In un convegno in provincia di Brescia ancora un successo per il craveggese Guido Dresti

Craveggia -

Il craveggese Guido Dresti, è stato protagonista ad un convegno sugli orologi solari e meccanici svoltosi il 25 maggio scorso a Palazzolo sull'Oglio in provincia di Brescia.  Dresti è esperto di gnomonica avendo ormai realizzato numerose meridiane (molte anche con chi scrive),ma negli ultimi anni si è specializzato nella ricostruzione di strumenti astronomici antichi che venivano utilizzati sia per la misurazione del tempo, che per la conoscenza della posizione geografica durante la navigazione.  E proprio in questo interessante campo che si è concentrato il tecnico vigezzino realizzando (ultimo in ordine di tempo) il Giovilabio di Galileo Galilei.  Ne ha descritto i passaggi costruttivi ed il funzionamento in occasione del convegno "Orologi nel firmamento" organizzato dall'Osservatorio di Bassano Bresciano col patrocinio del Comune di Palazzolo, in collaborazione con Orologi solari EU ed il Gruppo Astrofili Cremonesi.  Galileo aveva pensato di utilizzare questo suo strumento per ricavare la longitudine "del punto nave" anche nottetempo mediante la posizione delle 4 principali lune di Giove, osservate con uno apposito casco solidale con un  cannocchiale (detto celatone). Per consentire un'osservazione il più possibile precisa nonostante il rollio della nave, era stato creato anche uno speciale "letto" concavo a bagno d'olio per il marinaio addetto. La cosa non venne però adottata dai governanti cui Galileo sottopose la sua invenzione causa le difficoltà pratiche e la complessità della misurazione. Ricordiamo che per conoscere la posizione della nave nel mare servono due coordinate: Latitudine e Longitudine e quest'ultima era allora la più difficile da individuare. Il problema fu poi risolto solo due secoli dopo dall'inglese John Harrison con uno speciale  orologio meccanico.

Tra gli esperti presenti oltre ad alcuni gnomonisti di vaglia, anche la bergamasca Marisa Addomine, vera autorità a livello mondiale nel campo dell'orologeria meccanica da torre. La stessa Addomine a Craveggia nel luglio 2013 presenziò alla mostra delle ricostruzioni di Guido Dresti tra cui primeggiava una copia perfettamente funzionante dell'astrario di Giovanni Dondi. Opera poi esposta per oltre un anno al Castello di Pavia, luogo dove l'orologio planetario originale fu utilizzato dai Visconti. Al convegno bresciano oltre a Dresti e la Addomine hanno tenuto interessanti relazioni anche Carlo Corbani (orologio di piazza della Loggia),Mario Margotti (orientamento degli edifici di culto),Luca Strabla (lettura delle meridiane),Gian Casalegno (uno dei massimi sviluppatori di software per il calcolo di orologi solari),Alessandro Maianti (il museo del tempo sul Torrazzo di Cremona),Luigi Ghia (la gnomonica dell'universo con Stellarium),Alessandro Tomasini (meridiana monumentale di Cignano - BS) e Ulisse Quadri (alcune meridiane portatili). Ghia e Casalegno sono tra i redattori della Rivista Orologi Solari unica rivista nazionale sulla materia diffusa in rete.

Dresti non pago della ricostruzione del Giovilabio, ne ha implementato lo studio con un'applicazione  meccanica mobile, colla quale, azionando una manovella, pone in rotazione attorno a Giove le principali lune allora scoperte in modo perfettamente simile alla realtà.  Di questi argomenti, con la collaborazione ormai ultra ventennale di Rosario Mosello, chimico domese prestato alla storia della Gnomonica, Dresti ha pubblicato sulla rivista inglese "Scientific Instrument Society". Con questi ultimi due lavori galileiani il geniale craveggese ha superato abbondantemente la cinquantina di strumenti astronomici. Riproduzioni pregiate, funzionali e precise realizzate in ottone con incisioni chimiche di tutti gli elementi necessari alla lettura ed intrepretazione dei dati astronomici. Sarebbe auspicabile un luogo - museo  espositivo didattico/interattivo a Craveggia (o comunque in Vigezzo) che ne farebbe un centro culturale unico nell'arco alpino per il numero e le peculiarità di questi strumenti.   Contribuirebbe a diffondere la scienza della misurazione del tempo (non solo con numerose meridiane comunque dipinte e ubicate in Vigezzo),ma anche con apparecchi mobili che, anche se oggi nell'epoca del GPS potrebbero apparire superati,  conservano e documentano storicamente una scienza ancora attuale oltre all'ingegno dei loro inventori.

Gim Bonzani
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