I Santuari Madonna della Neve a Bannio e della Madonna della Gurva fra i beni da salvare

Inseriti nella classica del FAI. Molto soddisfatto don Fabrizio Cammelli

bannio anzino -

Un raggiante don Fabrizio Cammelli arciprete nelle parrocchie di Calasca e Bannio è entusiasta del piazzamento provvisorio nella classifica del FAI (Fondo Ambiente Italiano) dei due Santuari d’Anzasca:
93° posto per il Santuario Madonna della Neve e 96ª piazza per il Santuario della Madonna delle Grazie alla Gurva. «Serve ancora un piccolo sforzo – dice don Cammelli – per scalare maggiormente la classifica finale. Siamo ben piazzati e se riuscissimo a raccogliere un altro migliaio di voti… Invito tutti ad andare sul sito del FAI e votare per i nostri Santuari». Ricordiamo che sarà possibile votare fino a tutto il 15 dicembre 2020.
Questa la presentazione dei due edifici religiosi che si può leggere sul sito ufficiale del FAI:
Bannio, il Santuario Madonna della Neve
Il Santuario Madonna della Neve, inaugurato il 5 agosto 1622, venne edificato tra il 1618 e il 1622 su una preesistente cappella del 1372, già dedicata alla Madonna della Neve.
L’edificio religioso è a navata unica con abside e cupola con alto tamburo sopra il presbiterio, pronao con colonne binate e copertura a spioventi ricoperta a pietre.
Lungo il lato sud si erge il campanile di successiva costruzione risalente al XVI secolo. All'interno sono custoditi altre che numerosissimi ex voto per grazia ricevuta anche notevoli affreschi che raccontano gli episodi "romani" della Madonna titolare del Santuario banniese.
Oltre che l'aspetto storico, il Santuario si segnala per la bellissima passeggiata tra i boschi che lo collega al centro del paese, per il silenzioso ambiente che lo circonda immerso nella natura più rigogliosa e per lo splendido panorama che si apre sulla bassa Valle Anzasca e su Anzino.
Durante la festa del 5 agosto, la Guardia d’Onore del santuario della Madonna della Neve, percorre il paese a cavallo, indossando la divisa della Plurisecolare Milizia Tradizionale, viene prestato picchetto d’onore, con fuoco di fucili caricati a salve. Costituita da sessanta uomini di truppa agli ordini di un colonnello e otto ufficiali, ripete ancora oggi i riti dell’antica tradizione.
Nel 2022 particolari celebrazioni coinvolgeranno sia il Santuario sia la Milizia per i rispettivi quattrocent’anni di fondazione.

Il Santuario della Madonna delle Grazie alla Gurva di Calasca
Il Santuario della Gurva è dedicato alla Madonna delle Grazie per i fatti prodigiosi che risalgono alla sua origine, ma è conosciuto anche come Santuario della Madonna Assunta, perché la festa più grande che qui si celebra è quella del 15 agosto.
L'edificio sacro deve la sua costruzione rapida e in luogo così singolare ad alcune cause concomitanti. E' sorto in conseguenza di numerosi fatti straordinari verificatisi in breve spazio di tempo, tra cui anche il trasudamento di sangue dalla immagine della Madonna presso una cappelletta primitiva che da allora venne considerata sacra, miracolosa.
Può darsi però che abbia avuto una parte importante anche l'attigua presenza dell'enorme masso che quasi sollevato da terra, in quanto appoggia solo su una piccolissima base baricentrica, suscita ancora oggi un alone di fascino e di misteriosità. Da dove è venuto? Quando? E perché fermarsi proprio in quella strana posizione, in bilico fra la cappelletta che sfiora per pochi decimetri e il torrente Anza (e dopo la costruzione del Santuario, in bilico anche fra i due lati dello stesso fabbricato che lo circondano, incorporando la stessa edicola originaria)? Di sicuro sappiamo - come vedremo - che nel 1635 il grande blocco di pietra era già là a fare parlare di sé, a suscitare emozioni e punti interrogativi.
Secondo il teologo prof. don Luigi Tagliacarne, parroco di Calasca dal 1891 al 1899, sarebbe caduto dai monti soprastanti, lasciando illesa la cappelletta che - noi aggiungiamo - date le sue imponenti dimensioni avrebbe potuto sbriciolare senza lasciare alcuna traccia. Risparmiò anche il vicino ponte, senza causare danni a persone o ad animali.
In questo fatto, considerato come un prodigio, i Calaschesi intravidero la protezione della B.V. Maria per cui aumentò la devozione verso la sacra immagine.
Secondo lo storico calaschese cav. Agostino Sandretti però sarebbe la peste di manzoniana memoria, peste che fece stragi di vittime anche in Ossola negli anni 1629 e 1630, ad accrescere ancora di più la devozione per questo dipinto della Madonna delle Grazie e a fare nascere l'idea di costruirvi attorno un Oratorio. Possiamo immaginare quei poveri ammorbati locali che, per non diffondere il contagio, erano confinati al di là del ponte in luoghi più isolati e in cerca di maggior frescura estiva.
Chi sa quante preghiere e suppliche disperate avranno rivolto alla Beata Vergine passando davanti alla cappelletta per raggiungere la zona Opaco e poi, conclusa la terribile epidemia, quanti voti da adempiere da parte dei fortunati superstiti!

Con l’arrivo dell’autunno i due Santuari anzaschini, considerata la loro dislocazione decentrata e la mancanza di adeguato riscaldamento, chiudono.
Domenica scorsa, 27 settembre, don Fabrizio Cammelli ha celebrato nel Santuario della Gurva i Vespri solenni in occasione della festa della Madonna delle Grazie.
Al termine della funzione religiosa il Santuario è stato chiuso e sarà riaperto solo nella prossima primavera.
A Bannio il Santuario della Madonna della Neve (Madona d’Ugil) vedrà l’ultima celebrazione annuale sabato 3 ottobre alle ore 9.00 poi anche questa bella chiesetta, tanto cara ai banniesi e non solo, sarà chiusa fino al ritorno della bella stagione.

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