Partita IVA estera e lavoro in Italia: vantaggi e obblighi tributari

MILANO -

Grazie alla cosiddetta “libertà di stabilimento”, ogni cittadino europeo ha il diritto di svolgere attività imprenditoriali o professionali in Paesi membri della UE, beneficiando delle stesse condizioni normative dei cittadini del Paese stesso.

E’ così possibile aprire una “partita IVA estera” e l’imprenditore, o professionista, può anche decidere di spostare la propria residenza fiscale nel Paese estero in cui svolge la propria attività.

Questo non significa, tuttavia, eludere l’imposizione fiscale che vige nel nostro Paese (cosa conosciuta come “esterovestizione”, reato penale) ma certamente beneficiare dei vantaggi economici dovuti alle diverse tipologie di tassazione.

Lavorare in Italia con una partita IVA estera, infatti, obbliga al pagamento di tasse ed oneri fiscali in quanto l’attività viene svolta sul territorio italiano. Ed essendo qui che si produce ricchezza, è qui – o meglio, anche qui - che si devono pagare le tasse.

RED
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