La comunità di Calasca ricorda Padre Francesco Tojetti

CALASCA CASTIGLIONE -

La comunità parrocchiale di Calasca si riunirà venerdì 18 ottobre alle ore 20.30 a Calasca Dentro, davanti alla casa natale del Venerabile Francesco Tojetti, frate francescano originario di Calasca, per un momento di preghiera.
Partirà poi una fiaccolata fino all’oratorio di Calasca Dentro dove l’arciprete celebrerà la S. Messa a cui seguirà la presentazione della figura di fra Francesco Tojetti.

Don Fabrizio Cammelli precisa: «La cerimonia di commemorazione di padre Tojetti, nell’anniversario della nascita, viene celebrata implorando la glorificazione del venerabile originario del nostro paese».

Don Andrea Primatesta presenta così il venerabile frate Francesco Tojetti: “Nato a Calasca Dentro il 16 ottobre 1680 da Giovanni Tojetti e Maria Del Barba. Fu battezzato nello stesso giorno con il medesimo nome del padre, Giovanni.
Da pastorello e contadino a Calasca passò a Pavia come garzone presso negozianti di vino; da stagnaio in Germania a cameriere a Roma, al servizio dei frati domenicani nella stessa città. Verso i 35 anni, superate le ultime resistenze della famiglia, entrò in un convento di frati alcantarini a Foggia.
Nel 1717 si fece frate terziario francescano, cambiando il nome in Francesco.
Fu trasferito poi nel convento alcantarino di S. Lucia al Monte in Napoli dove rimase per tutto il resto della vita, per 45 anni consecutivi.
Ebbe anche preclari carismi taumaturgici: il dono della profezia (predisse anche la sua stessa morte).
La bilocazione (più volte fu presente contemporaneamente in posti diversi, con una sorta di sdoppiamento fisico).
La lievitazione (nelle sue profonde meditazioni notturne fu visto dai confratelli sollevarsi fino alla volta della chiesa e circonfuso di luce).
L’invisibilità della sua persona (riuscì a sparire agli occhi increduli di più sentinelle che controllavano a vista la sua presenza).
Guarì tante malattie e fece persino risuscitare un vescovo.

A Napoli la stima di questo fraticello terziario era talmente grande che tutti lo ritenevano un "santo".
Dopo una dolorosa malattia - serenamente accettata - che lo inchiodò a letto per tre anni, senza mai alcun lamento, morì in concetto di santità il 25 ottobre 1764, all'età di 84 anni.
Il 26 settembre 1827 il papa Leone XII lo dichiarò venerabile”.

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