I 5Stelle bocciano il centro per migranti di Arizzano

DOMODOSSOLA -

''Abbiamo visitato quattro strutture tra Vco e Novarese per capire lo stato dell'arte. Quella dove abbiamo riscontrato più problemi è stata Arizzano, dove abbiamo potuto constatare la totale assenza dell'ente gestore''. Così parla Giuseppe Brescia, parlamentare del Movimento 5Stelle e vicepresidente della commissione d'inchiesta sul sistema d'accoglienza dei migranti.

Sabato Brescia era nel Vco e nel Novarese con il collega Davide Crippa, parlamentare della commissione attività produttive, per una visita ai centri di accoglienza per migranti.

Visita che ha riguardato in tutto quattro strutture. ''In Provincia di Novara abbiamo visto degli Sprar funzionanti. Trovando migranti per i quali si cerca di fare integrazione, impegnati in lavori socialmente utili - spiega Brescia - ,. Ad Arizzano invece  la situazione è inaccettabile. L'ente che la gestisce è completamente assente: c'è gente abbandonata a se stessa, che sta lì a poltrire tutto il giorno, ci sono problemi legati alla capienza e locali inadatti'' .

Le visite sono state fatte con i Prefetti di Novara e Vco. ''I Prefetti hanno una funzione di controllo - sottolinea Brescia - . Abbiamo chiesto al Prefetto del Vco di intervenire perché la situazione nel Verbano non è più sostenibile. Quanto trovato ad Arizzano lo segnaleremo anche a livello ministeriale''.

Brescia e Crippa sono stati in serata all'hotel Corona di Domodossola per un incontro con i rappresentanti locali del Movimento ma anche per spiegare alla popolazione la linee guida del Movimento sulla politica sull'immigrazione.

''La gestione del fenomeno migratorio è complessa - dicono i due parlamentari - ed occorre agire subito per modificare il regolamento di Dublino che costringe Italia e Grecia a gestire una mole di migranti nettamente superiore al possibile; poi c'è un livello nazionale da gestire sul sistema di accoglienza, oggi composto all'80 per cento da centri di accoglienza straordinari che dovrebbero invece essere temporanei. Purtroppo sono diventati la normalità''.

Renato Balducci
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