Rita Vecchi premiata al Salone del libro di Torino per il suo “Viaggio di ritorno”

TORINO -

Si è svolta sabato 11 maggio presso l'Arena Piemonte del Salone Internazionale del Libro di Torino la cerimonia di premiazione del concorso letterario “Racconti del Piemonte” promosso da Historica Edizioni in collaborazione con il sito Cultora. I racconti vincitori sono stati pubblicati in un volume intitolato appunto “Racconti del Piemonte” (Historica Edizioni) in vendita nelle librerie piemontesi, sul sito Historica, alle principali fiere della piccola e media editoria e sui principali book-stores online. Fra incantevoli paesaggi e storie fantastiche o di avi lontani e ricordi di vita passata, gli autori ci accompagnano nei luoghi della loro esistenza come in lungo viaggio fra le terre piemontesi, intrise allo stesso tempo di fascino, allegria e malinconia, dove ogni storia prende vita sotto forma di racconto e dove ogni ogni singola frase tende a ricollegarsi in maniera indissolubile alle infinite e sorprendenti sfumature di un'intera vita. Tra i testi premiati anche quello di una vigezzina d'adozione, Rita Vecchi, che, con il suo racconto “Viaggio di ritorno”, ha portato la Valle dei Pittori ad essere conosciuta in una importante cornice internazionale, quella appunto del Salone del Libro di Torino. L'abbiamo intervistata.

 

Quando hai scoperto la passione per la scrittura?

“Ho iniziato a scrivere durante la pre-adolescenza, nel 1975, a tredici anni, quando ho cominciato ad avvertire l’esigenza di tenere una specie di “diario personale”, che, via via, ho arricchito con racconti, pensieri, riflessioni e preghiere. Leggendo ora quei diari provo una profonda tenerezza per quella ragazzina che, a poco a poco, ha cercato un proprio mezzo per esprimere la propria interiorità.”

 

Questa è la tua prima pubblicazione?

“Nel 2010 e nel 2011, partecipai a due edizioni del concorso “Salviamo la montagna”, organizzato qui, in Valle e, anche in quell’occasione, due miei racconti, segnalati dalla Giuria, furono pubblicati in “Antologia delle montagna”  – Ed. Il Rosso e il Blu, 2010 e in “Storie e volti della montagna ”  – Ed. Il Rosso e il Blu, 2011. A tutt’oggi, non sono disponibili mie pubblicazioni personali, ma sono in contatto con una casa editrice che sta sviluppando, per i miei scritti, un progetto editoriale, ancora in via di definizione.”

 

Di cosa tratta il racconto?

“Il mio racconto “Viaggio di ritorno” è autobiografico.  In esso, narro della mia prima estate in Valle Vigezzo (1965),dell’evoluzione della mia relazione con l’ambiente di montagna - inteso come insieme di elementi paesaggistici, linguistici, culturali… -  Questo rapporto inizialmente è stato un po’ difficile, considerando che io sono nata a Novara. Poco per volta, però, la corrispondenza con la montagna è diventata così essenziale che non avrei più potuto vivere lontano dalla Valle… sia per motivi “sentimentali” che per motivi “genetici”, in quanto, pur essendo originaria della pianura, nei miei cromosomi è allegramente ospitata una consistente quota di geni Walser (naturalmente, da bambina non ero a conoscenza di questo fatto). Ecco dunque  parzialmente svelato il senso del titolo che ho scelto - ancora prima di scriverlo - per il mio racconto.”

 

Cosa rappresenta per te la scrittura?

“Per me, la scrittura è una modalità d’espressione intensa, personalissima, intima, coinvolgente. Non considero lo scrivere soltanto una sorta d’esercizio formale o superficiale… Scrivo perché ne sento la necessità e perché, quando riesco ad elaborare compiutamente una sensazione, un pensiero, un ricordo, il cuore si rasserena e si placa, anche se, magari, la giornata non è stata del tutto ottimale. Non è elegante, ma chiedo il permesso di autocitarmi: ”Ciò che scrivo m’informa puntualmente sulla forza e sul profumo del mio cuore. E, quasi sempre, se la prima è altalenante, il secondo mi basta come conforto. Nonostante…”

Non avrei mai potuto scrivere se, prima, non fossi stata una lettrice appassionata e insaziabile. La lettura è una delle passioni che precede, sia in termini temporali che come requisito strumentale, la possibilità di esprimermi attraverso la scrittura.”

 

La Valle Vigezzo è per te un'importante fonte di ispirazione?

“Oh, sì….Certamente! Vivere in Vigezzo è un privilegio, un dono, una magnificenza quotidiana.

L’avvicendarsi delle stagioni, l’ambiente naturale, le tradizioni… sono occasioni preziose che la mente può cogliere per immergersi nella bellezza, oppure per elaborare riflessioni anche a sfondo scientifico, ecologico, sociale, economico… Vigezzo è il mio luogo del cuore, il rifugio, la mèta, la Valle in cui – tanto per tornare alla scrittura - ogni giorno realizzo il mio umilissimo motto: “Il mio piccolo scrivere è un costante inchino alla Bellezza, per sopravvivere.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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