A Pieve Vergonte la minoranza accusa: “L’amministrazione Medali non ci permette di collaborare”

Uniti per il Futuro lamenta anche di ricevere risposte non esautive alle interrogazioni in Consiglio

PIEVE VERGONTE -

Durante l’ultimo Consiglio Comunale, attraverso l’intervento del capogruppo Giovanna Perrini, il gruppo consiliare di minoranza Pieve Vergonte Uniti per il Futuro, ha voluto esprimere la propria preoccupazione per la staticità e la mancanza di comunicazione su diversi temi di fondamentale interesse per la comunità pievese.

Prendendo spunto dai sistematici ritardi e dai contenuti non esaustivi nelle risposte alle interrogazioni, atti che il gruppo di minoranza è costretto a depositare per ottenere informazioni sullo stato in essere delle questioni amministrative, la capogruppo Perrini ha ricordato vari temi sui quali l’amministrazione Medali ha finto di coinvolgere la minoranza con iniziative di pura “facciata”.

A partire dal mese di ottobre 2019 infatti la minoranza pievese, oltre a svolgere il proprio compito di controllo, ha reputato opportuno accettare l’invito del Sindaco, quanto rivolto, di rendersi disponibile a collaborare nella gestione di alcune vicende particolarmente importanti per la popolazione Pievese e ciò nel solo esclusivo interesse della stessa. Dopo12 mesi la minoranza ha purtroppo verificato che questo nuovo atteggiamento non aveva portato ad alcun cambiamento nella gestione della cosa pubblica nel Comune.

Sulla questione scuola materna, ad esempio, il sindaco Medali organizzava ad ottobre 2019 un unico incontro che ha portato a reperire stringate informazioni sullo stato della vicenda e sugli intendimenti delle parti interessate.

Ad agosto 2020, in una riunione on line, il sindaco chiedeva con urgenza il nominativo di un componente individuato dalla minoranza che si rendesse disponibile a entrare a far parte di un futuro consiglio della Fondazione dott. Cicoletti per la gestione della scuola materna.

Nonostante la minoranza comunicava immediatamente la disponibilità di un nominativo, sulla vicenda “calava il sipario” e nulla veniva più comunicato.

Marginale, poi, il coinvolgimento sulla gestione emergenza Covid, dove fu data sin da subito disponibilità alla collaborazione.

Sui drammatici fatti dell’alluvione del 2 e 3 ottobre scorso non c’è stato nessun coinvolgimento della minoranza in merito alle questioni urgenti circa il ripristino ambientale e nessuna condivisione ne pianificazione sui progetti per il riassetto idrogeologico del territorio. Preoccupa inoltre il fatto che ad oggi, risposte ufficiali alla mano, non vi sia cortezza di come verranno distribuiti gli aiuti raccolti in favore degli alluvionati.

Anche sulla questione bonifica ed ambiente la minoranza ha evidenziato in Consiglio come ad oggi non sia mai stata creata una commissione ad hoc, commissione dove, tra le altre cose, si sarebbe potuto analizzare l’annoso tema dell’emergenza idrica.

Infine la condivisione sulla questione ponte sull’Anza è stato unicamente illustrativo di un intervento già deciso in toto.

La minoranza ha lamentato che il suo mancato coinvolgimento, nella gestione di temi così importanti per tutta la comunità pievese, è il riflesso del modus operandi dell’amministrazione nei confronti dell’intera comunità: se il mancato coinvolgimento della minoranza potrebbe trovare una giustificazione politica, la stessa non può valere per il mancato coinvolgimento della popolazione.

Il tutto è allarmante visto l’immobilismo che sembra regnare nel paese sui temi di maggiore interesse per i cittadini.

Per questi motivi, facendo seguito al pensiero già espresso durante il precedente consiglio comunale, in cui si riferiva che se l’amministrazione intendeva avvalersi della collaborazione della minoranza per la gestione di determinate questioni sulle quali sarebbe stato opportuno essere supportati dalle energie di tutti, non lo doveva fare solo per facciata, il gruppo di minoranza continuerà come fatto fino ad ora a svolgere la funzione di vigilanza e di controllo sull’operato dell’amministrazione nell’interesse dell’intera comunità, secondo le funzioni che le sono proprie, lasciando Medali e la sua maggioranza cogliere in solitaria apprezzamenti e critiche per il proprio operato.

PERRINI GIOVANNA

BOSSI MARCO

SALA DAVIDE

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