Cancellate dalle norme le pietre a vista del palazzo di via Silva

DOMODOSSOLA -

‘’Tutti hanno detto che erano belle e ora che ho dovuto intonacarle si dicono scandalizzati’’. Così parla Leone Petrulli, ingegnere, consulente della società (Luisin srl) che ha ristrutturato  il palazzo alle spalle di piazza Mercato. E’ stato costretto a ‘’cancellare’’ dalle facciate le pietre del Seicento che aveva voluto valorizzare lasciandole a vista.  Una storia di ordinaria burocrazia in una città, Domodossola che cerca di diventare bella per accattivarsi i turisti.   Poco importa se questo sia il solo  palazzo dove si è stati costretti a ‘’ nascondere’’  le pietre originali. La norma, prevede così! Un ‘’caso’’ in un Paese come l’Italia dove in certe regioni impera l’abusivismo e spuntano brutture a raffica.

Spiega l’ingegner Petrulli: ‘’Durante i lavori erano saltate fuori ed avevo presentato una variante  per mantenere visibili i  sassi. L’ho fatto perché mi piaceva e credo che la gente apprezzasse, d quanto ho sentito. Allora era vigente il piano regolatore del centro storico che consentiva l’utilizzo di elementi in sasso. Nel mentre, era in itinere la variante al piano regolatore ma ancora non era applicabile.  Invece è stata applicata come norma di salvaguardia.  A luglio è entrata un vigore la nuova norma sul centro storico che dice cosa devi fare, edificio per edificio’’.

Da qui la bocciatura da parte della commissione paesaggio del Comune di Domodossola e poi della soprintendenza archeologica bella arti e paesaggio.

Renato Balducci
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