Pescatori VCO: “Eliminare trota iridea per tutelare specie autoctone? I problemi sono centraline, scarichi e cormorani"

VCO -

Leggiamo con stupore la proposta del consigliere Regionale Andrissi del Movimento 5 Stelle, che vorrebbe sollecitare la Regione Piemonte per impedire le semine e le immissioni nei fiumi della nostra Regione della trota iridea. Si tratta di una proposta che non solo non condividiamo ma che, così come leggiamo dagli organi di stampa, sembra solo un annuncio senza senso e privo di ogni fondamento. Quindi, per iniziare un po’ ironicamente, ci viene da chiedere se sono state fatte le analisi dei costi e benefici, ma come tutti sappiamo è oramai iniziata la campagna elettorale per le Regionali in Piemonte e quindi vale tutto…

Per parlare concretamente dell’argomento siamo convinti che non possono bastare queste dieci righe, la materia è talmente complessa che ancora oggi riteniamo che non ci possa essere una verità assoluta, tutte le diversità e tutte le differenti condizioni dei nostri corsi d’acqua vanno a creare tante piccole realtà che non possono essere facilmente riassunte con delle prese di posizione assolute.

Detto questo ci permettiamo anche noi di esprimere la nostra opinione in riferimento alla nostra realtà montana, logicamente diversa da altri luoghi.

Parlando di acque pubbliche nella Provincia interamente montana del VCO, la trota iridea viene immessa solamente nelle riserve turistiche e nei tratti adibiti alle manifestazioni sportive, raduni, sagre e pescate, tratti ben delimitati dove poter pescare in maniera facilitata.

In queste zone è facilmente dimostrabile appurare che tutte le iridee immesse vengono prelevate nel breve giro di alcuni giorni , non ci sono effetti di ibridazione, in quanto non si riproduce, né tantomeno si registrano effetti invasivi a discapito di altre popolazioni ittiche più pregiate, sono semplicemente immissioni con scopi ben precisi.

Se veramente si vuol fare qualcosa per tutelare ed incrementare le poche specie autoctone che sono rimaste nei nostri corsi d’acqua, invece di cominciare con tematiche come la trota iridea che sono ininfluenti al lato pratico , bisognerebbe intervenire su altri aspetti che distruggono quotidianamente la fauna ittica pregiata, come le centraline idroelettriche che prolificano in ogni dove, le più frutto di concessioni vetuste e di disciplinari privi di ogni rispetto e controllo, l’inquinamento e gli scarichi abusivi che colorano i nostri corsi d’acqua e i nostri laghi.

Il proliferare degli uccelli ittiofagi in primis il cormorano, nella Provincia del VCO ne sono stati censiti oltre mille, ciò significa che ogni giorno scompaiono circa 500 kg di pesce, ( compresa anche la Trota Marmorata e il Temolo ): il cormorano mangia, poco importa a lui se è iridea o marmorata. Il controllo ittico è un’altro importante settore che sicuramente va rivisto e potenziato .

Se seriamente vogliamo cambiare passo occorre agire su queste problematiche, è semplicemente ridicolo e inefficace insistere sulla trota iridea come la risoluzione di tutti i mali.

Vietare l’immissione della trota iridea siamo inoltre convinti che possa avere inoltre due o tre effetti immediati da non sottovalutare: il primo consiste nel possibile calo delle licenze, sottinteso che le specie autoctone devono essere maggiormente tutelate, non possiamo quantificare comunque quanti pescatori supporteranno questa tesi e qual è la percentuale di pescatori che continuerà a frequentare le rive dei corsi d’acqua sapendo che può trattenere poco o nulla.

Siamo abbastanza maturi per affrontare questo passo o ci sarà un fuggi fuggi, tutti nei laghetti a pagamento, considerato anche che l’età media dei pescatori è come quella dell’aspettativa di vita, decisamente in rialzo, siamo certi che non possa raffigurarsi l’abbandono totale delle acque pubbliche, associazioni di pesca e volontariato compreso, il che sarebbe il disastro assoluto ?

E se cosi non fosse ci sarebbe viceversa un accanimento maggiore sulle specie pregiate, tanti pescatori che oggi trovano rifugio nella pesca alla trota iridea nelle zone facilitate si riverserebbero a cercare esemplari più nobili, va da se che le specie autoctone vedrebbero una pressione piscatoria molto più elevata. Oppure vogliamo trasformare la pesca sportiva in una sorta di elite? Siamo pronti ad intraprendere questa strada e con quali numeri?

Le nostre strutture producono da alcuni decenni centinaia di migliaia di uova, avannotti e trotelle marmorate da immettere annualmente nei cosi d’acqua, un grandissimo lavoro di passione e capacità, che oltre a essere seriamente messo a dura prova dai sempre più pressanti adempimenti burocratici, è anche oramai diventato proibitivo anche dal punto di vista finanziario, non è mistero che le risorse adeguate che riusciamo ad avere per continuare tale prezioso compito, vengono in larga parte da coloro che frequentano i nostri fiumi, laghi e torrenti , dalle nostre zone turistiche o facilitate a pagamento, che sono le entrate sostanziali per poter sviluppare progetti decisamente più importanti. Altrimenti dove andremo a prendere i fondi necessari?

Per ultimo ma non di certo per ordine di importanza, occorre anche non trascurare quella micro economia, soprattutto nelle piccole valli che questo tipo di pesca facilitata trascina con sé, senza dimenticare che chi lavora e produce questo tipo di trota si troverebbe seriamente in difficoltà con dirette conseguenze anche su tutti i dipendenti che da queste attività (e sono tanti) mantengono le proprie famiglie.

Concludo questo nostro legittimo sfogo, dicendo che anche la trota Fario è ad oggi considerata alloctona secondo coloro che per decenni si sono arricchiti scrivendo centinaia di libri su di essa ed ora sperano di scriverne altrettanti dicendo l’esatto contrario… ma come dicevamo all’inizio al giorno d’oggi vale tutto….

Grazie per lo spazio che concederete a questo nostro scritto.

Il Presidente della Sezione Provinciale Pescatori del VCO.

Bertoia Gian Mauro


 

C.S.
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