La Delta presenta il C.Q.B. Advanced program

DOMODOSSOLA -

In un week end di primavera inoltrata, la DELTA FIREARMS ACADEMY, (forse la più longeva, blasonata e professionale Accademia di Tiro Difensivo e Tattico presente da lustri e conosciuta sul territorio Nazionale) ha proposto uno dei Corsi “punta di diamante” professionali del vasto listino Corsi della DFA.

La DFA, Delta Firearms Academy è una Accademia di formazione al Tiro Tattico e Difensivo, nata oltre 15 anni fa, in grado, seguendo i suoi programmi in continuo aggiornamento (in perfetta sintonia con i programmi statunitensi delle Accademie più professionali, Blackwater, fra tutte, ove gli Istruttori DFA hanno, per cosi dire, “fatto” le ossa oltre 20 anni fa),di preparare all’utilizzo in assoluta sicurezza il comune cittadino (purchè in possesso di p.a.),appartenenti alle Istituzioni e Forze dell’Ordine, ed Operatori militari delle Forze Armate, di ogni tipologia di arma da fuoco, dalla pistola, arma corta, alla carabina tattica (piattaforma car 15-m4 e similari),o arma lunga.

Nei suoi numerosi Corsi, dal Defensive Pistol (Basic,Intermediate, Advanced,Extreme),nonché nei Corsi di Carabina tattica di vari livelli, protezione e scorta (Executive Protection),nonché negli avanzatissimi e professionali Corsi C.Q.B. (Close Quarter Battle) riservati agli Allievi Veterani e agli Operatori Professionali, gli Istruttori DFA, Franco Antonioli-Direttore dei Corsi, Matteo Anchieri-Direttore delle Operazioni, Alessandro Falcone-Drills Director trasmettono con passione e professionalità agli Allievi tutta la loro comprovata esperienza di anni di “mestiere” per preparare al meglio le numerose classi di iscritti all’utilizzo dell’arma da fuoco con sicurezza e responsabilità.

Il Corso in oggetto è uno dei Corsi più avanzati della DFA, diciamo subito che per poter frequentare tale Corso, gli Allievi DFA, in gran parte Operatori professionali, devono aver superato tutti i livelli precedenti dei Corsi, ed in questo caso si parla di oltre 12 eventi, dal basico all’avanzato con carabina tattica e pistola, nonché ai vari corsi basici intermedi ed avanzati C.Q.B., ciò la dice lunga sull’elevatissimo livello di preparazione della classe degli Allievi presenti a questo evento particolare.

Il Corso era articolato in tre giorni di lavoro molto intensivo, volto a preparare al meglio la classe nelle procedure c.q.b. più avanzate, utilizzo ed ingaggio in Team in shooting house combinato carabina tattica e pistola, utilizzo di flash bang, comunicazione via radio e tactical signs, ed una giornata intera prevista di entry-fast in c.q.b. in un grande auditorium in esercizio in centro città per testare la capacità operativa del Team formato dagli Allievi Veterani DFA.

Appuntamento alle ore 06.00 presso la struttura DFA in una fresca mattina di tarda primavera, gli allievi erano puntuali, e dopo le iscrizioni di rito, gli Istruttori DFA accoglievano la classe tenendo l’indispensabile briefing per illustrare il nutrito ed impegnativo programma del Corso promettendo sudore e sangue e richiedendo alla classe la massima concentrazione, comunicazione e collaborazione per una perfetta riuscita del Corso e per raggiungere gli ambiziosi obbiettivi prefissati.

Da subito, la verifica degli equipaggiamenti (molto completi e professionali),ogni allievo era dotato di arma corta, arma lunga dotata di mire metalliche e di sistema di mira elettronica a punto rosso delle migliori marche (ricordiamo Aimpoint, Acog,Vortex,Reflex,Bushnell),numerosi caricatori di riserva sia di pistola che di carabina tattica, posizionati negli appositi porta caricatori nei cinturoni tattici e nelle vest (pensate che nel class-profile DFA l’allievo doveva avere addosso 50 munizioni di pistola e almeno 180 di carabina tattica di riserva!),torcia tattica primaria installata sulla carabina con comando remoto, torcia tattica secondaria, posizionata nel suo alloggiamento dedicato, sistema radio PTT completo (dalla portata di oltre 5 km) dotato di microfono integrato nelle ottime cuffie elettroniche Sordin MSA e Peltor, e dopo aver ricevuto dallo staff DFA le nuovissime flash bang appena arrivate (da utilizzare nei tre giorni di corso),funzionanti a CO2, in grado, seppur in sicurezza, di detonare in 3 secondi dal lancio, emettendo un bang sonoro di oltre 180 db con un elevatissima pressione, e proprio per questa caratteristica di “accensione” utilizzabili per addestramento anche in ambito urbano in strutture abitative completamente arredate senza rischio di generare pericolosi principi di incendio a causa di frammenti incandescenti.

Dopo la dovuta verifica la classe veniva immediatamente posizionata in linea per un impegnativo esercizio di “riscaldamento” che immediatamente metteva a dura prova la concentrazione degli allievi i quali, posizionati in “formazione” in fila, dovevano ingaggiare con la carabina dei bersagli colorati di ridotte dimensioni posti a varie distanze, proprio al fine di verificare la precisione di ingaggio unita al corretto timing dello stesso, su comando dello staff DFA.

Una volta ingaggiato in modo corretto e con rapidità il colore o i colori richiesti, comunicando ai colleghi pronti all’ingaggio, il “team leader” doveva procedere alla immediata transizione da carabina a pistola, ingaggiando il bersaglio auto-reset metallico in acciaio balistico AR500 (tutti i bersagli metallici DFA sono di un superbo AR500, acciaio che tiene la bellezza di un .308 a 97 yard di distanza senza danneggiarsi) , abbattuto il quale, l’operatore doveva spostarsi shiftando a destra o a sinistra comunicando il “libero”, procedendo cosi alla transizione pistola/carabina ed evacuare in posizione di sicurezza high-port lasciando cosi il posto al secondo operatore che a sua volta, divenuto Team Leader, procedeva all’ingaggio dei colori via via comunicati dagli istruttori DFA.

Al termine di questo importante riscaldamento, la classe veniva trasferita nella linea tre della splendida struttura DFA, ove il team Istruttori aveva già approntato il secondo esercizio.

Questa volta l’esercizio richiedeva oltre alla precisione ed al timing corretto, una maggiore concentrazione.

Infatti gli operatori erano chiamati a formare due squadre da 4 unità, che, muovendosi a comando e avanzando in profondità nello scenario guidate dal Team Leader, ad un segnale di minaccia dovevano shiftare a destra e a sinistra contemporaneamente per ingaggiare dei bersagli posti a 90 gradi, posizionandosi in modo perfetto simulando un entrata c.q.b. in una stanza.

Ogni allievo doveva ingaggiare ogni bersaglio con due colpi, al termine dell’ingaggio ogni operatore doveva comunicare il “libero” alla squadra e, su comando “in formazione” dato dal Team Leader, la squadra si muoveva simulando l’uscita dalla ipotetica stanza per riunirsi alla seconda squadra e cosi proseguire in profondità fino a ripetere per ben 4 volte l’esercizio.

Al termine dell’impegnativo esercizio le due squadre evacuavano in sicurezza la zona.

Ma ciò che questa volta diversificava notevolmente l’esercizio era la procedura che gli istruttori seguivano, infatti chiamata la classe ai bersagli il Team DFA contava i colpi andati a segno nelle zone indicate per poi comunicare con una precisa statistica la percentuale dei colpi andati a segno ma non solo, veniva anche comunicata la percentuale considerando i colpi sparati, andati a segno nel bersaglio (zone indicate come totalmente invalidanti) e non a segno di dette zone ma dentro al bersaglio.

Ciò in linea con i Team più professionali ed avanzati che cosi facendo in C.Q.B. garantiscono sempre una maggiore percentuale di ingaggi corretti a tutto vantaggio della sicurezza per eventuali ostaggi o soggetti non ostili eventualmente presenti nel luogo dello scontro.

Bene, possiamo dire che la percentuale di ingaggio a segno superava il 95%, con comunque il 100% dei colpi in sagoma! Ciò la dice lunga sulla qualità della preparazione DFA.

Il tempo scorreva veloce e dopo aver sparato oltre 400 colpi solo nella prima mattina, gli istruttori DFA davano lo stop per una veloce pausa ristoratrice.

Nel primissimo pomeriggio dopo un oretta di meritato ristoro, la classe veniva impegnata in nuove tipologie di esercizi, sempre più impegnativi : avanzamento in Team con comunicazione ed ingaggio, cambi di caricatore in copertura, ingaggio da varie posizioni.

Particolarmente interessante l’ingaggio del Team in uno stretto corridoio dove più squadre si trovavano di fronte numerosi bersagli ed il Team Leader, per aumentare la potenza di fuoco della squadra era costretto ad ingaggiare andando in ginocchio lasciando cosi spazio libero all’operatore alle sue spalle che ingaggiava in sicurezza ma da sopra il proprio compagno.

Notevole la velocità di identificazione dei bersagli proposti dagli istruttori DFA, le sagome erano volutamente molto ridotte (20 cm x 30) per costringere gli allievi ad una sempre maggiore precisione e ad un corretto timing nella identificazione del bersaglio e nel suo ingaggio.

Verso sera, al calare della luce, la classe intera veniva spostata nella grande struttura permanente di oltre 400 mq dotata di stanze, corridoi, porte, finestre, aperture, intersezioni a T e strettoie che, durante le operazioni di “bonifica” costringeva la squadra impegnata a procedere alla transizione carabina/pistola in brevissimo tempo.

Dopo un esaustivo quanto indispensabile briefing, Franco Antonioli (con parecchie centinaia di shooting house sulle spalle ed un esperienza ultra decennale di Istruttore professionale ) seguiva passo a passo coadiuvato da Anchieri e Falcone, le squadre impegnate le quali, al calare delle prime ombre, si vedevano costrette ad utilizzare le torce tattiche dell’equipaggiamento per poter identificare con sicurezza i bersagli ostili e scansionare lo scenario operativo.

Dopo una decina di giri nella struttura ove erano stati posti oltre 35 bersagli “ostili” e circa 15 ostaggi, in tarda serata la DFA comunicava il “rompete le righe” per permettere agli allievi di godersi il meritato riposo notturno.

Impressionante notare che solo dopo il primo giorno erano stati sparati oltre un migliaio di colpi ad allievo, ma soprattutto la precisione nella shooting era salita da un 85% rasentando il 98%!

Alla mattina alle 07.00 del secondo giorno la DFA accoglieva la classe dopo una meritata notte di riposo, nell’accogliente club house, dove veniva offerto un buon caffè caldo e forte.

Gli allievi dopo un approfondito controllo dell’equipaggiamento e un dovuto ripristino delle munizioni e verifiche delle torce e del corretto funzionamento delle radio e delle ottiche, venivano, dopo un dovuto riscaldamento a fuoco, portati di nuovo nella struttura c.q.b.

E qui la sorpresa, lo staff DFA era arrivato oltre 2 ore prima sul Campo, quando il sole non era ancora sorto, lavorando alla luce artificiale, per modificare la struttura, cambiare la disposizione delle stanze, dei corridoi, delle aperture, delle uscite e delle entrate, erano stati sostituiti i bersagli ostili, aumentandone il numero a 55!

Giusto per darvi un idea, nelle peggiori situazioni reali (secondo le statistiche),il numero di ostili presenti in una struttura da bonificare può variare da un numero minimo di uno ad uno massimo di 10-12, per cui non ci vuole molto ad immaginare a quale mole di lavoro doveva fare fronte la classe di veterani DFA che, tra l’altro aveva adottato come patch distintiva di squadra la testa skeletrizzata del T-Rex, il terribile Tirannosauro, il più feroce e letale predatore di tutti i tempi, vissuto nel Cretaceo superiore..un po' di colore non guasta..

Ma torniamo alle cose serie, per rendere ancora più reale lo scenario erano stati utilizzati solo bersagli fotografici Combat Paper, esclusiva della DFA, di cui abbiamo già parlato nei precedenti articoli, utilissimi in quanto realistici al massimo per una corretta identificazione del bersaglio che impugnando un arma era ovviamente da considerarsi ostile, ma che magari, nella stanza precedente impugnava una macchina fotografica, forzando cosi l’operatore del Team ad essere certo prima di procedere all’ingaggio e non agire solo in base di una memoria fotografica.

Da questi particolare capiamo quanta passione e professionalità mettano nei Corsi gli Istruttori DFA, non si risparmiano per offrire il massimo agli allievi e per prepararli al massimo, uno dei motti famosi spesso riportati sul campo è “train hard or do not train at all”..”addestrati duramente o non addestrarti affatto”.

Potete immaginare lo sorpresa dopo la formazione delle squadre che, dopo un veloce briefing, si trovavano davanti ad uno scenario totalmente cambiato, e ben potete immaginare la soddisfazione del team DFA nel notare come le squadre si adattavano con professionalità nelle formazioni nella struttura, nei comandi, nella comunicazione, nelle coperture dei compagni e disposizione dei ruoli che venivano lasciati di libera scelta dagli Istruttori, sempre pronti però ad intervenire e ad interagire per illustrare lo scenario e come risolvere le situazioni più spinose.

Nell’intera giornata sono stati effettuati oltre 25 giri nella struttura, ad un certo punto, nel pomeriggio, lo stesso Franco Antonioli, pesantemente equipaggiato, prendeva la formazione sotto la sua direzione, diventando di fatto il Point man prima e il Team Leader dopo, e portava la sua squadra all’interno ingaggiando i bersagli insieme agli allievi.

Poco dopo anche Anchieri e Falcone entravano in formazione nelle suscitando cosi l’entusiasmo degli allievi.

Con la diretta partecipazione del Team Istruttori DFA, la classe dei veterani veniva addirittura impegnata alla bonifica simultanea a fuoco della struttura, in sostanza due squadre da 5 unità entravano contemporaneamente ingaggiando i bersagli in stanze diverse parallele, utilizzando le flash in dotazione e comunicando via radio le rispettive posizioni, ovviamente guidati dai precisi comandi degli Istruttori DFA nella massima sicurezza che garantivano un fluido e veloce unico movimento nella shooting.

Al termine del secondo giorno abbiamo assistito a numerosi giri con spettacolari percentuali di precisione al 100%! per fare un semplice esempio, in un giro le due squadre, dopo aver terminato la bonifica ed aver sparato complessivamente 122 munizioni, contavano di fronte allo staff 122 su 122, vale a dire il 100% in zona invalidante, 0 colpi fuori zona e 0 fuori sagoma!

Effettivamente sono risultati incredibili che in una reale situazione di emergenza farebbero la differenza garantendo la assoluta efficacia dell’intervento in totale sicurezza.

Tale precisione sarebbe stata auspicabile per alcuni reparti stranieri che abbiamo visto in tv impegnati in terribili situazioni con elevate ed inaccettabili perdite di civili a causa della preparazione non adeguata..

Si arrivava cosi al termine della seconda impegnativa giornata nella quale erano state esplose oltre 1000 munizioni ad allievo, la classe era stanchissima ma estremamente soddisfatta e, nel briefing finale Franco Antonioli si complimentava con gli operatori per i grandi risultati raggiunti, in un secondo tempo con noi si dichiarava estremamente soddisfatto del comportamento dei suoi ragazzi che apprendevano con velocità e sicurezza tutto ciò che veniva loro illustrato, portando a termine gli impegnativi esercizi con precisione, sicurezza e velocità.

Per l’ultimo giorno l’appuntamento era addirittura per le ore 06.00 del mattino, nella multisala cinematografica storica Domese, operativa dal 1929, situata in centro a Domodossola, il Cinema Corso Multisala, oltre 10.000 metri cubi di volume su tre piani, oltre 2500 mq con grande sala da 700 posti , sala più piccola da 100, ben quattro scale, seminterrato con due ingressi di 500 mq, platea di 600 mq, prima e seconda galleria, dotata di 9 bagni, atrio, due cabine di proiezione, e 12 uscite di sicurezza più vari corridoi!

Il compito?...due squadre da 5 unità avrebbero gradualmente dovuto bonificare l’intera struttura, comunicando via radio e tactical signs, utilizzando le flash bang a co2 che all’interno dell’auditorium producevano un boato notevole anche per orecchie “allenate”.

Se il lettore volesse farsi un idea di quale struttura stiamo parlando può vederla nel sito www.cinemacorso.com, e si renderà conto della mole di lavoro che aspettava la classe DFA.

In realtà nel briefing iniziale Antonioli spiegava che per avere elevate possibilità di successo, in un auditorium del genere, date le sue enormi dimensioni, nel tragico e mai auspicabile caso di intervento anti terrorismo con spettatori in ostaggio, gli operatori impegnati avrebbero almeno dovuto essere 18-20, per poter intervenire simultaneamente e garantire l’efficacia dell’azione per l’incolumità degli ostaggi e la pronta “inabilitazione” dei soggetti criminali al suo interno.

Ma nonostante il numero della classe fosse inferiore ai 18 operatori richiesti, lo staff DFA chiedeva agli allievi di comportarsi in emergenza in modo professionale procedendo, per gradi, alla bonifica dello stabile.

Per ottenere il miglior risultato nel FTX (Final Training Exercise) previsto come esame finale al termine delle sessioni, il team DFA faceva bonificare piano per piano dalle due squadre veterani, intervenendo a correggere ogni minimo errore di dispiegamento degli uomini in entrata, illustrando il modo corretto di lanciare le flash bang, e come ottimizzare la resa e l’efficacia di ingaggio in una struttura cosi vasta.

Ovviamente il team lavorava in bianco,vale a dire con armi RIGOROSAMENTE SCARICHE, gli esercizi a fuoco erano riservati alla struttura presente sul campo della DFA di Varzo e non certo in un centro cittadino, ma gli equipaggiamenti erano completi, le armi venivano utilizzate in bianco e nulla era lasciato al caso.

Adrenalina a mille, bonifica effettuata, i team leader chiamavano la formazione dopo il segnale convenuto di libero, per portare le loro squadre alle scale per poi affrontare i piani superiori.

Molto interessante anche osservare in quale modo le squadre impegnavano le scale, coprendo il compagno in ogni angolo di salita, per evitare pericolose situazioni nelle quali un ostile avrebbe dall’alto potuto ingaggiare gli operatori sottostanti con tragici risultati.

Le operazioni si sono protratte fino alle 14 di pomeriggio, per ben 8 ore, al termine del FTX finale, le due squadre bonificavano l’intera struttura nel tempo record di 6 minuti e 15 secondi!..(considerando la sola bonifica della platea fissata a 73 secondi..)dalle foto vi renderete conto quanto lavoro è stato fatto e che difficoltà ha dovuto superare il team per raggiungere l’obbiettivo prefissato dagli Istruttori DFA.

Terminata la lunga e stressante sessione di addestramento nella struttura cinematografica, dopo una piccola pausa di ristoro, lo staff DFA riportava gli allievi al campo, per un pomeriggio di ingaggio, questa volta a fuoco, (l’adrenalina accumulata doveva essere smaltita affermava Antonioli sorridendo ) da effettuarsi di nuovo nella shooting house che nel frattempo era stata ulteriormente modificata sostituendo le sagome combat paper e modificando la disposizione dei soggetti ostili e ostaggi.

Anche qui, grandissima la professionalità DFA che spremeva le ultime preziose stille di energia e concentrazione agli allievi stremati,portando la classe ad ottenere l’ultimo obbiettivo prefissato, il 100% costante di precisione nella shooting house a fuoco.

In tarda serata, dopo oltre 2500 munizioni esplose nei tre giorni di corso, il briefing finale ove Franco Antonioli, Matteo anchieri e Alessandro Falcone si complimentavano con la T-Rex Squad dei veterani DFA, dichiarando raggiunti tutti gli obbiettivi prefissati e consegnando i preziosi attestati che confermavano la promozione a pieni voti agli allievi soddisfatti.

Dobbiamo dire che abbiamo notato la grande stanchezza degli Istruttori DFA che ancora una volta hanno dimostrato la grande professionalità e passione, spremendo ogni energia e non risparmiandosi per preparare seguire e addirittura partecipare in prima persona alle operazioni per ottenere il massimo dagli allievi.

Appuntamento ai prossimi Corsi DFA che ricordiamo partono dal livello basico con pistola e pistola combinato con carabina tattica, dedicati a tutti i tiratori anche principianti che vogliano utilizzare in assoluta sicurezza la loro arma.

Purtroppo nel territorio Nazionale sono presenti scuole che di certo non fanno della professionalità la loro bandiera, lo stesso Antonioli, dispiaciuto ci comunicava che alcuni istruttori che si vedono on line e che si dichiarano tali, si erano recati alla DFA e dopo 1 solo Corso basico, aprivano improbabili scuole di tiro senza ne l’esperienza, ne la conoscenza della materia, ne la professionalità e la sicurezza che in materia di armi è FONDAMENTALE.

Confermiamo invece con piacere la assoluta qualità dei corsi DFA, la passione e professionalità degli Istruttori che fanno da lustri della DFA una delle scuole più blasonate e professionali del nostro Paese.

REDAZIONALE I.P.
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