Braito (Premia). 'Sui Parchi, siamo stufi delle imposizioni della Regione''

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''Il ricorso dei comuni di Premia e Formazza è “senza senso” ? Forse sì, ma proviamo a richiedere il rispetto della Costituzione, articolo 118. Forse in Regione non hanno capito che siamo stufi delle loro imposizioni''. Chi parla di Fausto Braito, sindaco di Premia, che torna sulla polemica della gestione delle aree esterne al parco Veglia Devero Antrona per replicare al vicepresidente regionale Aldo Reschigna.

Reschigna dice che il lavoro è avvenuto con uno strettissimo rapporto di confronto..

''A noi risulta che è stato fatto tutto come hanno voluto i dirigenti regionali' - dice Braito - E’ sufficiente leggere la DGR n° 21 – 4766 del 13/03/2017, qui la volontà politica in premessa recita “al fine di garantire il raccordo con le Amministrazioni Comunali competenti sul territorio dei siti, l’istituzione di un organo consultivo quale sede di confronto su aspetti generali inerenti la sua gestione”. Poi però si approva e si allega alla delibera una convenzione nella quale si stabilisce che, “al fine di garantire il raccordo con le rappresentanze delle Amministrazioni Comunali competenti sul territorio del sito, l’Ente di gestione all'occorrenza può istituire un organo consultivo”. Forse sono impostazioni differenti. Lo sappiamo benissimo cosa dice la legge n° 19 del 2009 più volte aggiornata, in modo particolare per quanto riguarda l’art. 41. Molto prima dell’approvazione della legge 19/2009, l’Ente di gestione delle aree protette, commentando un progetto con budget di 416.800 euro, diceva: “Si tratta di una serie di interventi che si spingono oltre il confine amministrattivo dell'area parco'', riferendosi ai territori che ci sono stati sottratti ufficialmente a livello amministrativo il 13 marzo 2017''.

Braito, continui a dire che la Regione vi ha tagliati fuori?

''Per Torino sentire gli Enti Locali è pura formalità. Basta guardare al passato per preoccuparsi per il futuro; alla Regione non sono bastati gli errori nelle perimetrazioni delle Zone di Protezione Speciale: un vero disastro per le economie locali. Pare che lo sviluppo turistico sia ammesso da Torino verso sud: a nord di Torino si procede con le imbalsamazioni del territorio. Voglio inoltre correggere ciò che compare sul “Programma di Sviluppo Rurale della Regione Piemonte 2014 – 2020”, redatto dall’Ente di Gestione Aree Protette dell’Ossola,, dove si parla “dei punti di debolezza del Sito che possono essere individuati nell'opposizione di alcune amministrazioni locali alla presenza del Sito ed alla sua gestione”. Tutto falso: noi per la Regione siamo “diversi”, tutte le amministrazioni che hanno ceduto competenze amministrative all’Ente di Gestione Aree Protette hanno un ruolo attivo nella comunità delle aree protette, noi all’occorrenza verremo sentiti'.

Insomma la politica regionale sui Parchi non ti va proprio giù...

''L'ex presidente della Regione Piemonte Bresso, in un incontro in Provincia presente l'onorevole Borghi ,disse che la Regione Piemonte si distingue dalle altre regioni per una sua prerogativa nell’ appesantire con ulteriori vincoli qualsiasi normativa europea”. Basterebbe prendere in esame ciò che ha fatto la regione Lombardia in materia di gestione delle zone di protezione speciale: lì non si registrano conflitti con le amministrazioni locali''.

Renato Balducci
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