Pizzi, Ferroni e Bartolucci sullo stop regionale delle slot

DOMO0DOSSOLA -

C'è un settore, nell'Italia della crescita da un punto percentuale, che non conosce crisi, che negli ultimi anni ha avuto performance di crescita formidabili, che ha costantemente investito in ricerca e sviluppo e ha diversificato offerta e modalità di fruizione, è il gioco d'azzardo, quello definito lecito, gestito dai Monopoli di Stato attraverso concessionari privati. Una montagna di denaro, 95 miliardi nel 2016, il valore di tre manovre finanziarie, 4 punti di p.i.l. nazionale, quasi il fatturato di Microsoft. Soldi che giocatori di ogni età, sesso e condizione sociale, trasformano in scontrini del lotto, cartoncini del gratta e vinci, nel bagliore luminoso delle macchinette o nei crediti virtuali dei casinò on line, o in altre mille possibilità e illusioni, sperando di accaparrarsi quell'80% di denaro che viene redistribuito nelle vincite. Un rituale per propiziarsi fortuna e benessere in cui qualcuno vince, quasi tutti perdono qualcosa e alcuni perdono tutto quando il gioco si trasforma in tragedia, in una spirale di disperazione e solitudine. Il tavolo gira sicuramente bene per i concessionari, meno per lo Stato che vede sempre più ridursi il saldo tra il gettito dei giochi e i costi sanitari che ne derivano. Anche qui i numeri sono vertiginosi, tra i 7 e i 9 miliardi spesi lo scorso anno per curare i giocatori patologici, insieme ad un costo sociale e umano non monetizzabile, con 800mila ludopati e 2 milioni di persone a rischio dipendenza. Metà del giro d'affari del gioco d'azzardo si concentra nelle video slot e nelle video lottery, che si sono diffuse ovunque negli ultimi dieci anni. La nostra provincia è prima in Piemonte per il gioco alle slot machine, con una spesa pro capite, per ogni cittadino adulto, di oltre 1000 euro annuali. Per contrastare il fenomeno della dipendenza da gioco d'azzardo il Governo ha raggiunto un accordo con concessionari e gestori delle macchinette per ridurre i punti gioco nei prossimi tre anni. Alcune Regioni hanno scelto una linea più intransigente, come il Piemonte, che con la legge entrata in vigore il 20 novembre, ha bloccato il 90% dei video poker. Così mentre il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta ha intimato alla Regione di attenersi al riordino del gioco d'azzardo definito dal governo ( ha dichiarato che gli amministratori potrebbero rispondere di procurato danno erariale) la Regione difende la propria scelta, dato che la tutela della salute pubblica rientra tra le proprie prerogative. Una legge regionale che sembra piacere ad amministratori e a buona parte dei cittadini e che scontenta, chiaramente, concessionari, gestori e molti esercenti, che contestano tempi, modi e criteri d'attuazione.

Visto che ai sindaci spettano le funzioni di vigilanza e controllo abbiamo rivolto ai primi cittadini di Domodossola, Crevoladossola e Villadossola qualche domanda, per sapere cosa pensano della nuova legge e come si sono mossi per assicurarsi che venga rispettata. Il nostro territorio è tra le provincie più dedite al gioco, nelle prossime settimane cercheremo di raccogliere ulteriori considerazioni e testimonianze su un fenomeno complesso, quello della ludopatia e del gioco d'azzardo, che il presidente SergioChiamparino ha definito delicato e importante.

La Regione si è dotata di una legge molto restrittiva nei confronti delle “macchinette”, sollevando reazioni contrarie dallo stesso governo. Cosa pensa della legge così come è stata concepita? Qual'è l a sua posizione nei confronti del gioco? E' d'accordo con il sottosegretario Baretta o con la Giunta piemontese?

 

Ritengo che la legge in questione abbia come principale limite il fatto di non essere completa perché il fenomeno del gioco d’azzardo non riguarda solo le slots e i videogiochi ma un campo molto più ampio, che comprende gioco on line, lotto, gratta e vinci e similari. L’impatto sociale di questa piaga è devastante e andrebbe affrontato nel suo complesso con serietà e determinazione, senza subire alcun tipo d’influenza a nessun livello.

 

Lei personalmente è favorevole e la reputa utile come strumento per contrastare la diffusione del gioco compulsivo?

Questo intervento legislativo può rappresentare solo  l’inizio di un percorso ma non è una legge risolutiva perché il giocatore patologico può comunque frequentare altri locali, magari posti in periferia e distanti dai luoghi sensibili, o indirizzarsi comunque con troppa facilità verso altri giochi.

Secondo la legge regionale ai comuni spetta il compito di vigilanza affinché la legge sia applicata, che strumenti avete utilizzato per definire le aree interessate?

La legge non prescrive ai Comuni l’obbligo di mappare le aree interessate: l’Amministrazione Comunale di Domodossola ha approvato per tempo un apposito regolamento che chiarisce esattamente come procedere nelle misurazioni e nei confronti dei luoghi sensibili.

Avete ricevuto lamentele da titolari di attività in cui erano presenti videopoker?

Sì da subito con l’emanazione della legge, poi a seguito dell’ordinanza comunale di restrizione degli orari prevista dalla legge regionale (l’ordinanza comunale recepiva le limitazioni di orario indicate da uno studio dell’Asl pubblicato sul sito della Regione) ed infine con l’approssimarsi della scadenza del 20 novembre. Un’amministrazione seria non può far altro che applicare correttamente la legge,  atteggiamento che però non è stato riscontrato con omogeneità sul resto del territorio.

In questi mesi di riduzione degli orari di gioco, sapete se ci sia stato un risultato anche in termini di riduzione del gioco? Secondo voi questa scelta normativa avrà degli effetti per prevenire e contrastare il gioco patologico? Oppure toglierà un’entrata su cui diversi esercenti fanno affidamento per andare avanti?

Aspettiamo relazioni e considerazioni da ASL VCO nonché dalle Associazioni dei commercianti circa la riduzione del fenomeno patologico.

Assotrattenimento ha stimato che la normativa coinvolge più del 90% di apparecchi ha un'idea dei numeri cittadini?

Nel nostro Comune l’informativa e quindi l’obbligo di spegnimento, seguito dalla rimozione, ha interessato circa 65 attività di pubblico esercizio nonché tabaccherie.

La Regione si è dotata di una legge molto restrittiva nei confronti delle “macchinette”, sollevando reazioni contrarie dallo stesso governo. Cosa pensa della legge così come è stata concepita? Qual'è l a sua posizione nei confronti del gioco? E' d'accordo con il sottosegretario Baretta o con la Giunta piemontese?

 

Io non devo essere d’accordo con uno dei due, ma mi limito a segnalare per l’ennesima volta il dramma di un paese in cui le istituzioni sono in contrapposizione fra di loro. Il problema del conflitto di competenza fra stato e regioni è uno delle architravi dell’impossibilità di governare i processi in Italia ed era uno dei punti del referendum del 4 dicembre 2016 che voleva anche rivedere il titolo V della costituzione e che è stato a mio parere incautamente bocciato. Io sono favorevole a che alcune competenze siano esclusivamente nazionali. La legge regionale ha delle buone intenzioni ma avrei preferito una norma nazionale. Quello delle slot è solo uno dei tanti esempi di conflitto fra istituzioni che ci troviamo ad affrontare quotidianamente.

 

Lei personalmente è favorevole e la reputa utile come strumento per contrastare la diffusione del gioco compulsivo?

Premetto che non sono un giocatore e ho un’opinione personale negativa del gioco d’azzardo. La legge regionale mi sembra ben fatta e sicuramente centra il tema del lavorare come comunità per fornire alle persone gli strumenti cognitivi per sapere gestire i propri comportamenti ed evitare che sfocino in patologie di qualunque tipo. Insisto però su un concetto: le leggi servono a creare le condizioni per contenere i fenomeni patologici e le degenerazioni ma alla base di tutto la soluzione resta un processo educativo e formativo, altrimenti Il rischio è quello di ottenere semplicemente che i giocatori si spostino verso il gioco on line o peggio ancora verso forme di gioco clandestino. Il disagio lo combattiamo soprattutto con l’impegno quotidiano e con le buone pratiche di comunità.

Secondo la legge regionale ai comuni spetta il compito di vigilanza affinché la legge sia applicata, che strumenti avete utilizzato per definire le aree interessate?

L’Ufficio di Polizia Municipale ha compiuto la mappatura del territorio comunale, individuando i punti sensibili e misurando, prima su carta e poi con la rotella metrica, le distanze tra gli esercizi dotati di slot machine e i punti sensibili stessi.

Avete ricevuto lamentele da titolari di attività in cui erano presenti videopoker?

Si. Lamentele verbali oltre a due lettere da parte di esercenti che chiedono l’accesso agli atti relativi alla mappatura dei luoghi sensibili e una diffida ad intraprendere qualsiasi iniziativa nei confronti dei punti di vendita dotati di slot machine senza avere prima realizzato la mappatura, presentata da ASTRO (Associazione degli Operatori dell’intrattenimento e del tempo libero)

In questi mesi di riduzione degli orari di gioco, sapete se ci sia stato un risultato anche in termini di riduzione del gioco? Secondo voi questa scelta normativa avrà degli effetti per prevenire e contrastare il gioco patologico? Oppure toglierà un’entrata su cui diversi esercenti fanno affidamento per andare avanti?

Non abbiamo dati precisi al riguardo, ma credo che gli effetti si sentiranno, certo che se il giocatore è veramente patologico troverà altri strumenti, il tema resta quello dell’affrontare il disagio all’origine, sicuramente ci sarà anche una diminuzione delle entrate per molti esercenti.

Assotrattenimento ha stimato che la normativa coinvolge più del 90% di apparecchi ha un'idea dei numeri cittadini?

A Crevoladossola gli esercizi dotati di slot machine erano nove, di questi: tre possono mantenerle perché distano più di 300 metri dai punti sensibili; quattro esercizi non possono più tenere le slot; e due dovranno adeguarsi tra 18 mesi.

La Regione si è dotata di una legge molto restrittiva nei confronti delle “macchinette”, sollevando reazioni contrarie dallo stesso governo. Cosa pensa della legge così come è stata concepita? Qual'è l a sua posizione nei confronti del gioco? E' d'accordo con il sottosegretario Baretta o con la Giunta piemontese? 

 

La ludopatia è un fenomeno che abbiamo tristemente imparato a conoscere, in particolare in questi ultimi anni. Come abbiamo dimostrato a Villadossola con l’emissione dell’Ordinanza N° 3 del 17/08/16 tesa a regolamentare e quindi diminuire le fasce orarie in cui è possibile “giocare” alle macchinette, riteniamo da tempo che le istituzioni debbano affrontare questa problematica facendosi carico di normare il fenomeno; la cosa più opportuna è farlo in maniera uniforme sul territorio nazionale. Questa legge non è perfetta (e non accontenta tutti),ma da anni si ragiona sul tema; ora finalmente c’è una legge applicabile, almeno a livello regionale. In attesa di avere una legge perfetta a livello nazionale, è preferibile averne una “imperfetta” a livello regionale che non avere nulla.

 

Lei personalmente è favorevole e la reputa utile come strumento per contrastare la diffusione del gioco compulsivo?

Sono favorevole, ma non ho le competenze per esprimere un parere sulla sua utilità: lo capiremo dopo un certo lasso di tempo dalla sua applicazione, diciamo probabilmente tra un anno, quando potremo confrontare i dati, prima e dopo l’entrata in vigore della legge, provenienti dai servizi che si occupano di persone affette da ludopatia, come ad esempio il SERD.

Secondo la legge regionale ai comuni spetta il compito di vigilanza affinché la legge sia applicata, che strumenti avete utilizzato per definire le aree interessate?

La Legge Regionale 9/2016 è chiara ed inequivocabile e non impone al Comune alcun obbligo né vincola l’applicabilità delle prescrizioni ex art. 5 ad ulteriori attività e/o interventi dei Comuni. L’unico obbligo che la Legge Regionale pone in capo ai Comuni sono le funzioni di vigilanza e controllo sull’osservanza di detta legge (art. 10). Detta l.r. è inoltre chiara ed esplicita in merito agli obblighi degli esercenti. L’art. 13 determina in modo esplicito ed inequivocabile gli obblighi e le tempistiche in capo ai “gestori/esercenti” delle slot. Detto ciò abbiamo preparato una mappa, disponibile sul sito internet del Comune, sulla quale sono evidenziati sia i punti sensibili ex art. 5 della l.r. 9/2016 sia gli esercizi pubblici in generale; ha carattere meramente informativo e ricognitivo, ma assolutamente irrilevante ai fini della vigilanza ed applicabilità della norma.

Avete ricevuto lamentele da titolari di attività in cui erano presenti videopoker?

Si ne abbiamo ricevute, sia dopo l’emissione dell’Ordinanza N° 3 del 17/08/16 sulla limitazione degli orari sia in questa fase.  Va detto che il Comune di Villadossola, in particolare attraverso l’operato dell’ufficio Commercio, ha compiutamente svolto “la sua parte” nella sensibilizzazione di tutti gli esercenti interessati, avvisandoli preventivamente, con congruo anticipo e in più fasi sulla tempistica e le conseguenze dell’entrata in vigore della norma.

In questi mesi di riduzione degli orari di gioco, sapete se ci sia stato un risultato anche in termini di riduzione del gioco? Secondo voi questa scelta normativa avrà degli effetti per prevenire e contrastare il gioco patologico? Oppure toglierà un entrata su cui diversi esercenti fanno affidamento per andare avanti?

Non abbiamo dati sui risultati ottenuti con la riduzione degli orari entrata in vigore con l’Ordinanza N° 3 del 17/08/16, ma sicuramente l’applicazione della legge regionale 9/2016 unita all’ordinanza avrà effetti positivi sul contrasto alla ludopatia. Mi rendo conto che questo toglierà un’entrata a diversi esercenti, e di questo sono dispiaciuto, ma la priorità per le istituzioni deve essere quella di tutelare i cittadini anche dalle loro debolezze. Ricordiamoci che la ludopatia ha rovinato e sta rovinando un numero elevatissimo di persone e di intere famiglie. Non possiamo assolutamente subordinare questo fatto tragico ad una delle voci di entrata dei pubblici esercizi: bar e tabaccherie erano redditizi prima dell’avvento delle macchinette, sono sicuro che continueranno ad esserlo anche dopo.

Assotrattenimento ha stimato che la normativa coinvolge più del 90% di apparecchi ha un'idea dei numeri cittadini?

Non abbiamo un numero preciso di macchinette attive sul territorio, perché non vi è obbligo di comunicazione al Comune da parte dei pubblici esercizi; potenzialmente tutti i pubblici esercizi potevano dotarsi di “macchinette” prima dell’entrata in vigore di questa legge. La situazione attuale è che ci sono due attività che non ricadono nell’obbligo normativo perché rispondono ad una fattispecie che li obbligherà a dismette i videopoker soltanto tra 18 mesi (ma sono comunque tenuti a rispettare l’Ordinanza N° 3 del 17/08/16 sulla limitazione degli orari, che gli impone di tenere le macchine attive soltanto dalle 14,00 alle 18,00 e dalle 20,00 alle 24,00). Per il resto posso affermare che la stragrande maggioranze degli esercizi pubblici hanno un punto sensibile a meno di 500 metri, pertanto devono rispettare la legge regionale e dismettere le slot.


 

 

 

 

Francesco Onor
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