Inaugurata in Questura la sala d'ascolto per donne e minori maltrattati

Verbania -

Sono solo cento in tutta Italia tra caserme dei Carabinieri e Questure, le sale d’ascolto dedicate alle donne e ai minori vittime di violenza. Da oggi arriva anche Verbania. Realizzata materialmente da Soroptimist e dalla Fondazione Comunitaria del VCO nell’ambito del progetto Soroptimist “Una stanza tutta per sé”, la sala d’ascolto della questura verbanese è stata inaugurata questa mattina ed è già pienamente operativa.
Uno spazio colorato, con mobili di design, quadri alle pareti una piccola libreria, ed un angolo dedicato ai più piccoli, con giochi vari. E’ in questo ambiente confortevole che le vittime di violenza potranno trovarsi un po’ più a loro agio nell’affrontare le difficoltà del momento, nell’aprirsi a quel personale della Polizia preparato per affrontare certe situazioni. C’è di più, la sala, che è dotata anche di tutti gli strumenti elettronici necessari, potrà essere in uso anche alla Procura verbanese, che manca di spazi idonei dedicati ai minori. Lo ha rimarcato con un po’ d’amarezza il procuratore capo Olimpia Bossi: «In procura non abbiamo avuto la possibilità di realizzare nulla del genere - ha detto -. Del resto mancano i soldi anche per le lampadine». Come nota positiva, tuttavia, il procuratore capo ha voluto ricordare come “attenzione del territorio verso la violenza di genere sia alta e come sia gli enti, sia le istituzioni sappiano rispondere prontamente. Non è il fenomeno della violenza sulle donne ad essere aumentato negli ultimi tempi - ha evidenziato - ma sono aumentate le denunce, e questo è positivo. Tuttavia - ha concluso - la vera prevenzione è di tipo culturale».
Anche il questore, Salvatore Campagnolo, ha in qualche modo fatto appello al senso di responsabilità delle persone (anche di chi sa e tace) quando ha ricordato che il 90% delle violenze sulle donne sono nell’ombra, un sommerso che con fatica emerge alla luce e che, quando emerge, ha ricordato Campagnolo, il più delle volte si risolve. “A volte - ha detto - basta il semplice ammonimento (un atto del questore che precede la denuncia) perché l’uomo si ritiri. Non stiamo parlando di criminali, ma di persone che frequentiamo tutti, quotidianamente. Nell’ultima settimana - ha aggiunto - abbiamo affrontato tre casi, due con un ammonimento, uno con un allontanamento dalla casa familiare”. Insomma, purtroppo gli utenti non mancheranno.
Proprio perché il fenomeno esiste ed è rilevante, la Fondazione comunitaria ha istituito un apposito fondo a “tutela delle donne e dei minori”, ha ricordato il presidente della Fondazione, Maurizio De Paoli, è destinato a finanziare una serie di attività, tra cui borse lavoro per donne in difficoltà e per finanziare quelle rete del territorio che, considerando le cattive condizioni finanziarie della Provincia, va sostenuto in maniera diversa.
La sala d’ascolto è stata benedetta dal vicario dei laghi, Gian Mario Lanfranchini mentre dalla presidente del Soroptimist del Verbano, Elena Poletti Ecclesia, ha tagliato il nastro. La vice sindaco, Marinella Franzetti, ha invece portato il saluto della città, rimarcando l’importanza del luogo.  

 

Antonella Durazzo
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