Lettera aperta di un cittadino vigezzino al direttore generale dell'Asl

vigezzo -

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un cittadino vigezzino, Mauro Bottigelli, in passato impegnato anche nel mondo associazionistico del territorio. Bottigerlli scrive al direttore generale Asl Penna per chiedere un suo interessamento sulla questione sanitaria di valle.

Egr. Direttore,
lo scrivente, vigezzino d'adozione ma varesotto d'origine, ha sempre manifestato il proprio favore verso l'assistenza ospedaliera ossolana e piemontese in generale, se non altro per la cortesia del personale medico e paramedico. Conoscendo la realtà sanitaria lombarda e quella piemontese non ho alcuna difficoltà a propendere per quest'ultima stante le difficoltà rappresentate dalla orografia del territorio.
Vi sono alcune scelte e le relative strutture che a mio avviso meritano di essere meglio definite o quantomeno chiarite alla popolazione: le "Case della Salute".
E' palese che qualsiasi meccanismo ha il suo momento di inerzia nella fase di avviamento, quindi, ritengo scontate le lamentele per le criticità iniziali, ma c'è il rischio che possano cronicizzare e perpetuarsi se non affrontate immediatamente: ad esempio la disponibilità delle prestazioni ambulatoriali da parte dei medici di base nelle stesse fasce orarie già previste per il loro servizio. Chi beneficerebbe di una Casa della Salute"? I medici che risparmiano l'affitto o l'acquisto di un proprio ambulatorio, oppure, il paziente che si vede solo cambiata la strada per raggiungere il proprio medico?
Quanto alla Valle Vigezzo, di mio diretto interesse, a chi si rivolgeranno i valligiani, una volta che i medici locali, non troppo lontani dall'età del pensionamento, lasceranno il servizio? In Vigezzo una Casa della Salute potrebbe essere realizzata presso la struttura ASL di Via Marconi a Santa Maria. In tal senso si era pronunciato favorevolmente, benché in via ipotetica, il dott. Lux ed i sindaci, poi di tale ipotesi se ne son perse le tracce. Eppure la struttura viene abbondantemente sottoutilizzata, con tanto di spese di gestione (riscaldamento, pulizie, forniture idriche, elettriche, gas ecc.) cui fare fronte.
Perché non effettuare lì gli esami del sangue, almeno quelli semplici che consentono un esito immediato, le vaccinazioni che interessano una vasta fetta della popolazione, le anagrafi animali (registrazione e visure) che comportano un banalissimo collegamento informatico?. Si risparmierebbero tempo, costi e disagi alla popolazione locale a fronte di un impegno di spesa contenuto proprio in ragione di una struttura già esistente ed operativa.
Nel ringraziarla per l'attenzione voglia scusarmi per qualche lacuna da non addetto ai lavori.
Mauro Bottigelli
Santa Maria Maggiore   

 

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