Nuovo ospedale, i primari di Radiologia e dei Dea del Vco si dicono favorevoli

Verbania -

L’organizzazione sanitaria, ospedaliera e territoriale, “dev’essere progettata guardando al futuro non all’incasso elettorale nel breve termine”, ha ammonito il vicepresidente della Regione Aldo Reschigna, intervenendo alla serata convegno del Partito democratico “La sanità del Vco vicino ai cittadini. L’ospedale unico e la rete dei servizi territoriali. Diamo la parola ai tecnici”. Il vice governatore s’è augurato “che la scelta dell’ospedale di Ornavasso non venga messa a repentaglio per un pugno di voti. Non è che il sindaco di Domodossola sia contrario, lo vuole a Domodossola”. Ornavasso, ha concluso Reschigna, potrebbe essere pronto fra 4 anni. A metà marzo è convocata la Conferenza dei servizi per valutare il progetto della struttura e quello della strada d’accesso. Ci vorranno altri 4 mesi, stabiliti dalla procedura di evidenza pubblica, entro i quali eventuali raggruppamenti d’imprese diversi da quello che ha presentato il progetto selezionati si faranno avanti. Entro il 2019 partirebbero i lavori. “Se l’ospedale unico tornasse in discussione – ha avvertito il sindaco Silvia Marchionini – torneremmo al 2104. Uno dei due Dea andrebbe chiuso”. Nel 2014 la Conferenza dei sindaci optò per mantenere quello del San Biagio. La scelta dell’ospedale unico servì al mantenimento temporaneo dei due Dea fino al nuovo ospedale.

A me non piace parlare di ospedale unico – era intervenuto prima di Reschigna il dottor Attilio Guazzoni, primario di radiologia all’Asl Vco – ma di ospedale nuovo. Chi è contrario all’ospedale unico deve dirlo fino in fondo: preferisco farmi mettere i due punti nell’ospedale sotto casa e, per le cose serie vado allo Ieo (Istituto europeo oncologia, ndr). Sull’ospedale nuovo si divide solo la politica, io sono favorevole dal 2004. Allora eravamo in due il sottoscritto e il dottor Ivan Guarducci (presidente all’epoca della Provincia, ndr),di opposte tendenze politiche”.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Guazzoni il dottor Paolo Gramatica, responsabile dei Dea dell’Asl: “Oggi effettuiamo 3 trasferimenti in media al giorno da Verbania a Domodossola, e viceversa per pazienti che hanno bisogno di sottoporsi ad accertamenti specialistici che non possono essere effettuati in un solo ospedale. Questo non ci consente di curarli come meglio potremmo, disponendo di competenze e attrezzature”. “Comprendo le titubanze di un paziente che, magari, diventa sindaco del suo paese – ha esemplificato il dottor Flavio Ravasio (medici di famiglia) -, e da amministratore, nutre dei dubbi. Dubbi possono essere superati solo con una casa della salute efficiente, dotata di un laboratorio polispecialistico. A Verbania siamo appena agli inizi. Potremo svilupparci solo in spazi più ampi ricavabili al Castelli una volta realizzato il nuovo ospedale”.

Redazione On Line
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