

L’indagine è partita da un esposto del sindaco di Macugnaga, poi seguito da altri Comuni, che notavano anomalie nelle richieste di residenza da parte di brasiliani. Sono state fatte ore di intercettazioni, anche in portoghese e appostamenti, per giungere alle ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Z.M., classe 1966, uomo, e F.M.T., classe 1963, donna, a Ornavasso. K.G.K, classe 1979, donna, e Q.W, classe 1978, uomo a Domodossola e a Meina D.M.C.M., classe 1996, uomo. Coinvolto anche un sacerdote della diocesi di Padova, G.E., classe 1961, sottoposto a obbligo di firma. Avrebbe falsificato un certificato di battesimo su richiesta del meinese, in cambio di poche decine di euro.

Un’organizzazione che ha continuato a lavorare anche quando la polizia stava svolgendo i primi interrogatori: 200 sono le pratiche avviate oltre alle 800 già concluse. Ora per tutti scatterà la revoca della cittadinanza italiana. Tra coloro che avevano ottenuto la cittadinanza tramite l’organizzazione, c’era anche uno dei giovani calciatori del Chapecoense, morti nel disastro aereo del 2016 in Colombia. Figurava ancora tra i residenti di Domodossola.

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