Ossola, una terra flagellata dalle alluvioni

Ossola -

“Il vero castigo dell'Ossola sono le alluvioni con le loro conseguenze . Gli altri flagelli che l'hanno funestata nel volgere dei secoli non sono minimamente paragonabili con questa calamità” A scriverlo nel libro “L'Ossola nell'età moderna” (Dall'annessione al Piemonte al fascismo 1743-1922 ) fu lo storico Renzo Mortarotti il quale dedicò un intero capitolo alle alluvioni storiche del periodo preso in esame nel testo.  Lo studioso rileva che l'alluvione ha accompagnato e scandito la storia dell'Ossola si può dire dalla sua creazione. Prima di lui un altro storico Enrico Bianchetti osservò che la  frequenza delle piene e degli straripamenti dei torrenti condizionarono a tal punto la storia ossolana da essere una delle principali cause che determinarono il moltiplicarsi delle parrocchie in Ossola rendendo impossibili ai fedeli i lunghi tragitti. Tornando al testo di Mortarotti lo storico  parla  nel volume   dell'alluvione dell'ottobre del 1755, che fu disastrosa e rimase per lunghissimo tempo nella memoria degli uomini e venne presa come termine di paragone per esprimere un giudizio sull'entità delle piene che la seguirono.  “ A Domo – scrive  Mortarotti – le acque del Bogna urtarono con tale violenza le mura solidissime della città che le squarciarono in un punto e irruppero nell'abitato; fortuna volle che si aprissero un varco nella cinta muraria, salvando così il borgo dall'annientamento totale. Il Toce allora coprì tutta la piana ossolana da montagna a montagna”. Altra spaventosa alluvione citata quella dell'agosto del 1834 con la distruzione di Crodo causata dalle acque dell'Alfenza  che provocò 12 vittime. “Tutta l'Ossola fu colpita da Formazza a Mergozzo ponti distrutti tra cui quello della Masone – scrive Mortarotti- strade spezzate compresa quella reale del Sempione. Appena cinque anni dopo nell'ottobre del 1839 si ripeteva il disastro. Ornavasso subì la sorte di Crodo dell'alluvione precedente.  Le acque del rio San Carlo divisero in due il paese dividendolo in due devastandolo e sfigurandolo completamente. Bufere di vento si allearono con piogge violentissime e tutta l'Ossola ebbe a soffrirne. Nel settembre del 1888 nuovi disastri soprattutto a Ornavasso con ponti, case, stalle abbattuti. A Macugnaga le acque che avevano inzuppato il ghiacciaio sfondarono la barriera formata dalla collina morenica del Belvedere. “Le alluvioni dell'agosto del 1900 – scrive Mortarotti- colpirono particolarmente una zona di 40 chilometri compresa tra Premosello e la Valle Vigezzo funestando gravemente Cosasca, Beura, Cuzzego, Vogogna, Premosello Anzola. Enorme l'accumulo di detriti. A distanza di ben cinque mesi dal nubifragio nella vasta zona strade, ponti, opifici, case coloniche si trovavano quasi nella stessa condizione del momento del disastro mentre i sussidi arrivavano col contagocce”. Ma lasciamo il libro di Mortarotti per  parlare di storie di alluvioni avvenute in   Ossola in tempi più recenti.  Nel 1978 il 7 e l'8 agosto l'Ossola fu colpita da una terribile alluvione complessivamente persero la vita 12 persone. Vi furono vittime in Valle Vigezzo, a Cosasca e in Valle Anzasca.   Almeno una settantina di abitazioni vennero distrutte o gravemente lesionate, e alcune decine di persone conseguentemente persero o dovettero temporaneamente abbandonare la propria casa. Gravi anche le conseguenze sulla viabilità, che venne interrotta in più punti soprattutto a causa della distruzione di molti ponti. I danni vennero stimati in 92 miliardi di Lire (equivalenti a circa 313 milioni di Euro),di cui 59 (oltre 200 milioni di Euro) a opere pubbliche, in maggioranza viarie, e 33 (oltre 112 milioni di Euro) a privati. Un' altra grave alluvione avvenne nel 2000 con un morto a Trasquera sepolto da una frana e diversi sfollati a Bognanco e in Val Divedro. La storia che si ripete quindi insegna che al primo posto delle loro azioni gli amministratori locali devono mettere la manutenzione regolare degli argini, la pulizia dei fiumi e il consolidamento dei versanti per almeno attenuare la furia della natura scatenata in caso di alluvioni.

 

Mary Borri
Ricerca in corso...