L’evoluzione dei casinò online: cosa bisogna aspettarsi per il 2020

Le manovre di governo degli ultimi anni hanno puntato alla lotta alla ludopatia e al gioco d’azzardo. Molto si è fatto per limitare il gioco dei minorenni, in particolare ci si è mossi contro le cosiddette “macchinette mangiasoldi”.

Queste, in molti casi vicine a scuole e luoghi di comunione per i giovani, sono state allontanate da queste aree e limitate a sale da gioco dedicate. Si sono sensibilizzati i responsabili a vigilare sull’uso di tali macchinari da parte dei più giovani, si è fatta propaganda nelle scuole. Questo tipo di mossa ha dato effettivamente i suoi frutti.

Il governo ha poi agito per vietare la pubblicità, in generale, fatta dalle aziende del mondo del gioco d’azzardo. Niente più spot in tv, in radio, niente più banner, niente più promozione sui cartelloni per le strade e nemmeno sponsorizzazione di squadre sportive. Insomma un vero e proprio “cerotto sulla bocca” delle aziende di gambling.

Di fatto questo tipo di mossa non pare a momento aver dato grandi risultati: chi gioca sa dove farlo, le piattaforme di gioco si conoscono, diciamo. Fatto sta, inoltre, che di solito non è che le persone inizino a giocare perché vedono uno spot in tv, ma piuttosto per imitazione o spunto da qualcuno vicino a loro che già gioca.

Come hanno risposto i casinò online alle nuove manovre?

Dopo la manovra di governo relativa al gioco d’azzardo però qualcosa è ovviamente cambiato nel settore del gambling. Gli Italiani, infatti, si sono spostati sempre di più sui casinò online perché comodi, sicuri e sempre aggiornati con le ultime novità.

Dal canto le aziende del gioco d’azzardo che propongono giochi via web non potendo più competere fra loro a suon di spot e pubblicità, hanno escogitato nuovi modi per attirare a sé la clientela. In particolare si è sfruttata la formula casino senza deposito dove il player può provare a giocare senza dover nulla investire. Oltre che su questa si è anche puntato molto sui bonus, sempre per giocare gratis.

Cosa ci riserva il futuro?

Nonostante tutte queste disposizioni pare che gli Italiani non siano molto propensi a rinunciare alle loro abitudini e al divertimento. Dopotutto se è vero che pensando alla spesa complessiva del popolo dello Stivale investita nel gioco d’azzardo, se andiamo a fare i conti nelle singole tasche alla fine non si tratta nemmeno di cifre esorbitanti quelle spese.

È chiaro che qualcuno si lascia andare un po’ la mano e che qualcun altro abbia un effettivo problema di ludopatia, ma si tratta di “casi”, di una percentuale affetta da un disturbo purtroppo che non pare possa essere curato o prevenuto con questo genere di manovre. I dati infatti parlano chiaro: chi non ha investito, per esempio, nelle slot fisiche ha comunque speso per le scommesse o altre tipologie di gioco.

Per il 2020, quindi, c’è da sperare solo che gli Italiani siano un po’ più parsimoniosi, anche se non vuol dire rinunciare totalmente a giocare se è quello che gli piace fare. Siamo un popolo che crede nella fortuna, quello della smorfia, della sfida alla sorte e che si tratti del Vaso della Fortuna in qualche sagra di paese o di un lancio alla roulette alla fine fa poca differenza.

Visto, invece, che intorno al gioco d’azzardo il giro di soldi è alto perché alla fine parliamo di aziende che investono, si dovrebbe sperare che il governo non si accanisca contro queste che non solo portano denaro in Italia, ma danno anche da lavorare a tante persone.

Penalizzarle, tassarle, spremerle per arricchire le casse dell’Erario (perché diciamolo alla fine il motivo è quello) non farà semplicemente che dirottare queste aziende da qualche altra parte, fermo restando che i player italiani giocheranno comunque sui loro siti web con radici semplicemente in terra straniera.

Redazione
Ricerca in corso...