Viaggio per l'Italia

Vogogna -

"Piccole Italie", il libro che ho scritto per Donzelli sui temi della questione territoriale e delle aree interne, sta suscitando parecchio interesse. La mia agenda è costellata di inviti e di appuntamenti, segno evidente che il tema è avvertito e vissuto non come elemento di dibattito estivo, ma come aspetto di profondità.

Guardo agli appuntamenti già fatti, e mi colpiscono alcuni dati. Le richieste avanzate dalle Università (tre già fatte, Edolo, Roma e Novara, altre in arrivo con la stagione autunnale); la diffusa partecipazione popolare agli eventi organizzati dai livelli istituzionali; la difficoltà di coinvolgimento da parte dei livelli di partito.

Sul primo aspetto, credo sia importante che il mondo dell'accademia abbia voglia di approfondire la questione. Come ho detto nel libro, siamo di fronte ad una metamorfosi della Storia in cui i territori diventano centro anzichè periferia, ma il governo di questo passaggio necessità di "capitale umano". La cultura, l'innovazione, la propensione alla guida del cambiamento non si comperano al mercato del venerdì a Vogogna: sono il frutto di una lunga semina, e le nostre realtà periferiche troppo spesso hanno sofferto l'assenza delle Università intese come centro propulsore di guida al cambiamento. In questa direzione, apprezzo lo sforzo che sta compiendo l'Università del Piemonte Orientale di uscire al "triangolo" delle città (Novara-Alessandria-Vercelli) per aprirsi al territorio. E' uno sforzo importante e indispensabile, anche per evitare che l'UPO venga schiacciata tra la potenza degli Atenei lombardi e il tradizionale snobismo torinese.

Sul secondo aspetto, la partecipazione di molte persone agli eventi organizzati dai sindaci e dagli amministratori locali denotano la volontà della "società civile" di interessarsi, incuriosirsi e approfondire le questioni che riguardano il territorio in cui vivono. E' importante che queste tematiche vengano vissute dalla partecipazione della comunità, perchè c'è sempre il rischio che questi discorsi siano quasi tra iniziati e addetti ai lavori. In questo, sto battendo il terreno difficile ma indispensabile di evitare da un lato tecnicismi barocchi e dall'altro semplificazioni sloganistiche. Proviamo ad andare avanti così.

Sul terzo aspetto, quello del Partito, inevitabilmente scontiamo il clima del momento. Ho ricevuto molti inviti da parte di colleghi di partito e di parlamento per partecipare alle Feste dell'Unità e presentare il libro. Cercherò di partecipare il più possibile, perchè a mio avviso abbiamo bisogno di innervare il nostro dibattito interno di contenuti e non di posizionamenti, e di fornire in questo modo una risposta al Paese sul perchè ci candidiamo ancora alla guida dell'Italia. E il tema del territorio (come denotano non solo i contenuti del libro, ma anche le iniziative parlamentari in corso -a proposito: la legge sui piccoli comuni ha superato lo scoglio della commissione bilancio del Senato, e ora arriva in aula, mentre la legge sui parchi è già stata iscritta ai lavori della commissione ambiente del Senato) è a mio avviso un tema decisivo per parlare del futuro dell'Italia,e non solo e sempre di noi stessi e della propensione ormai consolidata della sinistra italiana di dividersi e farsi del male da sola.

 

SETTIMANA PARLAMENTARE

I temi sul tappeto sono tanti,e toccano da vicino questioni delicate. Parte l'esame del decreto banche, che sta diventando -nel paese della memoria corta- il terreno di caccia dei vari demagoghi e populismi di destra e di sinistra che inzuppano il pane nella chiacchiera e nello sport della critica, magari dopo aver dato sponda per anni a questo sistema o essersi semplicemente voltati dall'altra parte per non guardare ciò che accadeva.

Noi non siamo così. Avere cultura di governo significa affrontare le sfide che il tempo ti pone di fronte, anzichè prendersela col destino cinico e baro o chiudersi nell'ideologia. Ed è quello che cercheremo di fare anche sul delicato fronte del credito, salvaguardando il risparmio degli Italiani e i posti di lavoro. Parte anche l'esame della legge comunitaria, dove cercherò di inserire la risoluzione della vicenda della "tassa di sbarco" che abbiamo introdotto nel collegato ambientale e che qualche manina della burocrazia romana sta ben pensando di impastoiare. Utile, a tale proposito, l'incontro che ho avuto con la giunta di Stresa. 

Insomma, andiamo avanti.

 

CISS OSSOLA

Ho osservato con distacco le vicende del CISS Ossola. Preferisco tenermi per me considerazioni e commenti. Il caldo non giova, probabilmente, alla mia serenità di pensiero. Peccato che -ancora una volta- in Ossola abbiano vinto i conservatori, i rentier della pubblica amministrazione e i mandarini della burocrazia. Forse un giorno riusciremo ad emanciparci. In fondo, la speranza è una virtù teologale, ma che -come ha avvertito papa Francesco- è una virtù rischiosa perchè non è ottimismo, ma si scontra con la vita, e quindi come tale è anche un rischio. In Ossola ne abbiamo una certa esperienza...

Buona settimana a tutti,

Enrico 

Enrico Borghi
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