I valori di solidarietà, libertà e democrazia nel Raduno dei Gruppi Alpini della Valle Vigezzo

Inaugurato "Largo Alpini" e la nuova sede delle Penne nere di Santa Maria Maggiore

SANTA MARIA MAGGIORE -

L’annuale raduto, il sesto, dei Gruppi Alpini della Valle Vigezzo ha fatto tappa a Santa Maria Maggiore. Un ricco programma di festeggiamenti che si sono aperti sabato sera al teatro comunale con “Frammenti di memoria della Grande Guerra in Val Vigezzo”, con un’appassionata relazione a cura del prof. Pier Antonio Ragozza, e la presenza degli studenti della Valle Vigezzo che hanno dato lettura di alcune lettere dal fronte dei soldati vigezzini. La serata, introdotta dal vice presidente della sezione Ana di Domodossola, Guido Portinaro, è stata allietata dai canti del Coro Alpini della Sezione Ana di Domodossola, diretto dal maestro Enzo Sartori. Il raduno è proseguito oggi, domenica 8 aprile, con un’intensa mattinata che è iniziata con l’inaugurazione della nuova sede del Gruppo alpini. “Il mio sincero ringraziamento – ha detto il capogruppo Giorgio Gagliardi è rivolto a tutti coloro che si sono impegnati per realizzare la sede”. Un locale, ha evidenziato il presidente della sezione Ana di Domodossola, Giovanni Grossi che deve essere mantenuta viva, nel solco di questo raduno molto partecipato, segno importante di aggregazione”. Dopo la benedizione impartita da don Massimo Gavinelli è seguita la sfilata aperta dalla Fanfara alpina ossolana fino in piazza Risorgimento per la partecipazione alla Santa Messa in chiesa parrocchiale. Al termine l’inaugurazione del Largo Alpini. “Questa piazzetta è stata sistemata di recente con una nuova pavimentazione e prima dell’estate verranno completati i lavori con la ristrutturazione dei muri perimetrali, la posa dell’illuminazione e il restauro della cappella qui ubicata, che sarà dedicata a San Maurizio, patrono degli Alpini” ha spiegato il sindaco Claudio Cottini. Infine il corteo si è diretto al monumento ai Caduti per un ultimo momento celebrativo, prima dl pranzo sociale al ristorante La Jazza.

Marco De Ambrosis
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